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(Nella foto Wolski sulla sinistra)

INTRODUZIONE

 Emilcin è un piccolo borgo agricolo composto da circa 70 aziende agricole nella provincia di Lublino in Polonia orientale, non lontano dal confine con la Bielorussia e l’Ucraina. Secondo la relazione del WCPE-UFO, al momento dell’incidente a Emilcin non vi erano scuole, nessuna associazione, nemmeno un giornalaio, ma c’era un solo negozio. Nato il 29 Maggio del 1907, Wolski non lasciò mai la sua nazione (Polonia) ad eccezione di una sola visita in Ucraina prima della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, Wolski non possedeva un televisore, nemmeno una radio e leggeva il giornale solo quando i suoi figli lo portavano a casa. Da giovane, Wolski aveva letto la Bibbia e i libri di storia, ma come osservò il dott. Bolnar, egli ebbe essenzialmente del tempo libero, lui era il capo della famiglia e nonostante la sua età, la maggior parte del lavoro agricolo dipendevano da lui.

“Giuro solennemente davanti a Dio che il mio racconto sull’incontro con gli extraterrestri del 10 Maggio 1978 è assolutamente vero. Dio mi è testimone, sto dicendo la verità”

Questo fu il giuramento firmato da Wolski, un devoto cattolico romano, alla presenza di due testimoni, convinse anche il quasi centenario sacerdote locale, che stava dicendo la verità. Dalla relazione di Bolnar, si scoprì più tardi, che il testimone non conosceva neppure l’esistenza della parola ‘extraterrestre’ e il suo significato. Allo stesso tempo, egli non diede alcun significato religioso all’esperienza. Fu solamente perplesso che questi stranieri che lui vide, forse a causa degli occhi a mandorla avessero la pelle verde.

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(Gli esseri incontrati da Wolski)

Il RAPIMENTO

Wolski lasciò la sua azienda agricola attorno alle 5 del mattino con un carro tirato da cavallo. Attorno alle 7 percorrendo la strada di campagna, quando vide due persone camminare nella stessa direzione. In un primo momento pensò si trattasse di cacciatori. Gli esseri rallentarono e si misero in atteggiamento come se aspettassero il carro. “Fu in questo momento che Wolski fu colpito dalla sfumatura verdastra dei loro volti”, afferma il rapporto del WCPE-UFO. “Il modo in cui camminavano ricordava l’andamento dei subacquei in fondo al mare: facevano dei “salti morbidi”. Gli esseri camminarono accanto al carro per breve tempo poi balzarono sullo stesso per farsi trasportare. Wolski in seguito li descrisse con gli occhi a mandorla e gli zigomi prominenti. Indossavano una tuta attillata con un cappuccio, l’indumento si estendeva fin su piedi come una sorta di pinna. “La gente dice che questi abiti sono indossati dai subacquei, ma io non ho mai visto un subacqueo quindi non posso dirlo”, scrive il dott. Bolnar di Wolski. Quando il ricercatore chiese al testimone cosa pensasse degli esseri, Wolski rispose: “Nulla, cosa c’è da pensare? Ho visto due tipi strani. E quindi?

Wolski non si sentì mai minacciato dagli esseri. “Non si sono rivolti a me, hanno parlato tra di loro, ma non riuscivo a capire il linguaggio”. Wolski disse a Bolnar che i loro versi erano simili ad un ta-ta-ta-ta senza interruzione. Il carro proseguì con tutti e tre fino ad una radura nella quale era presente uno strano aggeggio aleggiava in prossimità del suolo. Fu descritto come un veicolo rettangolare con un tetto leggermente ricurvo. Wolski non usò i termini UFO o navicella spaziale, ma lo descrisse come un “autobus sospeso in aria” a circa 3 o 4 metri di altezza “al di sotto alla cima delle betulle. Era situato vicino ad una parete fitta di alberi in un angolo appartato della radura, ben nascosto da possibili osservatori esterni”, disse Wolski.

Le dimensioni dell’oggetto variano leggermente a seconda delle diverse fonti polacche. La relazione del WCPE UFO stimò che fosse 5 metri di lunghezza e 3 metri di larghezza e 2,5 metri di altezza; altre stime parlano addirittura di 10 metri di lunghezza. Una caratteristica interessante del mezzo – “bus” – erano degli aggeggi posti ad ogni angolo a forma di canna con coppie di viti rotanti in movimento ad alta velocità che emettevano un ronzio. Gli umanoidi fecero cenno al vecchio contadino di salire sulla piattaforma. I dispositivi tecnologi erano completamente ignoti al testimone. Wolski dichiaro con le proprie parole “Lui mi fece segno di andare con loro. Sono sceso e ci siamo avvicinati a questo autobus, e da ci dirigemmo verso una piattaforme con corde. Uno di essi mi invitò a salire. Lo feci e lui accanto a me, mentre il secondo si voltò verso il cavallo, che in quel momento iniziò a pascolare.”

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(Lo strano oggetto su cui fu fatto salire Wolski)

GLI STRANI ESAMI FATTI A WOLSKI

Di seguito Volski spiega ciò che ha visto e che gli esseri hanno fatto su di lui. La cosa che colpisce di Wolski è forse il fatto che, non associa mai l’evento alla casistica ufo. Lui racconta che dopo essere salito velocemente tramite l’ascensore, entrò in una stanza buia e vuota rettangolare, con muri di colore simili alla Bakelite (Ndr: dal nero al marrone scuro) priva di mobili tranne alcune panchine molto piccole. Due esseri simili dalle facce verdi erano all’interno e fecero capire a Wolski di spogliarsi. Il clima in quel periodo era freddo e lui indossava una giacca, un maglione ed una camicia. “Lui mi fece segno di spogliarmi completamente”, riferì’ Wolski al Bolnar, aggiungendo che “Mi tolsi tutto. Uno di loro teneva in mano qualcosa come dei piatti…. si fermò davanti a me mise i piatti assieme per farli aderire. Poi quello che era venuto con me mi mise su di un lato, sollevò le mie braccia e i piatti vennero fatti toccare nuovamente.

Sostanzialmente fu l’esame a cui fu sottoposto Wolski. Egli comunque notò delle cose non comuni nelle altre storie di rapimenti. Per esempio, disse che gli esseri mangiarono “un qualcosa come un ghiacciolo”, che si rompeva come un pasticcino. “Colui che venne con me, ne prese un pezzo e me lo offrì da mangiare”, ma Wolski rifiutò. Interessante la testimonianza che descrisse come una decina di corvi erano posati a terra come fossero paralizzati ma vivi. Secondo la relazione del WCPE UFO, Wolski osservò che le entità che non parteciparono all’esame camminavano nella camera e “di volta in volta” mettendo un bastoncino nero in due buchi in una delle pareti…. l’entità girava questa asta in ogni buco, come si gira la chiave in una serratura.”

A Wolski gli fu detto, ancora una volta a gesti di vestirsi, nessuna comunicazione telepatica era stata fatta dagli esseri, e dopo l’esame “loro mi fecero cenno che potevo andare. Mi sono diretto verso la porta, ma mi sentivo a disagio nell’andare via. Mi sono messo il mio cappello in testa e dissi “Arrivederci” (Bolnar dice che Wolski fece un inchino). Anch’essi si inchinarono e sorrisero.” Wolski fece un passo indietro verso la piattaforma che scese immediatamente. “Ero giù. Si fermarono davanti alla porta e mi guardarono, salii sul carro, frustai il cavallo che era spaventato dal bus. “Ci allontanammo e mi diressi al galoppo verso casa, il viaggio durò una decina di minuti,” All’arrivo solo sua moglie era presente, i suoi otto figli arrivarono poco dopo, e informò loro dell’accaduto. Si precipitarono verso la radura, posto nel quale furono viste molte tracce che sembravano essere state fatte da calzature molto strane. Da poco era piovuto e c’era un sacco di fango sulla strada sterrata e sia due dei figli che quattro dei suoi vicini poterono notare la presenza di queste impronte. Un investigatore le descrisse come “trapezoidali, quasi rettangolari di forma e leggermente più lunghe di un normale piede umano. Purtroppo nessun calco o fotografie furono prese. Gli investigatori giunsero ad Amilcin due settimane più tardi, le ricostruzioni e i disegni furono fatti solo in base alle testimonianze del testimoni oculari.

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(Le strane calzature degli esseri, visti da Wolski)

Gli investigatori riuscirono a trovare un ulteriore testimonianza, Adas Popiolek, un bambino di 6 anni il quale stava giocando con la sorellina di 4 anni, in un allevamento situato a 800 metri ad ovest del sito dell’incontro. La madre dei bimbi, che si trovava all’interno della casa, intenta a preparare un pasto, ricordò di aver sentito un tremendo rumore, come un tuono la mattina del 10 Maggio. “Poco dopo” riferisce il WCPE UFO, suo figlio Adas le riferì di aver visto un aereo simile ad un bus, che stava volando molto basso vicino al granaio. Questo ‘aereo’ aveva una sola finestra, ed attraverso di essa, il bimbo, era riuscito a vedere il pilota… Dopo essere passato vicino al cortile della fattoria, l’aereo salii in verticale e poi scomparve. Fu proprio in quel momento che si sentì il suono come un tuono, sentito da altre due persone oltre che dalla madre di Adas.

Articolo di: Daniel Facci