A parlarcene è Bruno Sammaciccia, uno dei protagonisti di questa incredibile storia di contatto e interazione tra terrestri e esseri provenienti da altri pianeti, facenti parte di una confederazione galattica..

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(Bruno Sammaciccia, ha avuto contatti con loro per anni, dal 1956 al 1978.)

Il nome W56 è stato Loro dato dai terrestri, il vero nome è Akrij che proviene da una delle prime lingue conosciute, il Sanscrito, è un nominativo plurale neutro – come si usava per gli dei – e significa “I SAGGI”.

Ci sono altri alieni che sono in contrasto con i W56 e sono stati chiamati CTR (ConTraRi) il loro nome è WEIROS.

I W56 non hanno un codice civile cui tutti debbono adeguarsi; si tratta di gente assai evoluta, che sente dentro di se quale debba essere la linea di condotta. I nostri formalismi sono loro sconosciuti; non hanno avvocati, né tribunali; difficilmente vengono in contrasto l’uno con l’altro.

Per essi, il fare del male è una plateale assurdità, sono assolutamente incapaci di comportarsi con malvagità.

Provengono da un pianeta della nostra galassia; il pianeta, su cui Dimpietro (capo della spedizione sulla terra) è nato, orbita attorno ad una stella doppia, questa gente ha due soli che li illumina. La loro civiltà progredisce da oltre un milione e mezzo di anni. E’ questa la loro carta vincente.

Nel maggior pianeta della loro confederazione vivono 15 miliardi di persone. La vegetazione è diversa dalla nostra: i verdi sono più accesi, i marroni più scuri, quasi color cioccolato. C’é più ossigeno nell’atmosfera, quindi il cielo é più azzurro, e l’aria ha un sensibile profumo

Si alimentano di sostanze generate dal suolo; nel pianeta di Dimpietro il terreno é generalmente color grigio , ricco di sali. Allevano animali, ma non ne mangiano le carni. I loro animali sono, più o meno, simili ai nostri.

Da un punto di vista sessuale, essi si accoppiano come noi, ma per lo più mettono in atto una tecnica di inseminazione artificiale, e i neonati vedono la luce dentro una macchina speciale.

Respirano ossigeno, anche se ne hanno bisogno in una percentuale un po’ più elevata di quanto disponibile nella nostra atmosfera.

Fisiologicamente essi sono sostanzialmente identici a noi (altezze a parte). Per lo più hanno capelli biondi, quasi tiziano; alcuni hanno i capelli di un nero profondo, con sfumature bluastre; fra i giovani, molti portano i capelli cortissimi, alla tedesca. Gli occhi possono essere grigi, blu o neri con sfumature bluastre. I corpi hanno un odore che ricorda il grano. Le loro altezze vanno da un minimo 50-60 cm a sei metri, (6 m, avete letto bene).

Indossano abiti molto semplici e aderenti alla pelle. Si nutrono principalmente con un pasto composto di pillole, ma mangiano anche la frutta che viene mandata loro e che spesso ritirano attraverso la tecnologia del teletrasporto.

Dormono due o tre ore per notte.

Dimpietro, che è altro tre metri e mezzo ed è il capo spedizione dei W56 in Italia, si è adattato molto bene alle nostre abitudini terrestri. Gli piace la pizza, il caffè italiano, il vino rosso, pasta, pesce, poco pane, verdura. Tenete presente che Dimpietro è sulla terra da molto tempo, dal 1600 o prima ancora. Sono stati rinvenuti scheletri e cadaveri ben conservati di questi Giganti, ma pochi lo sanno.

A tal proposito c’è da dire che essi vivono parecchi secoli, ma solo perché la tecnologia, avanzatissima, permette Loro di controllare l’invecchiamento cellulare. La Loro pelle è sempre liscia e giovanile, non presenta rughe o segni d’invecchiamento e questo fino a quando riescono a controllare le cellule, quando non è più possibile (vi è un limite anche a questo evidentemente) allora muoiono immediatamente. Basta pensare che Dimpietro oggi ha un’età che si aggira intorno ai 900-1100 anni terrestri.

Riescono a vivere anche 2000-2100 anni terrestri e questo la dice lunga su certe vecchie storie.

Il capo spedizione, di tutta la missione terrestre, é un signore dalle caratteristiche simil terrestre, ovvero altezza normale, e che era il vice amministratore delegato di un’azienda, molto conosciuta a livello mondiale, con sede in Germania. Quindi come possiamo vedere, alcuni di loro, si sono ben integrati tra noi terrestri e non é assolutamente possibile riconoscerli ed individuarli. Ce ne sono tanti in mezzo a noi, ma non ce ne accorgiamo neanche.

Sajù invece è molto basso e spesso loro due si prendono in giro. Anche Sajù sta sulla Terra da quando c’è Dimpietro ed anche lui ha molti secoli. Tutti, comunque, sono longevi.

Per loro la religione è alla base di tutto, vedono Dio nel più piccolo degli insetti. Sostengono che l’universo è stato creato, e che Dio vi si trovi in ogni parte.

Ci sono anche donne fra loro, e Bruno dice: “ne ho viste almeno sei e tutte molto belle”.

Sono nati anche bambini sulla terra e dicono che quando i bambini hanno pochi anni di età, essi devono acquisire le memorie della loro razza, e questa operazione è condotta grazie a particolari macchine che trasferiscono nei cervelli dei bambini la storia e la cultura della loro razza.

La loro lingua universale è di tipo geroglifico, mentre ogni etnia ha un suo idioma.

KENIO, uno di loro, che é deceduto in uno dei combattimenti tra W56 e CTR; era alto 3.07 metri.

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(Kenio un W56)

Sono qui, hanno detto a Bruno Sammaciccia, perché la loro missione sulla terra consiste nel badare a questo pianeta, in silenzio e senza interferire con la nostra evoluzione. Hanno anche detto che la Terra è uno dei 50 (non 49 e non 51,ma 50) pianeti dell’universo sui quali si sia formata spontaneamente la vita molto tempo fa. Per loro, la Terra, è un pianeta mistico, lo chiamano “Il Pianeta Madre”. Per loro, la Terra, è il più completo e bello dell’universo, ma che noi umani terrestri stiamo rischiando, di nuovo, di distruggerlo.

Nota: Infatti, alla fine degli Anni ’40 i W56 avrebbero contattato il Governo USA offrendo assistenza scientifica e tecnologica all’Umanità, in cambio però della totale rinuncia allo sviluppo di un arsenale nucleare.

Gli Stati Uniti rifiutarono, accettando invece aiuto da altri alieni (CTR e Grigi?) proprio in campo militare, da quel momento in poi i W56 avrebbero deciso di non prendere mai più contatto con le Autorità terrestri, chiaramente inaffidabili e compromesse in interessi tutt’altro che cristallini, scegliendo al contrario di cambiare totalmente politica contattando in maniera riservata gruppi ristretti di persone (da cui Amicizia) per diffondere fra noi in modo più capillare e penetrante la loro visione del mondo e quindi nella speranza di salvare l’Umanità da una nuova autodistruzione attraverso una lenta opera di educazione “dal basso”.

Hanno anche detto che questa razza terrestre è l’ultima, ce ne sono state altre prima, molto più evolute di quella attuale, ma che per la loro incapacità di controllo ed ingordigia di potere, come oggi, si sono autodistrutti. I supersiti hanno dovuto sempre ricominciare da zero. Ecco perché la nostra evoluzione è all’inizio. La loro è antica di un milione e mezzo di anni, la nostra solo di qualche decina di migliaio di anni e se continuiamo di questo passo, presto ricominceranno d’accapo i nostri supersiti, se ci saranno.

Hanno anche detto che, in un paio di occasioni, avevano dovuto impedire una guerra atomica, (una delle occasioni fu quella dei missili Russi verso Cuba) e che per far ciò avevano tramutato gli elementi fissibili dentro le testate nucleari in elementi più leggeri, così che una reazione atomica diventava impossibile. Questo grazie alla loro avanzatissima tecnologia. Infatti in quell’occasione furono avvistati dei dischi volanti, in quota sull’Atlantico, dai militari americani che però nascosero tutto. Anche i Sovietici avevano visto….!

Da quanto scritto e saputo è facile capire che sia gli alti comandi militari che governativi, americano e sovietici, erano e sono tutt’ora a conoscenza dell’esistenza di esseri extraterrestri identici a noi che si mescolano e si muovono liberamente senza che possano essere individuati. Tutto questo, ovviamente, crea un enorme senso di vulnerabilità ai potentati della Terra. Prima o poi usciranno allo scoperto; con quali conseguenze per le popolazioni……?

Sarà un grosso problema…!

Molto ancora è scritto sul libro di 421 pagine.

IL LORO AMBIENTE, LE ORIGINI, L’ETICA E LE PRINCIPALI ABITUDINI

W56 non era il loro vero nome, ma esso era stato scelto per motivi connessi con la nostra realtà; 56 indica l’anno nel quale questa storia è iniziata; la “W” sta per “Doppia vittoria”: “Quando vinci i tuoi nemici – ci dicevano – devi ancora ottenere un’altra vittoria, quella contro te stesso ed il tuo orgoglio.” Il loro vero nome era “Akrij”. Circa i loro, e nostri, nemici, sono stati chiamati CTR dall’italiano “Contrari”. Comunque, quando gli amici accettarono di essere chiamati W56, questo nome prese a trovarsi dappertutto nei loro ambienti, scritto nei nostri caratteri, sopra la maggioranza dei loro oggetti. Spesso, a fianco si trovava un simbolo, una sorta di geroglifico, che – mi dissero – era il nome della galassia da cui provenivano, scritto nella loro lingua. Essi non hanno un Corpus iurum, un codice civile formale cui tutti debbano adeguarsi; si tratta di gente assai evoluta, che sente dentro di sé quale debba essere la linea di condotta. I nostri formalismi sono loro sconosciuti; non hanno avvocati, né tribunali; difficilmente vengono in contrasto l’uno con l’altro; se per caso ciò accade, ed è una situazione straordinaria, loro soffrono la situazione nel loro stesso corpo, la pelle diviene biancastra; allora fanno di tutto per risolvere il problema; in casi del genere, anche le loro macchine vanno in crisi, essi dicono che anche le macchine piangono! Ma, ripeto, si tratta di condizioni veramente straordinarie. Per essi, il fare del male è una plateale assurdità, sono assolutamente incapaci di comportarsi con malvagità; non possono mentire, né fare, del male a chiunque, o a qualunque cosa. Provengono da una remota galassia; il pianeta su cui Dimpietro è nato orbita attorno ad una stella doppia che dista dalla Terra 386 anni luce ed è una stella doppia , questa gente ha due soli che illuminano i loro giorni. Altra gente ha un unico sole, ma due o più lune. La storia dei W56 è estremamente antica; essi hanno avuto origine in un paio di pianeti diversi; ad un certo punto entrambi i pianeti sono stati distrutti, i nostri amici emigrarono verso un pianeta più grande, e si stabilirono lì. Questo è accaduto circa un milione e mezzo di anni addietro. Loro sostengono che la loro storia è come un fiume lunghissimo, le cui sorgenti nessuno conosce, ma di cui tutti conoscono la foce. Sembra che nei tempi lontani ci fossero tre differenti razze: quelli dai capelli rossi, quelli dai capelli neri (simili agli indiani odierni); la terza razza aveva capelli bianco-verdastri. La loro cute era colorata come i loro capelli. All’inizio queste tre razze ebbero un’evoluzione comune, poi, poco a poco, si mescolarono insieme. Nel maggiore pianeta della loro confederazione vivono 15 miliardi di persone. La vegetazione è diversa dalla nostra: i verdi sono più accesi, i marroni più scuri, quasi un colore cioccolato. C’è più ossigeno nell’atmosfera, quindi il cielo è più azzurro, e l’aria ha un sensibile profumo. Si alimentano di sostanze generate dal suolo; nel pianeta di Dimpietro il terreno è generalmente grigio, ricco di sali. Allevano animali, ma non ne mangiano le carni. I loro animali sono, più o meno, simili ai nostri. Le piante hanno di solito grandi fiori, con forte profumo; essi estraggono sostanze nutritive da alcuni frutti, simili ai nostri ananas. Di rado si ammalano, e quando ciò accade si curano in modo naturale. Ad esempio, fanno uso di ciò che chiamano “sudore delle piante”, qualche cosa che, a parer mio, somiglia alla brina mattutina. Raccolgono questo liquido in un bicchiere, che pongono al centro di un tavolo, colorato di rosso e blu, dentro una stanza di colore verde. Poi parlano al liquido, raccontando in che cosa consiste la malattia che vogliono curare, ed in che modo. Quindi versano il liquido dentro calici “eterici”, cioè invisibili ai presenti, e bevono. Per poter vedere i calici sono necessari occhiali speciali. Una volta fui ammesso ad una cerimonia di questo tipo, e non capivo che cosa stesse succedendo, con gente che apparentemente beveva dal nulla, senza alcun bicchiere; dopo aver brindato, e bevuto quello che apparentemente sembra essere nulla, depongono i bicchieri invisibili sul tavolo, e solo allora questi ritornano visibili. Non usano acqua per lavare i loro corpi. Entrano in una struttura che chiamano doccia, anche se non ha nulla a che vedere con le nostre; lì dentro i loro corpi sono soggetti ad onde acustiche, e si può vedere una specie di nebbia che emana dal corpo, e si puliscono completamente. I loro abiti sono entità viventi, che si adattano a chi li indossa, e lo proteggono contro tutta una serie di pericoli. Una volta al mese, di media, questi abiti devono essere rigenerati, mettendoli dentro una particolare macchina per pochi minuti. Sui loro pianeti, le strade sono diverse dalle nostre; quando devono spostarsi da un posto ad un altro, essi mettono in funzione un mezzo di trasporto, che emerge dalla strada stessa, e sul quale essi sono in grado di recarsi alla loro destinazione. Questo sistema è disponibile per lo più nelle aree urbane; al di fuori, essi vanno a piedi. Da un punto di vista sessuale, essi si accoppiano come noi, ma per lo più mettono in atto una tecnica di inseminazione artificiale, e i neonati vedono la luce dentro una macchina speciale. I giovani vengono vaccinati contro tutta una serie di malattie, ma i loro medici si guardano bene dall’alterare il loro sistema genetico; dicono che il sistema genetico è come un karma, che dipende dal passato dell’individuo; se viene alterato, le conseguenze non sono prevedibili. Strano a dirsi, molti fumano: Dimpietro era un vero camino, gli piacevano molto le nostre sigarette, sigari e tabacco da pipa. Comunque, di solito fumano alcune erbe che sono utili al loro corpo. Dimpietro mi diceva che nell’atmosfera terrestre prolifera un’infinità di batteri, che sono pericolosi per la nostra salute; molti altri batteri, sconosciuti ai nostri medici, arrivano sulla terra dentro le meteoriti: difatti l’affermazione secondo la quale le alte temperature raggiunte dai meteoriti dovrebbero distruggere ogni forma di vita all’interno, è semplicemente falsa. Fortunatamente, la grande maggioranza di questi batteri esterni non riescono a sopravvivere nel nostro ambiente. Comunque, quello che gli amici fumano protegge il loro organismo, in un modo o nell’altro, da questi rischi. Un altro forte fumatore era Itaho; viveva dentro una base secondaria sotto Villa De Riseis, a Pescara, vicino al fiume; aveva una pipa di terracotta, e spesso Giancarlo gli portava del tabacco. Ad Itaho piaceva soprattutto il tabacco scozzese. Una volta gli ho regalato una pipa di radica, e quando la notte passeggiavamo per chilometri lungo la spiaggia, lui di solito fumava questa pipa. Itaho era solo poco più alto della nostra media, circa due metri e trenta, quindi di notte poteva muoversi all’aperto senza dover temere che qualcuno notasse qualcosa di strano in lui. Di solito camminava a piedi nudi, perché amava il contatto della rena e dell’acqua marina sui piedi. Anche Dimpietro spesso passeggiava con noi, e naturalmente per lui sarebbe stato più difficile passare inosservato; quando percepiva la presenza di qualcuno nelle vicinanze, si sedeva sulla rena, e così, da una certa distanza, poteva essere scambiato per un uomo normale. Respirano ossigeno, anche se ne hanno bisogno in una percentuale un poco più elevata di quanto disponibile nella nostra atmosfera. La maggior parte degli ossidi presenti nella nostra aria sono per essi velenosi. Per questo motivo, quando essi vengono sul nostro pianeta, devono, una volta a settimana, assumere delle sostanze che li aiutano a metabolizzare tali ossidi. Il loro sangue è sostanzialmente identico al nostro, dello stesso colore, ma più ricco in proteine, che aiutano nell’eliminazione delle scorie prodotte dall’organismo. Da un punto di vista fisiologico, essi sono sostanzialmente identici a noi (altezze a parte!). La differenza più vistosa consiste nel fegato: il loro cambia di dimensioni e di funzioni a seconda delle situazioni; il loro fegato è come una spugna, ma quando non sono richiesti i suoi servizi, si riduce alle dimensioni di un pugno, sembra atrofizzato; allorché essi vivono sulla terra, il fegato è molto attivo, e lavora per eliminare le tossine che essi ricevono nel nostro ambiente. Braccia e gambe sono molto forti, mentre la loro testa è relativamente debole; il loro cervello è più grosso del nostro, ma essi sostengono che ciò non implica automaticamente una maggiore intelligenza. Nella loro confederazione esiste una razza i cui membri hanno un cervello decisamente piccolo, ma che sono assai intelligenti ed abili: se vedono un uomo che suona un piano, in breve essi sono in grado non solo di suonare come aveva fatto l’uomo, ma anche meglio, in modo più creativo. Per lo più, hanno capelli biondi, quasi tiziano; alcuni hanno i capelli di un nero profondo, con sfumature bluastre; fra i giovani, molti portano i capelli cortissimi, alla tedesca. I capelli sono più grossi dei nostri, e lo stesso vale per le ciglia, che sono abbastanza lunghe. Alcuni, pochi, si fanno crescere la barba. La loro barba è molto dura, anche quando sono perfettamente rasati, si possono percepire i peli al di sotto della pelle. Per radersi non usano lame, ma uno strumento che taglia i peli al livello della pelle. Come al solito, Dimpietro aveva un comportamento più simile al nostro, per radersi usava un rasoio a lama libera; data però la durezza della sua barba, la lama era fatta in un metallo speciale. Una volta avevo chiesto a Sigir come mai Dimpietro fosse così simile a noi, e mi rispose che anche loro se lo domandavano: “È così da quando lo conosciamo; a volte ci chiediamo se non sia veramente un terrestre, forse venuto via quando era molto giovane. Di certo le sue abitudini sono assai vicine alle vostre.” Le mani sono sottili, così come i loro corpi; non ho mai visto uno grasso fra di loro, né si può dire che siano pelle ed ossa: i loro corpi sono semplicemente ben proporzionati. Le dita sono lunghe, e le unghie sono nettamente più lunghe delle nostre, quattro o cinque millimetri più lunghe. Gli occhi possono essere grigi, blu; alcuni hanno occhi neri, con una sfumatura bluastra. L’iride è significativamente più grossa della nostra. Una cosa strana è che non li ho mai visti battere le ciglia. I corpi hanno un odore che ricorda il grano, mi facevano spesso pensare alle madie che si trovavano una volta nelle case dei contadini. Però, quando si riuniscono in tre, o più, si sente un altro odore, quello del pino silvestre. Essi amano i profumi, ed i loro sono un poco più amari dei nostri. Il loro atteggiamento è sempre molto calmo, li ammiro anche per questo.

Il loro viso è sempre tranquillo, ma non per una posa, la loro serenità viene da dentro; c’è sempre un leggero sorriso sulle loro labbra. Non li ho mai visti arrabbiati, né accigliati.

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(Un interessante foto scattata da Bruno dove si vede un suo amico a destra e dietro un W56, si noti la grandezza e la forma del suo cuore)

Anche le voci sono calme, di timbro basso, risonanti, piacevoli. Non parlano mai a voce alta: quando vogliono attirare l’attenzione, semplicemente modulano la voce in un modo leggermente diverso dal solito. Il loro atteggiamento riflette la loro forza e maturità. Indossano abiti molto semplici. Direttamente sulla pelle vestono un indumento molto aderente, apparentemente fatto di nailon, o cotone sintetico, ma in realtà nulla del genere; lo chiamano la “seconda pelle”, ed è in grado di proteggerli sia dal caldo che dal freddo; per di più, è traspirante, e mentre impedisce alle tossine di raggiungere la pelle, respinge all’esterno le impurità che si formano sulla pelle stessa. Ha il colore della carne, ed è assai morbido. Queste seconde pelli devono essere purificate, in media, ogni dieci giorni. Sopra questa “pelle”, indossano una tuta in un solo pezzo, stretta al collo, ai polsi e alle caviglie. Questa tuta termina con un paio di calzature, che non sono oggetti diversi, ma fanno parte della tuta; somigliano a piccoli stivali, con le suole spesse sui cinque centimetri, e paiono fatti di cuoio, anche se mi è stato detto che non è così. Le suole sono in grado di assicurare una presa ferma sul suolo. I loro abiti sono colorati in qualunque sfumatura di grigio, verde, rosso e blu. Non ho mai visto gialli, violetti od arancione, almeno non arancione carico. Sul collo, la tuta è rigida e stretta, spesso bordata in un colore arancio leggero. A volte portano tute bianche, segnatamente in occasioni religiose. Sembra che essi attribuiscano una grande importanza al colore dei loro abiti, a seconda della particolare attività in cui sono coinvolti. Ad esempio, quando si riuniscono per prendere importanti decisioni, tipicamente indossano tute di un colore traslucido, quasi perlaceo; parlano allora di “colori che corrono”, perché realmente sembra che differenti tonalità di grigio perlaceo si muovano lungo i loro corpi. Per qualche minuto al giorno, praticano una specie di ginnastica, con movimenti molto lenti, e mi hanno insegnato qualcuna di queste pratiche. Altre volte, si riuniscono in gruppi di tre o quattro, siedono sul pavimento, ed intonano strane canzoni. Lo fanno quando c’è qualche disaccordo, per cercare di rimettere le cose a posto. Inoltre pregano, su base regolare. Per sorbire i pasti, si riuniscono, sedendosi attorno ad un tavolo verde, bordato da una sottile linea arancione. Ciascuno ha dinanzi un vassoio metallico, suddiviso in settori, con diversi tipi di cibo in ogni compartimento. Tipicamente si tratta di pillole, ed essi usano una sorta di stoviglie per prendere le pillole e portarle in bocca. Mi hanno detto che mediamente vanno di corpo una volta a settimana, perché il loro cibo non lascia residui significativi. Inoltre, “Dobbiamo bere una grande quantità di acqua”, ed io avevo creduto che si trattasse di acqua normale. Tutt’altro: mettono alcuni confetti argentati dentro una caraffa di cristallo, poi vi versano dentro un liquido che a me era sembrato acqua pura, ma non lo era: “Si tratta di un composto artificiale; c’è dell’acqua dentro, ma anche i minerali di cui ha bisogno il nostro organismo; l’acqua è tipicamente piovana, o raccolta entro le nubi, perché lì è molto pura.” Ovviamente gli amici si nutrivano anche delle frutta che mandavamo loro, ma non direttamente: ne estraevano le particelle vitali, e le usavano per confezionare le loro pillole. Una volta mi hanno offerto una specie di marmellata verdastra, dicendomi che anche una quantità minima sarebbe stata sufficiente per un paio di giorni, senza alcuna necessità di altro cibo. “Non si tratta di uno stimolante – mi dissero – qualche cosa che illude l’organismo; se così fosse, più tardi se ne pagherebbero le conseguenze. Non è un pasto artificiale, è totalmente naturale ed efficace. L’unico problema è che ha un sapore estremamente amaro. Vorresti provarlo?” Ovviamente sì, e mi sentii di colpo sazio, anche se non pieno. Giancarlo non ci provò neppure: “Cos’è ‘sta zezzità?” Dormono due o tre ore per notte; ancora una volta Dimpietro era diverso dagli altri, perché a volte era capace di dormire un giorno intero. In effetti Dimpietro era assai diverso da tutti gli altri, più simile a noi terrestri, e spesso i suoi compagni lo prendevano in giro, dicendo che aveva acquisito abitudini terrestri; e lui rideva, come risposta. Spesso gli dicevo “Tu devi essere nato qui da noi, tu appartieni alla nostra razza”, e lui rideva. Ho già raccontato che aveva imparato molti dialetti  italiani, e che era capace di parlare con diverse cadenze, che raccontava barzellette, per divertire gli astanti. Inoltre gli piaceva mangiare all’italiana: pasta, pesce, raramente carne, poco pane, verdura. Gli piaceva anche bere vino rosso, e in particolare beveva versandosi direttamente il vino in bocca dalla bottiglia, in un modo che solo i nostri più vecchi contadini possono ricordare. Era vissuto tanto a lungo sulla Terra che il suo organismo si era assuefatto alle nostre abitudini. Una volta mi disse che, per adattarsi al nostro ambiente, aveva dovuto subire qualche leggero intervento chirurgico, qualche cosa ai polmoni, se ben ricordo. Dimpietro e Sajù spesso avevano dei battibecchi, ma sempre per scherzo. Una volta, ad esempio, c’era qualche cosa da fare all’esterno, e Sajù disse a Dimpietro: “Esci tu, che sei più abile; se incontri qualcuno saprai come trarti d’impaccio.”Sì, se incontro qualcuno, gli viene un infarto a vedere un uomo alto come me; esci tu, che sei un nano!” Si sfottevano l’un l’altro, ed a volte gli scherzi erano pesanti: una volta Dimpietro non era d’accordo con qualche cosa che Sajù stava dicendo; prima gli spense il sigaro sulla testa (Sajù era calvo), poi lo prese in braccio, e gli sputò sulla bruciatura per lenire il dolore! Entrambi avevano vissuto da lunghissimo tempo su questo pianeta: nel XVII secolo avevano trascorso una quindicina di anni nel Golfo Persico, mescolati ai pirati che lo infestavano, per studiarne le abitudini, e si stupirono fortemente quando scoprirono che dietro le loro scorrerie si nascondevano diversi governi europei! Una volta furono catturati da truppe inglesi; Dimpietro si spacciò per una specie di mago e, in un modo o nell’altro, riuscirono a tornare liberi. Sajù mi disse che a quei tempi sembrava veramente una scimmia, per di più era ghiotto di banane! Dimpietro aveva ricevuto in regalo un pappagallo, cui si affezionò molto, e lo tenne con sé per oltre 150 anni; allorché il pappagallo si ammalò, Dimpietro lo fece visitare dai medici entro una delle loro navi spaziali, ma la diagnosi fu che l’uccello era malato di vecchiaia, e non c’era nulla da fare. Dimpietro era goloso di angurie rosse, e quindi gliene mandavamo spesso, e di molto grosse. Lui, allora, si sedeva in un angolo, e le tagliava accuratamente in piccole fette, prima di mangiarle. Una volta ne avevamo trovata una particolarmente grossa, e l’avevamo inviata tramite teletrasporto; assieme a Dimpietro c’erano Sajù, Sigir e Romolo. “Sei contento? – gli chiesi – Naturalmente se tu sei contento, noi siamo soddisfatti.” Ci venne in seguito raccontato che Dimpietro si sedette per terra ed iniziò ad affettare l’anguria, allineando le fette per terra, prima di cominciare a mangiare. Nel frattempo Sajù, di nascosto, ne rubava qualcuna per mangiarsela. Dimpietro si accorse che qualcosa non andava, perché stava contando le fette mano a mano che le tagliava, ed era un po’ perplesso. Ma quando vide spuntare la manina di Sajù in caccia di una nuova fetta, le diede un morso, e nella base risuonò un urlo!

Dimpietro mi aveva detto che era stato nel Regno Unito, che aveva visitato molti musei, e la casa di Shakespeare; “Come hai fatto, tu che sei così alto?” “Beh, ci sono andato quando non c’era nessun altro intorno.” Era molto interessato a Goethe, Kant, Nietsche, ma diceva di non riuscire a comprendere lo spirito stesso della filosofia, perché, diceva, “ti lascia con molte domande, e senza alcuna risposta.” Gli piaceva molto la musica, amava suonare il violino; avevo visto questo strumento, e gli avevo chiesto se fosse uno Stradivari, ma Dimpietro mi rispose che se lo era costruito da solo, nel suo pianeta natale. Non tollerava di essere disturbato mentre suonava. Mentre Dimpietro era eccezionalmente alto, Sajù era assai basso; quando veniva per incontrarci, Giancarlo commentava “Guarda, sta arrivando il nano!” La sua voce era stridula, mentre, di solito, gli individui bassi fra i nostri amici hanno voci normali. Inoltre Sajù era calvo. “Quando ero giovane – mi aveva detto una volta – mi era stato predetto che sarei diventato alto come gli altri, ma qualcosa è andato storto.” Anche a lui piaceva molto scherzare, anche su sé stesso; Dimpietro spesso gli diceva che era rimasto nano a causa della sua malizia. Poi c’erano i giovani, ne ho visti molti. In effetti era difficile giudicare l’età degli amici perché, ad esempio, la loro pelle non si copre di rughe con l’invecchiamento, anzi rimane sempre liscia e fresca. Una volta chiesi loro come apparivano, all’avvicinarsi della morte fisica, e mi risposero che normalmente sono in grado di contrastare l’invecchiamento; quando non ci riescono più, allora la morte sopraggiunge rapidamente. Per loro, la religione è alla base di tutto, vedono Dio nel più piccolo degli insetti, sostengono che l’universo è stato creato, e che Dio vi si trova in ogni parte. La loro religione non è piena di rituali come le nostre, per loro si tratta soprattutto di un sentimento profondo, che non ha bisogno di esteriorità. Tipicamente eseguono i loro riti tre volte all’anno, e, in casi eccezionali, quando sentono la necessità di un supporto particolare. In queste circostanze, si riuniscono a cerchio, e cantano particolari inni, simili a quelli buddisti; al centro del cerchio c’è una colonna di cristallo, con una placca metallica all’interno, non oro né argento, ma qualche cosa di intermedio. Col procedere della cerimonia, la placca inizia a sollevarsi all’interno della colonna; quando giunge ad una certa altezza, essi iniziano a chiedere a Dio ciò di cui sentono bisogno; allora la placca emette un lampo, e ricade dentro la colonna. Una volta mi è capitato di assistere ad uno di questi riti: sembrava un gioco di ragazzi, ma era tutt’altro, grazie alla loro profonda religiosità, che non richiede particolari esteriorità. Ero incantato dalle loro apparecchiature, benché non sia un tecnico, né mi interessi di aspetti tecnologici; quando mi dissero che stavano per andare via, li pregai di lasciarmi qualche strumento; mi risposero che sarebbe stato inutile, perché tutta la struttura della base è necessaria affinché anche lo strumento più semplice possa funzionare. Non ero molto contento, ma loro proseguirono: “Potremmo lasciarti tutta una piccola base a tua disposizione, con tutta la strumentazione attiva, ma tu non saresti capace di controllarla. Per di più, se chiedessi l’aiuto di qualcuno dei vostri scienziati, ti ruberebbero tutto, per fare bella figura agli occhi dei propri governi.” Giancarlo, invece, era molto interessato agli aspetti tecnici, e cercava in continuazione di sviluppare nuove invenzioni sulla base della tecnologia degli amici. Loro mi dicevano che questo ayuno (la parola significa “fratello” nella loro lingua) era realmente un inventore, che aveva delle buone potenzialità, ma che al momento, sulla Terra, non c’erano le condizioni necessarie affinché egli potesse avere successo.

Una volta aveva deciso di costruire un disco volante, ma gli amici gli dissero di lasciar perdere, perché non avrebbe avuto speranze di successo. Erano assai umili, ma non nel senso terrestre, dove la gente fa finta di essere umile per nascondere il proprio orgoglio innato. Dicevano che l’umiltà non implica la debolezza; per di più non erano orgogliosi delle loro capacità, in quanto, dicevano, non era tanto un merito loro, quanto un effetto della loro storia. Erano sempre tranquilli e sorridenti. Dimpietro, Gallarate e Siderius, in particolare, avevano delle forti personalità, ma ciò nonostante, erano sempre molto amichevoli. Una volta avevo chiesto a Dimpietro se non si sentisse come una specie di santo, e lui iniziò a prendermi in giro.

C’erano alcune donne fra di loro, ne ho viste almeno sei, tutte molto belle, che emanavano un forte senso di femminilità, ma non in un senso erotico; Giancarlo, matto come sempre, una volta prese anche una cotta per una di esse, e gli amici lo prendevano in giro. Non hanno problemi con la nudità, nel senso che non attribuiscono un particolare significato al fatto di essere nudi. Probabilmente per rispetto nei nostri confronti di solito evitavano di andare in giro senza abiti, ma, ripeto, non prestavano particolare attenzione alla cosa.

Naturalmente si sono formate famiglie, e sono nati figli, anche qui sulla Terra; mi dissero che quando i bambini hanno ancora pochi anni di età, essi devono acquisire le memorie della loro razza, e questa operazione è condotta grazie a particolari macchine, che trasferiscono nei cervelli dei bambini la storia e la cultura della loro razza. L’operazione vede coinvolta una specie di calotta argentea, e nell’inserire nella macchina dei cilindretti, grandi come le nostre batterie AAA, ciascuno dei quali contiene una parte di questa memoria.

La loro missione sulla Terra consiste nel badare a questo pianeta, senza però interferire; mi dissero che in un paio di occasioni avevano dovuto impedire una guerra atomica, e che per fare ciò avevano tramutato gli elementi fissili dentro le testate nucleari in elementi più leggeri, così che una reazione atomica diventava impossibile. Un’altra cosa che mi dissero, e che io non mi sarei immaginato, è che essi ricevono in continuazione messaggi via radio, da terrestri che vorrebbero entrare in contatto con loro, ma che la cosa è inutile, perché sono i nostri amici a scegliere chi contattare. Mi hanno parlato anche dei messaggi inviati nello spazio dalle nostre potenze (USA ed URSS in particolare), dicendo che anche questi erano inutili, perché avrebbero dovuto viaggiare un’infinità di tempo prima di giungere a pianeti abitati, e che comunque loro conoscevano già tutto di noi.

I CTR

I CTR sono sostanzialmente all’opposto: essi adorano la scienza, e solo essa, e quindi sono molto lucidi e freddi; se ritengono di ottenere un vantaggio distruggendo qualcuno, lo fanno senza la minima esitazione. Essi hanno una sorta di “etica scientifica”, e questo nome spiega il loro comportamento. Siamo stati noi a scegliere la sigla CTR, dall’italiano “Contrari”; i nostri amici li chiamano “i nostri fratelli nemici”. Spesso, quando si muovevano nel nostro ambiente, i CTR usavano delle Mercedes blu scuro, modello diplomatico, cioè automobili molto grosse, con quattro di loro all’interno. Una volta Dimpietro mi aveva detto: “Se te ne capita l’occasione, prova a misurare una delle loro Mercedes, e scoprirai che sono una decina di centimetri più lunghe e più larghe del modello convenzionale.” Sulla fiancata di una di queste macchine avevo notato molte piccole strutture a rete, e Dimpietro mi spiegò che si trattava di armi; un’altra arma si trovava sul retro, somigliava ad una piccola piastra metallica circolare, con molti forellini tutt’attorno; attraverso questi buchi sarebbe uscito un gas letale per gli esseri umani. Anche i CTR somigliavano ad uomini convenzionali, di solito erano calvi, e i loro corpi puzzavano leggermente di catrame. Gli amici ci dicevano che c’erano anche altri popoli che giungevano sul nostro pianeta; alcuni di questi esseri erano una via di mezzo fra l’uomo e la scimmia, quasi animali sulla via dell’evoluzione, ed una volta mi hanno mostrato foto di questi esseri. Sostengono comunque che un’evoluzione alla Darwin non può aver luogo: una scimmia resterà sempre una scimmia, un uomo sempre un uomo; mai una scimmia diventerà un uomo. Quando i nostri scienziati hanno sostenuto che gli UFO non esistono, gli amici non hanno avuto alcuna particolare reazione, né li hanno presi per deficienti; al contrario, hanno rispettato le loro opinioni, limitandosi a dire che si sentivano un po’ rattristati per quell’errore. Esistono guerre, ad esempio quella che li oppone ai CTR; i CTR sono venuti qui per fare danni; essi non rapiscono i terrestri, non possono essere accusati di questo fenomeno che oggi viene così spesso citato dagli studiosi di UFO. Nessuno sulla Terra si è mai accorto di questa guerra: i terrestri se ne stanno a casa a guardare la TV, leggono giornali, vanno in discoteca, ma non prestano mai attenzione al cielo sopra le loro teste. Qui sulla Terra nessuno è in grado di notare i cambiamenti che hanno luogo attorno a noi. Gli amici dicevano che loro sono simili a batteri positivi per il pianeta; noi non ce ne accorgiamo, ma essi agiscono per il bene della Terra. Per fortuna, prima di partire, gli amici hanno sistemato le cose in modo tale che i CTR non potranno danneggiarci, per molti anni a venire. Ovviamente i CTR tenteranno di fare qualche cosa, e un piccolo successo della loro parte per noi può essere una tragedia! Comunque gli amici, nell’andarsene, avevano promesso che sarebbero tornati nei primi anni di questo millennio.

DOMANDE E RISPOSTE TRA TERRESTRE E SAURO (W56)

11-12-68 (Risposte di Sauro)

Gli extraterrestri non sono giunti sulla Terra per voi; vogliamo studiare la Terra in quanto sappiamo che si tratta di un pianeta madre, e che la razza umana interplanetaria si è evoluta sulla Terra. Noi sentiamo molto più intimamente di voi la morale. La nostra scienza non è come la vostra. Noi siamo estremamente esperti in ciò che chiamate biologia ed elettronica. Siamo in grado di cancellarvi selettivamente la memoria. L’uomo è il centro dell’universo, ma esistono razze non umane. L’attuale uomo terrestre, in particolare. è sorprendente, in quanto possiede a livello naturale le cosiddette facoltà parapsicologiche, che la nostra scienza domina solamente a livello tecnologico.

Sulla Terra si sono succedute tantissime civiltà, da miliardi di anni: la Terra è come un essere vivente (in un certo senso vive effettivamente); è come il nucleo di un atomo: nel suo centro ci sono tantissimi nucleoni attorno ai quali ruotano gli elettroni. Questi si aggregano in modo casuale ai nucleoni, dando luogo agli elementi chimici che lentamente vengono ad affiorare sulla superficie: non è vero che il centro del pianeta sia una massa di ferro fuso, come dicono i vostri geologi. Di tanto in tanto accadono cataclismi, e gli elementi pesanti ritornano verso il centro della Terra, ove si scindono nei componenti fondamentali.

Nell’universo vi sono molte dimensioni e livelli (i vostri scienziati non hanno ancora intuito il concetto di livelli). Il cosmo è come una superficie sferica, con tanti raggi che vanno verso il centro. I raggi sono i livelli. Al centro c’è Dio. Esiste una civiltà negativa, ed esiste una guerra fra noi e loro. I negativi sono privi di legge e di morale. Sulla Terra abbiamo numerose basi. Una va da Ascoli a Campobasso, e dall’Adriatico fino a Roma. Il soffitto è alto un chilometro, cosi che può accadere che vi piova dentro!

Per la manutenzione dei nostri apparecchi abbiamo bisogno di grandi quantità di platino. Facciamo uso di robot di vario genere; si tratta sempre di macchine, ma alcune di queste sono costruite a livello biologico, e sono del tutto indistinguibili da uomini veri e propri. L’unica differenza è costituita dall’unità ricetrasmittente, costituita da una placca metallica estremamente minuscola appoggiata sulla superficie dello sterno.

Per voi è estremamente difficile entrare in contatto con noi, vederci, o anche lavorare al nostro fianco. Inoltre ciò è anche assai pericoloso. E’ vero che voi avete ucciso i nostri figli. Ma non voglio dire nulla di più a questo proposito.

LA VERITA’ (riunione con i vertici del CUN tenuta a Milano il 17-11-1968)

S.: La nostra essenza non è solamente materiale. Nel cosmo intero vivono degli uomini.

Non vi saranno per adesso contatti su larga scala fra terrestri e non, in quanto per la nostra civiltà lo choc sarebbe troppo forte. Noi ci lasceremmo morire, dato che siamo troppo deboli. Inoltre, noi non siamo uniti. I nostri politici temono il fenomeno UFO, ma riescono eccellentemente a farsene forti.

Essi si oppongono per sostenere il loro potere. Gli scienziati ufficiali negano il fenomeno per difendere i punti di vista infantili della loro scienza. Un’altra barriera è costituita dalla nostra mente, la quale ritiene che la nostra terra sia al centro dell’universo. L’uomo, con il suo spirito e con il suo aspetto, esiste in tutto l’universo. La sua esperienza è stata tale da cambiare totalmente il suo modo di pensare. In tutto ciò non si trova posto né per esoterismi, né per medianità. Esistono gruppi i quali affermano e scrivono sciocchezze, creano associazioni di ispirazione parareligiosa, si fanno forti della casistica UFO come sostegno, e così via. Quattro o cinque anni fa ho avuto occasione di vedere i piloti, ed ho parlato con essi via radio, ma non ho mai parlato con essi di persona.

Le conversazioni erano su argomenti di morale e di filosofia. Certo non è possibile per il nostro pianeta entrare ufficialmente in contatto con essi. Per noi non è importante volare con i dischi, ma piuttosto riuscire a comprendere che cosa dobbiamo fare per migliorare il nostro modo di pensare e di agire. Io sono qui oggi per dare una testimonianza e le nostre parole dovrebbero servire a farvi pensare. Ci rivolgiamo al vostro spirito. I materialismi faranno patire un’improvvisa bancarotta.

Anche su altri mondi esistono civiltà che hanno intrapreso strade sbagliate.

Nel 1952 ho visto un disco per la prima volta. L’anno successivo gli amici mi hanno scritto una lettera per collocare un contatto. Nel 1964 mi hanno scritto di nuovo per dirmi di recarmi a Pescara, dove, con degli amici, ho visto tre piloti, alti più di tre metri, su di una collina, a circa 200 metri di distanza. Essi vestivano una combinazione, non avevano casco, capelli neri e lunghi, stivaletti anti gravitazionali. L’avvistamento si è protratto per 20 minuti. In seguito conversazioni via radio a transistor, sulla gamma delle onde lunghe. Essi hanno terminato la loro ricerca scientifica a livello materiale, e quindi sono sulla soglia di un’altra dimensione, quella del Creatore (essi lo considerano al di là della natura). Le loro idee ricordano molto le religioni orientali (ad esempio, il concetto di Karma degli indiani). Ritengono che Cristo (di cui non hanno avuto nulla di simile) rappresenta la giustizia assoluta. La Terra è un Pianeta-Madre (ne esiste circa una cinquantina).

Numerose civiltà si sono succedute sulla Terra, e poi sono emigrate via. Gli strati superiori della superficie terrestre, durante milioni di anni, si sono sostituiti a quelli inferiori (così si spiega come mai non si trovino resti delle grandiose civiltà primitive). Le emigrazioni delle nostre civiltà primitive sono accennate nelle leggende. Suscitiamo pietà in essi, anche se stimano la nostra mente assai sviluppata.

Difatti, senza tecnologia, essi sarebbero a terra. Ad esempio, presso di noi non è infrequente la telepatia, a livello naturale. Essi hanno invece bisogno di strumenti.

E.: Mi sono capitate cose che mi hanno anche messo in pericolo di vita. Il male si trova anche presso di noi, in questa sala. Per questo motivo non mi è permesso di dire molto. Esistono civiltà che si potrebbero facilmente definire naziste, fredde e tecnologiche, senza i benché minimi sentimenti di morale e di spirito collettivo. Ho avuto contatti telepatici, e per via telepatica ho disegnato basi, ed ho appreso la loro lingua. Ho visto disintegrare oggetti da lontano, per poi ricomporli in un altro posto.

P.: Perché gli Esterni arrivano qui, costruiscono basi, e così via?

S.: Anche per ragioni strategiche (contro i negativi), per ricerche, per proteggere la Terra (in quanto essa è uno dei Pianeti-Madri). Dicono che i Vangeli sono pieni di verità circa Dio, e che dobbiamo cercarla in quei testi. Essi vengono da un’altra galassia. I nomi non sono importanti per noi, ed essi non sperano che noi riusciamo a comprendere la loro realtà. Esiste una legge cosmica, che impedisce loro di operare sulla nostra civiltà, sia nel bene che nel male.

B.: Le importanti pedine fra i contattati vengono protette contro i negativi?

Br.: No, anzi sono spesso loro a proteggere gli amici.

S.: Si, ed anzi essi se ne andranno per sempre, allorché la protezione della terra sarà

raggiunta.

N.: I negativi hanno preso contatti con alcuni fra i terrestri?

S.: Si, anche ad alti livelli (ad esempio, il nazismo è stato un effetto). Ai negativi un intervento su larga scala è proibito dalle leggi cosmiche, ma gli interventi sui singoli individui sono liberi.

Z.: Come possiamo comprendere se le valvoline ( le ANIE venivano chiamate valvoline) sono utilizzate per buone intenzioni? Come comprendere se i buoni sono veramente tali?

S.: Lo sentiamo.

Z.: I loro obbiettivi potrebbero nuocerci a nostra insaputa?

S.: Per il bene della collettività potrebbe essere necessario un danno singolo.

Z.: Esistono extraterrestri non umani, a livello fisiologico?

S.: Si, mutazioni naturali, oppure artificiali, per assicurare loro la vita in condizioni

ambientali diverse dalle nostre.

Br.: Esistono anche razze effettivamente differenti dalla forma umana, ma si tratta di

rare eccezioni, almeno su questo livello dimensionale.

LA LORO TECNOLOGIA

La loro tecnologia è da considerare incomprensibile per noi terrestri e per i nostri scienziati, sono avanti anni luce. Qualcuno di loro diceva che non poteva dare troppe spiegazioni tecniche a Bruno e ad altri suoi amici perché erano ignoranti per quella tecnologia. Sarebbero stati ignoranti anche i nostri scienziati, per loro.

Possiedono la tecnologia del teletrasporto, possono rendere invisibili loro e le loro navicelle. Si aprono varchi nella materia, anche enormi, con la forza antigravitazionale. Le loro navi interstellari e dischi si muovono con sistemi, a noi oggi sconosciuti, sfruttando varie forze tra cui l’antigravitazione e la curvatura Spazio-Tempo.Dispongono di energie enormi , ma con piccole sorgenti che le producono, cosa che da noi ancora non si pensa neanche, tecnologie lontane anni luce.

Usano la telepatia per comunicare, ma solo se accompagnata dalla tecnologia loro; non sono in grado di sviluppare questa capacità naturalmente e per questo ci studiano. Dicono che, sotto questo punto di vista, noi abbiamo un potenziale telepatico superiore al loro. Riescono ad aprire le acque di un lago o del mare, come nel film “La Bibbia”, sempre con la loro tecnologia a noi inconcepibile, e questo la dice lunga su certe storie antiche. Hanno dato una spiegazione di come avviene questo, ma è troppo lungo il discorso, si rimanda sempre al libro.

I LORO INSEGNAMENTI

Loro (i W56) chiamano il nostro pianeta il “Centro universale per la redenzione”, in quanto sostengono che le anime che si incarnano qui da noi sono quelle che ancora devono concludere la loro evoluzione. Per questo motivo qui ci sono tante sofferenze, ma al tempo stesso tanti successi possono avere luogo. Per di più, la Terra è uno dei pianeti più belli e più completi. La sua storia è assai più lunga di quella che noi conosciamo, ci sono state molte più civiltà di quanto raccontino i nostri libri.

L’America meridionale è stata la culla di una civiltà assai avanzata, ben prima degli Egiziani; avevano una forte etica, ma al contempo avevano raggiunto alti livelli nella scienza e tecnologia, al punto che erano in grado di controllare le loro macchine per via telepatica. L’ambizione, la vanità, la voglia di potere colpirono anche li, sfortunatamente, e tutto andò in malora. Una cosa del genere non è successa una volta sola, ma in più di una circostanza. Gli amici mi avevano mostrato una mappa della Terra risalente ad un’epoca anteriore a quella dei dinosauri. La così detta “Età della pietra” non marca l’inizio della nostra civiltà, anzi si tratta dell’ultima (in ordine di tempo) fine di una civiltà evoluta, a valle della sua autodistruzione, allorché i sopravvissuti avevano dovuto ripartire da zero.

Gli amici spesso dicevano che i nostri scienziati si comportano in modo strano: spesso ottengono risultati importanti, ma sono incapaci di andare oltre, perché sono loro stessi a porsi dei limiti. Come può essere che nell’universo, nell’infinito, esistano limitazioni? I nostri scienziati si comportano come un vetraio che usi un vero diamante prezioso per fare il suo lavoro, usando uno strumento di valore su una sostanza meno nobile. I nostri migliori ingegneri sono come dei mistici della tecnologia, che mettono la loro scienza in cima a tutto e, nel così fare, bloccano ogni possibilità di ulteriore evoluzione delle loro scoperte. I nostri amici hanno anche macchine invisibili, il cui solo concetto sembrerebbe assurdo ai nostri scienziati. Sostenevano che il fare del bene non è un dovere, ma una necessità.

Quando gli uomini sono convinti sinceramente nel fare del bene, senza altri fini, non possono mai essere tristi, e quello sarebbe l’atto di nascita di un nuovo Rinascimento. Per di più un tale sforzo non costerebbe assolutamente niente, non ci sono soldi da spendere, libri da comprare, corsi da seguire, al fine di illuminarsi; basta volerlo.

Circa il libero arbitrio, gli amici sostengono che esso esiste, ma c’è anche una condizione universale, a causa della quale tutto ciò che dovrà accadere è già stabilito, e quando anche la più piccola cosa ha luogo, determina un’infinità di effetti futuri, anche in un futuro assai lontano. Quindi, per poter fare uso cosciente del libero arbitrio, uno dovrebbe essere perfettamente consapevole di tutte le conseguenze delle sue azioni, e soprattutto essere capace di imporsi delle limitazioni, al fine di ridurre gli effetti propagati che deriveranno dalla sua azione.

Ma è assai raro che qualcuno si comporti in questo modo, e quindi ci si illude di essere liberi nelle proprie azioni; in realtà non lo si è, perché non si riescono a capire le limitazioni che ci vincolano a seguito di questa incapacità di comprendere.

I pianeti dei W56 sono distribuiti parte nella nostra galassia, parte in un’altra galassia, che essi chiamano la “Galassia blu, a seguito del colore di alcuni filamenti al suo interno. Una volta chiesi loro se nell’universo ci fossero essi solo, o magari anche altri popoli. “Noi amiamo la vostra Terra, è meravigliosa; fra i nostri pianeti ce n’è qualcuno che le somiglia, ma nessuno è così bello. Purtroppo l’uomo la sta rovinando; dall’alto possiamo vedere tante chiazze, come sulla testa di un uomo che sta diventando calvo. Per quel che concerne la civiltà, devo dire che sulla Terra ce n’è ben poca. Avete avuto ispirati, mistici, santi, è stato un po’ come se il Centro Universale, l’Entità Suprema abbia voluto dedicare una particolare attenzione al vostro pianeta; a proposito, voi conoscete solo una piccola parte della storia, e avete solo vaghe sensazioni circa ciò che manca. Posso dirti che anche nell’antichità, di cui voi siete del tutto ignoranti, Dio ha prestato una particolare attenzione a questo pianeta, ma i terrestri non sono mai stati in grado di approfittarne. Pensando ad esempio al buddismo, non avete ancora capito che si tratta solo di uno strumento per aprire la propria mente a livelli superiori, che allorché uno raggiunge il Nirvana si trova nella situazione ottimale per aprirsi all’infinito. Tutte le tecnicalità che esistono nelle vostre varie religioni sono solo strumenti che rendono le vostre menti e i vostri corpi più aperti alla luce che viene dall’alto, una luce che illumina tutti, ma che pochissimi notano.”

“Ci sono anche altri popoli oltre a noi, a vari livelli di civiltà, ma l’uomo è universale: si possono trovare piccole varianti, da una razza all’altra.

Anche fra di noi hai visto che ci sono persone molto alte (io stesso ad esempio), ma anche molto basse; ci possono essere differenze nel colore della pelle, ci sono persone la cui carne è praticamente trasparente, ma, ripeto, praticamente ogni civiltà è fatta di uomini.

In alcuni pianeti ci sono animali che sembrano come uomini, un po’ come le vostre scimmie; ma ricordati che tra un milione di anni le scimmie saranno ancora scimmie; la teoria secondo cui l’uomo è un’evoluzione delle scimmie è totalmente falsa. Una tale evoluzione fisica semplicemente non può aver luogo, e i vostri biologi che credono di aver ricostruito il percorso, ad esempio, dall’eohippus fino al cavallo, hanno torto marcio: una razza, qualunque razza, non viene mai modificata, se non per motivi del tutto casuali, e tipicamente quando ciò accade si ha una degenerazione.”

“La nostra gente ha avuto molti alti e bassi, in diverse circostanze sono stati sul punto di autodistruggersi, ma fortunatamente siamo sempre stati in grado di superare il rischio. Molti altri popoli pongono al primo posto la scienza e la tecnologia, e quindi dimenticano che l’uomo è soprattutto anima; se uno si dimentica di questo concetto basilare, corre dei seri rischi. È successo anche a noi, ma siamo stati in grado di salvare la situazione. Dobbiamo ringraziare le forze che tengono assieme l’universo, abbiamo trovato un grande aiuto in esse, ed ora siamo ad un alto livello sul cammino evolutivo, non nell’evoluzione dei nostri corpi (o almeno solo in parte) ma in quello delle nostre anime. Ci sono molti popoli nella nostra confederazione, e non tutti sono al medesimo livello; quelli che si sono basati unicamente sulla tecnica sono degenerati, o addirittura scomparsi, perché se si basa tutta una società sulla scienza si deve porre grande attenzione nell’impedire che qualche cosa vada storto e, se ciò accade, si è perduti. Sfortunatamente voi state andando in questa direzione, e quindi avrete dei seri problemi nel futuro.

C’è poi ancora un altro problema con voi, il denaro. Potreste risolvere molte delle vostre difficoltà ambientali, ma potentati economici impediscono che vengano adottate soluzioni valide.”

Quest’ultima affermazione deve essere vera perché, a parte le mie esperienze personali, ho conosciuto un paio di persone che, dietro suggerimento da parte degli amici, andarono a Namibia, in Sud Africa, per sperimentare un nuovo tipo di motore, e dopo un paio di mesi non se ne è saputo più nulla.

“Dato che l’uomo è universale, a parte qualche dettaglio secondario, tutti respirano ossigeno, perché tutti i pianeti abitati hanno dell’ossigeno nell’atmosfera, magari in differenti percentuali; non troviamo grosse difficoltà a passare da un ambiente all’altro, e quindi non è stato un vero problema venire qui.

Come sai (qui è jufur che parla) Dimpietro si è adattato così bene al vostro ambiente che ha anche adottato le vostre abitudini ed i vostri gusti.” Dimpietro in effetti era innamorato del nostro modo di vivere, anche se non indulgeva in attività peccaminose o dissolute; fumava sigari, beveva tanto caffè (caffè all’italiana!), apprezzava ogni tipo di musica, amava guardare i giovani danzare, e anche lui spesso ballava; al contrario non gli piaceva la nostra spazzatura morale, la nostra mania di mettere il sesso in ogni cosa.

Comunque Dimpietro ed i W56, pur apprezzando il nostro modo di vivere, erano anche disposti a perdonare alcune delle nostre cattive abitudini, almeno finché non entravano in conflitto con l’ambiente o con noi stessi. Per esempio, Dimpietro era un forte fumatore, ma al contempo assumeva qualche cosa che gli purificava i polmoni nel giro di un paio d’ore quindi, dal suo punto di vista, il fumare non era un’attività degenerativa.

Solo di rado mangiava carne, e solo per il gusto di fare una nuova esperienza, pur sapendo che la carne avrebbe danneggiato il suo organismo ma, al solito, subito dopo prendeva qualcosa che lo purificava. A parte il rischio di essere avvelenati dalla carne, i W56 di solito non mangiavano carne perché amavano gli animali, qualunque tipo di animale, e quindi non potevano tollerare di pensare di mangiare carne animale, allo stesso modo che noi non possiamo pensare di mangiare carne umana. La carne è pericolosa anche per noi; ho visto uccidere le bestie in un mattatoio, e so che, qualunque precauzione sia presa, gli animali sono terrorizzati e quando noi mangiamo la loro carne assumiamo anche un po’ dei semi di male generati da questo terrore; poi non posso pensare di mangiare animali uccisi secondo i rituali ebraici o islamici, che indulgono nello spaventare le povere vittime.

Secondo loro, la morte non è la fine del processo vitale; le nostre religioni sostengono che l’anima sopravvive quando un uomo muore, ma gli amici sostenevano che qualcosa sopravvive anche quando muore un animale o una pianta, e che questa entità che si mantiene è di livello tanto più alto quanto maggiore era la vicinanza dell’essere vivente all’uomo.

Queste entità tendono ad organizzarsi assieme e giocano un ruolo importante nel futuro della specie. La riproduzione non è dovuta unicamente ai semi, è anche influenzata da questo tipo di entità; dietro ogni fenomeno fisico c’è un’azione invisibile che noi, uomini di questa Terra, siamo incapaci di vedere.

Uno potrebbe domandarsi perché loro non abbiano fatto qualcosa per sollevarci dalle nostre miserie sia fisiche che morali; in effetti questo sarebbe stato un compito impossibile anche per loro: siamo troppo lontani, e per cambiare il nostro modo di pensare nel loro essi avrebbero dovuto annullare la nostra identità, e quindi sarebbe stata distrutta.

Questo non può esser fatto su larga scala, perché ne verremmo distrutti, così come è capitato alla gente del Sud America quando sono arrivati i conquistadores. Il loro progetto era di radunare un piccolo gruppo di gente illuminata dentro la mia villa, e di istruirli in modo tale che essi a loro volta potessero agire come istruttori dei loro amici e così, poco

per volta, i nostri atteggiamenti sarebbero cambiati, ma sfortunatamente questo piano andò in pezzi, principalmente a causa dell’incapacità di molti di noi a cooperarvi. Sostenevano che la nostra civiltà sta correndo verso la follia: stiamo distruggendo l’ambiente, il verde, gli animali; quel poco che la nostra scienza è capace di salvare può forse essere utile per risolvere alcuni dei nostri problemi, ma spesso è causa di nuovi problemi, di nuove malattie.

Ciò che stiamo facendo nei campi della medicina e della genetica è poi pazzia assoluta secondo loro, e in un futuro non molto lontano ci troveremo a pagare le conseguenze dei nostri atteggiamenti, i nostri amici lo sapevano ed erano molto tristi per questo.

Sono venuti qua per fare del loro meglio per aiutarci, noi non eravamo nella posizione di dire loro che cosa dovevano fare, perché avevamo solo un vago sentore circa i loro progetti, e sono sicuro che se qualcosa di diverso potrà esser fatto, nel futuro loro ci proveranno. Mi avevano detto che il nostro è uno dei posti più belli di tutta la galassia, ci sono altri bei posti qua e là ma la Terra è realmente particolare, da un punto di vista morale, psichico, umano. È molto piacevole guardare alla nostra Terra specialmente da lontano. Purtroppo la vegetazione sta venendo distrutta; i nostri alberi ci danno ioni, balsami, purificano la nostra atmosfera, e noi li disprezziamo e distruggiamo solo per avere del legno, come se uccidessimo qualcuno per disporre del suo corpo.

Grosso modo, secondo loro, il numero di contatti fra loro e i terrestri si aggira sul 5 % del numero totale di avvistamenti da parte nostra.

Una volta chiesi loro se conoscessero alcunché circa il Piccolo Popolo, quelli che chiamiamo Elfi, Gnomi e simili. “Naturalmente essi esistono – mi risposero – ma si nascondono perché hanno paura; sono alti 35+40 centimetri; sono molto simpatici, allegri, giocherelloni, parlando in generale sono un popolo semplice. Durante il Medio Evo essi si sentivano meno minacciati da voi, e quindi si vedevano più spesso che oggi. Sono del tutto innocui: ci sono anche degli alieni così piccoli.”

ALCUNE RAZZE

Va premesso che quel che segue non è un elenco di razze aliene in senso stretto, ma solo di alcuni dei popoli che, nella federazione dei W56, hanno caratteristiche morfologiche insolite. Da qualche parte nei dintorni di Vega esiste una razza di “sacerdoti”; si tratta di uomini dal sangue giallo, che accudiscono il calcolatore centrale della federazione. Il loro compito è in un certo senso di programmazione, ma ad un livello che si avvicina alla religione. Sono in definitiva dei sacerdoti programmatori, di bassa statura, con capelli lunghissimi. Infine, i “pallidi”; si tratta di uomini la cui carne è stranamente semitrasparente, e che solo occasionalmente interferiscono con la realtàterrestre. I “Rossi” I nostri amici dichiarano che l’universo è simile all’infiorescenza “dente di leone”: i vari “steli” corrispondono a meccanismi di passaggio fra un livello e l’altro, mentre al centro, dicono, c’è Dio.

Non è estremamente facile eseguire passaggi di livello, e di solito non c’è molto interesse nell’operazione. I “Rossi” sembrano essere un’eccezione: si tratta di umanoidi che vivono in un livello diverso dal nostro, caratterizzati da un’epidermide di un vistoso colore rosso; per qualche motivo non molto chiaro, essi sono legati ai W56, ed hanno partecipato ad un paio di azioni.

I DISCHI VOLANTI

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 (Un disco volante dei W56 nelle campagne di Trenno (MI)

(Filmato storico con il giornalista della RAI Bruno Ghibaudi, anche lui faceva parte del gruppo “Amicizia”)

I loro dischi volanti sono costruiti in ferro (Fe). Proprio ferro quello che noi definiamo spesso “ferraccio”. Infatti una navicella piccola come quella che si vede nella foto sopra pesa intorno a 15-20 tonnellate.

Il ferro che usano i W56 non è differente da quello che usiamo noi tranne che per la sua qualità, a noi inaccessibile, per adesso.

Il loro ferro è di tipo polarizzato ed è pertanto in grado di offrire qualità che il nostro ferro, amorfo, non possiede e non può possedere.

Amorfo significa disordine elettronico a livello atomico. (Un solido amorfo è un solido che non ha forma propria e che manca di reticolo cristallino, cioè di un qualche tipo di ordine a lungo raggio delle posizioni degli atomi (i solidi in cui c’è un ordine atomico a lungo raggio sono denominati solidi cristallini. Alcuni materiali, quali i metalli, sono difficili da preparare in una condizione amorfa. Il processo di solidificazione deve essere generalmente eseguito molto velocemente a meno che il materiale abbia un’alta temperatura di fusione (come le ceramiche) o una bassa energia di cristallizzazione (come accade spesso con i polimeri). Il ferro dei W56 è ferro con reticolo cristallino.

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Questo tipo di ferro non è conduttore termico, non è conduttore elettrico, è amagnetico e antiradiazioni, ma addirittura può essere reso trasparente in una determinata porzione applicando un campo elettromagnetico ad una determinata potenza.

Questa peculiarità, infatti, spiega il perché i dischi volanti non presentano mai superfici trasparenti durante gli avvistamenti.

La parte resa trasparente può esserlo in modo unilaterale, ovvero solo dall’interno verso l’esterno o bilaterale cioè da fuori a dentro e viceversa.

ALL’INTERNO DEL DISCO VOLANTE

All’interno del disco grazie ad un nostro amico terrestre che vi è entrato e vi ha effettuato anche un viaggio, senza entrare in troppi particolari. Ha avuto anche la possibilità di scattare delle

foto all’interno, nonostante la luminosità insufficiente.

La prima cosa che si nota, all’interno, è che il colore prevalente è un grigio chiaro, non vi sono spigoli da nessuna parte e vi è al centro una colonna.

Introno alla colonna vi sono 4 divanetti , tutt’intorno al perimetro interno vi è una specie di ripiano, inclinato di circa 30° in basso che si interrompe solo in prossimità di tre punti: la porzione dove si apre la porta, un monitor grosso che non si è capito bene a che cosa serva (probabilmente per trasmissioni video nei lunghi viaggi o in particolari operazioni di volo), e un piccolo monitor.

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Questo piccolo monitor, di grandezza all’incirca di 2/3 di quella di un monitor di PC da 17″, non è altro che un quadro comandi per la gestione della navicella. Bisogna subito dire che quello che oggi noi usiamo e da pochi anni, WINDOWS e le ICONE sul desktop loro le hanno inventate centinaia di miglia di anni fa. Infatti su questo monitor o consolle di comando vi sono delle

icone che sono dei pulsanti di comando, e durante ogni fase di volo o operazionale vengono mostrate solo ed unicamente le icone che servono in quel frangente, gli altri comandi non sono visibili e quindi non sono utilizzabili. Ottimo sistema per la sicurezza contro eventuali errori di tocco dello schermo che è del tipo touch screen ( Schermo a Tocco, anche questo per loro esiste da centinaia di migliaia di anni).

La voce di “Sigir” uno dei W56:

Una preziosa testimonianza con Gaspare De Lama (uno del gruppo Amicizia)

 

 

Per le preziose informazioni e il lavoro di divulgazione svolto,  si ringrazia il sito:

http://www.spazioevita.com