Quante volte ci siamo chiesti nella nostra esistenza, se vi fosse qualcosa dopo la morte fisica. Queste preziose testimonianze riportate più in basso possono aiutare a comprendere meglio il fenomeno delle NDE (esperienze di pre-morte). Perchè avvengono? Forse è possibile che questo fenomeno possa essere una risposta concreta alle nostre domande verso Dio? Si può quindi intuire che vi sia un significato più profondo, ma efficace ed immediato, di facile lettura. Ancora non riusciamo ad accettare che questa realtà possa esistere, che vi sia un’altra vita dopo questa vita, che vi sia vita dopo la morte. Stiamo forse scappando da noi stessi? Dalle nostre colpe e debolezze? Penso che questo fenomeno infine, debba essere trattato in modo assolutamente laico. Dovremmo vederci come singoli individui, anime che sono qui in questo momento specifico per fare certe esperienze, e questi messaggi che ci vengono riportati dovrebbero alleviare, aiutare l’esistenza, a non penare e non vivere l’intera vita terrena tormentata dai dubbi e paure. Cosa accadrebbe alla nostra vita se ogni giorni quando ci svegliamo e quando ci addormentiamo, sapessimo che non vi è fine, che siamo amati, che l’amore è ciò che regola tutto il creato? Sono certo che saremmo in grado di fare cose molto più grandi, perchè faremmo tutto in nome dell’amore.

Ruby Graupera-Cassimiro dice che è “solo una ragazza normale”, ma i medici dicono che lei è un miracolo.
Il cuore di Ruby ha smesso di battere per 45 minut e, mentre i medici erano sul punto di dichiararla morta, hanno avvistato un puntino luminoso sul monitor. “Ero morta,” ha dichiarato la donna alla ABC News.
“Mio marito mi ha detto eri grigia, fredda come il ghiaccio, e tu eri morta. Non avevi più alcun colore sulle tue labbra.'”
Ruby, 40 anni, era andata in ospedale per un taglio cesareo il 23 settembre scorso. L’intervento è stato tranquillo la bambina era sana, quando la neo-mamma ha iniziato ad accusare mancanza di respiro, ha detto il portavoce dell’Ospedale Regionale di Boca Raton, Thomas Chakurda .L’ultima cosa che ricorda è di essere stata portata urgentemente in rianimazione dopo il cesareo e di avere chiesto un fazzolettino, perché il suo naso sembrava occluso. Fu come se si fosse addormentata, poi ha smesso di respirare. I medici hanno cercato per tre ore di rianimarla ma inutilmente.
Nessuna pulsazione per ben 45 minuti. Durante questo periodo, ha detto che si sentiva galleggiare lungo un tunnel.
“Ricordo di aver visto un essere spirituale che credo fosse mio padre. Mi ricordo la luce dietro di lui e molti altri esseri spirituali.
Improvvisamente una “forza” mi fermò e mi ha detto che non potevo andare oltre.
Il suo cuore ha cominciato a battere di nuovo da solo, anche se i medici non l’avevano toccata più da alcuni minuti.
“Sono stato scelta per restare qui”, aggiungendo che è grata di poter tornare dalla sua famiglia, compreso la neonata Taily, che ha compiuto sette settimane di vita l’11 Novembre.
Ruby si è risvegliata senza alcun danno cerebrale, costole rotte dalle compressioni toraciche, nè ustioni dovute alle quattro o cinque volte che i medici hanno cercato di riportare il suo cuore di nuovo alla vita con gli shock elettrici.
I medici hanno appurato che lei aveva subìto una rara embolia di liquido amniotico, il che accade quando perdite di liquido amniotico andando a finire nel flusso sanguigno, provocano la formazione di coaguli di sangue portando ad un arresto cardiaco.
La Ritornata ha detto che l’esperienza le ha insegnato a non avere paura della morte.
“Mi rendo conto attraverso tutto ciò che, in realtà, non abbiamo veramente il controllo delle nostre vite”, ha detto.
Il giorno in cui ce ne andiamo è il giorno in cui siamo destinati a morire.”
(Da ABC-NEWS)

Tra il 1947 e il 1952, parecchi bambini sono stati accecati da un eccesso di ossigeno nelle incubatrici, dotate di un erogatore di nuova concezione. È stata la scoperta della mancata visione periferica, accusata dai piloti che respiravano ossigeno attraverso le maschere d’aria, ad indicarne la causa. «Ero rimasta nel grembo materno 22 settimane, dal dicembre del 1950, quando sono nata all’ospedale San Luca a Pasadena, in California…>> Ecco la sua testimonianza.
<< Non pesavo nemmeno un chilo e mezzo alla nascita, ed era logico che sarei stata messa in una delle nuove incubatrici.
Da allora, per 43 anni, non ho visto alcuna luce né ombra, nulla, dal momento che i nervi ottici dei miei occhi erano stati distrutti. Quando sogno, vivo le medesime sensazioni che provo quando sono sveglia. Non ci sono dati visivi, solo il tatto e il suono. Ma ho visto come vedete voi. In due episodi sono stata in procinto di morire, e in quelle occasioni, per la prima volta in vita mia ho potuto vedere. Ho lasciato il mio corpo e ho visto. Questo è il resoconto della mia seconda esperienza di premorte. Il 2 febbraio 1973 lavoravo come cantante e pianista in un ristorante a Seattle, Washington.
Erano le due di notte. Il proprietario, avendo paura di offendere una coppia ubriaca che si era offerta di accompagnarmi a casa ed annullando le mie obbiezioni, aveva insistito che accettassi l’offerta rifiutandosi pure di aprire l’ufficio affinché potessi chiamare un taxi. Poi se n’era andato e nessun altro avrebbe percorso la mia strada. Ho accettato a malincuore il passaggio. Non appena siamo partiti, il conducente ha detto che stava vedendo doppio. L’auto zigzagava per le strade. Vicino alla base della collina Queen Anne ho sentito un forte stridìo di gomme e siamo finiti fuori controllo. La moglie del guidatore ha gridato: “Oh mio Dio, ci stiamo schiantando!” Tutto è diventato molto lento. Ho urlato, ed è stata la mia ultima consapevolezza nel corpo fisico.
Stordita e disorientata ho sentito me stessa uscire dalla bocca. Il tempo sembrava ancora rallentare ed estendersi. Mi stavo sollevando in aria, sopra la strada, confusa. Ho visto il mio corpo brevemente ed ho avuto un momento di incertezza quando una parte di me voleva tornare dentro ed un’altra sentiva che era così bello rimanere fuori! Poi sono rientrata.
È stato come quando si ritorna a casa perché si è dimenticato qualcosa. Non mi ricordo il viaggio all’ospedale di Harborview.
Arrivata al pronto soccorso, ero cosciente di trovarmi vicino al soffitto. Potevo vedere di nuovo! Durante quest’esperienza di premorte ero in uno stato continuo di sbalordimento nel poter guardare ogni cosa. In realtà, era tutto così estraneo a me che diventava una complicazione costante sostenere i miei sforzi. Proprio come capita di ascoltare una lingua straniera che non si comprende, ma che si desidera capire di più. Sotto di me c’era un corpo su una lettiga e non ero sicura si trattasse di me. Ero sconvolta ed atterrita. La lunghezza dei capelli era la mia, ed una gran parte di essi era stata rasata! Questo può essere un non senso, ma mi ci è voluto molto tempo per farli crescere, ed ho amato così tanto i miei capelli! È stato come perdere un lato importante di me. Nelle vicinanze ho visto distintamente un’esponente femminile dell’equipe medica. Mi sono sentita attratta verso di lei e non riesco a spiegare il perché. Ma avevo un gran bisogno di essere capita. Poi ho sentito una voce maschile asserire che c’era del sangue sul timpano del mio orecchio sinistro, e che avrei potuto diventare sorda. ”Io non sono sorda! Non sono sorda!” Gli urlavo. Forse la donna sarebbe stata in grado di dirglielo. ”Non mi senti? Sono proprio qui!” A questo punto, mentre le impressioni visive mi confondevano, diventavano anche secondarie al mio desiderio di comunicare verbalmente, perché questo era il modo principale che avevo utilizzato attraverso la vita.
Poi la dottoressa ha soggiunto: “Non sappiamo quanti danni cerebrali ci siano… e se potrebbe trovarsi in uno stato vegetativo…” Le ho gridato: ”Io non sono in uno stato vegetativo!” Ero così frustrata e stizzita perché stavo urlando con tutta la forza che avevo, ma era come se non esistessi! Volevo solo uscire da lì. Quasi all’istante, come se fosse una risposta al mio pensiero, ho avuto la percezione di essere attirata verso una sorta di “Vooom!” diritta attraverso il soffitto e l’ospedale, proiettandomi nello spazio.
Ho visto delle luci. Non so da dove venissero. Ma non me ne importava, perché mi sentivo così libera! Ero stordita dalla facilità di movimento, come se mi stessi innalzando. Provavo una sensazione incredibile di euforia e di inebriamento.
Questo potrebbe sembrare stravagante, ma mi ricorda lo stato in cui si può trovare un cucciolo quando si rotola sull’erba non curandosi affatto del dove stia rotolando. Poi, a distanza, ho sentito un suono bellissimo, come di campane tubolari.
Conteneva ogni singola nota che si possa immaginare, dalla più bassa alla più alta, tutte mescolate insieme. Come musicista ero incuriosita. C’erano così tante tonalità diverse che non sapevo fosse possibile! Ero in riverente soggezione.
Risucchiata a capofitto in un tunnel buio, sono stata condotta dal vento verso una luce lontana che si ingrandiva. Avevo una sensazione di arieggiamento, come se dei grandi, enormi ventilatori mi sospingessero. La galleria era confortevolmente ampia.
Di tanto in tanto oltrepassavo quelle che parevano essere aperture o finestre lungo le pareti. Attraverso queste, ho potuto intravvedere altri Esseri, sia davanti a me che dietro, in simili tunnel paralleli. Sembravano esprimere lo stesso stupore che stavo vivendo io.
Percepivo dentro di me un calore diffuso e mentre mi avvicinavo al termine del condotto, la luce diventava brillante.
Poco prima di raggiungerne la fine ho udito della gente cantare. Era come se tutti gli inni che mai si fossero sentiti si esprimessero in una sola volta, fondendosi insieme armoniosamente! Ho considerato che non c’erano stati dei canti su Gesù morente, o carmi tristi di sangue e di dolore. Quelli che sentivo, al contrario, erano lodi di giubilo. Nell’ascolto, ho potuto memorizzarne un singolo brano. In ogni modo la loro melodia congiunta era bellissima, non dissonante! Era adeguata per essere là e non avrebbe potuto mai essere qua. L’esultanza mi pervadeva. La mia uscita dal tunnel può essere meglio descritta come il distendersi sull’erba sotto gli alberi in una soave e luminosa scena estiva, luogo brulicante di migliaia di persone che cantavano, ridevano e parlavano.
Alcuni suonavano degli strumenti a corda. C’erano dei fiori ovunque in diverse varietà, tanto che ricordo ancora un profumo di gelsomino nelle vicinanze. Ho osservato anche, tra gli alberi, che i fiori e gli uccelli sprigionavano luce intorno ad essi ed ho notato pure che, sebbene appartenenti alla stessa specie, alcuni avevano più radianza rispetto ad altri.
Ad intervalli, delle colonne ornate sostenevano quelle che assomigliavano a tettoie, creando dei ripari nel parco. A distanza brillava un cancello enorme, l’oggetto più luminoso nel mio campo visivo. Poi ho visto Debby e Diane venirmi incontro dalla destra, e il signore e la signora Zilk avvicinarsi dalla sinistra. Ero stata molto vicina a Debby e a Diane alla Scuola di Stato per i Ciechi in Oregon.
Debby era deceduto per una malattia idrocefalica quando aveva 10 anni, e Diane era annegata quattro anni prima nella vasca da bagno accanto alla mia camera, per uno spasmo muscolare. Anche i bambini non vedenti possono essere crudeli, e siccome Debby, piuttosto in sovrappeso, si muoveva pesantemente e non parlava molto bene, e poiché Diane malediceva di frequente le persone, venivano entrambi evitati e presi in giro dagli altri bambini. Ero dispiaciuta per entrambi ed ho teso loro una mano per questo.
La signora Zilk era un’anziana vicina di casa che mi accudiva come baby sitter quando mia nonna doveva lavorare. Era stata una vera dolce donna che ha dedicato moltissimo tempo ai miei giochi ricreativi.
Debby e Diane si sono diretti con grazia verso di me. Tutti e due sembravano essere guariti interiormente, o in qualche modo migliorati. Sentivo che mi raggiungevano con amore, Diane sembrava avere un desiderio quasi disperato di dire qualcosa.
In un luogo dove il tempo non può avere alcun significato, c’è stato un momento in cui ho saputo ogni cosa, dove tutto aveva un senso. In quel posto ho trovato le risposte a tutte le domande sulla vita, sui pianeti, su Dio, su tutto.
All’improvviso, ho capito intuitivamente la matematica e la scienza per le quali non sono mai stata incline, e non avevo domande in merito. All’istante ho compreso che le lingue erano diventate irrilevanti. Le conoscevo.
Anche senza fare domande, le risposte mi venivano impartite su ciò che avevo sempre desiderato di conoscere.
Costantemente turbata dal concetto di Trinità, ero consapevole del fatto che il Padre fosse quello che si potrebbe chiamare l’Essere, la Fonte-Dio, che il Figlio ne contrassegnasse l’Azione, e che lo Spirito Santo fungesse da Trasmettitore, da Portatore di Conoscenza.
Ero cosciente che questi Tre Aspetti, visti separati possono apparire anche singoli, proprio nello stesso modo in cui lo sposo e la sposa pur essendo due, in realtà sono uno, essendo complementari l’uno all’altra.
Nell’attimo in cui Debby e Diane si stavano approssimando ed erano quasi a portata di mano, ho percepito un limite attraverso il quale non avrei potuto andare. Poi è apparso il Cristo… La Sua Luce ha saturato la mia visione. Tenendo la mano destra alzata verso di me, ha detto molto nettamente: “No!”, bloccando me e loro dall’avvicinarci gli uni agli altri. Similmente a qualcuno che ci avesse impedito di andare aldilà di una scogliera, oppure di passare oltre un certo punto, poiché non si avrebbe avuta la possibilità di tornare.
Il Suo volto era forte ed amabile. Portava la barba, e i Suoi capelli erano lunghi. La Sua veste, aperta sul petto, aveva una fascia intorno alla vita. Io sto descrivendo una forma, ma l’incredibile Luce che fuoriusciva da Lui la superava in importanza.
Una parte di me poteva a stento reggere la Sua Presenza e potevo a malapena sostenerLa. Era come se la Luce si proiettasse direttamente fuori dal Suo corpo, e questi fosse stato formato da Essa. Ero anch’io luminescente, ma il mio chiarore non era così intenso come il Suo. Pure Debby e Diane emanavano luce, ma nel Cristo era tutt’intorno a Lui, soprattutto in prossimità della testa dove era circolare, e nel punto delle braccia dove si estendevano raggi luminosi come quelli che si potrebbero vedere da una stella.
Attorno al resto della Sua figura lo Splendore era più uniforme. I Suoi occhi erano penetranti, ma teneri. Avrei quasi voluto distogliere lo sguardo da essi, ma non potevo. Egli sapeva tutto di me, vedeva chiaramente oltre ogni cosa, molto più di quanto io stessa potessi osservare o conoscere. È stato piuttosto angoscioso essere così totalmente compenetrata, esposta, e nello stesso tempo accettata ed amata. Eppure non desideravo nulla più che essere parte di Lui. Un tale stato si può paragonare a quelle canzoni che parlano di persone innamorate,dove da un lato vorrebbero fuggire e dall’altro non lo fanno perché attratte.
“Ebbene, ciao,” mi ha detto abbracciandomi. Ed io non volevo più stare lontana da Lui, mai e poi mai. Desideravo che mi avviluppasse in qualche modo, per non esserne divisa. Ero così emozionata per la Conoscenza che avevo appena acquisito, che mi sentivo gorgogliante e leggera mentre cercavo di comunicarglieLo per mezzo di una sorta di trasferimento di pensiero. Ed egli disse: ”Non è meraviglioso? Tutto è bello qui, ed armonizza insieme. Ti accorgerai di ciò, ma ora non puoi starvi. Non è ancora il tuo tempo. Devi tornare indietro”. Poi aggiunse: “Guarda qua”. E subito dopo, ho visto l’intera mia vita, dalla nascita fino a quel momento.
Sapevo che Egli era con me, ma la consapevolezza di qualsiasi altra cosa mi circondasse era scomparsa. In quel processo ho osservato la realtà di me stessa, così come sono stata cosciente dei miei pensieri e sentimenti e di tutti gli altri Esseri coinvolti in ogni avvenimento della mia vita. Il Cristo ha lasciato che fossi solo io a valutare le cose, per trarne le dovute conclusioni. Mi sono resa conto di essere molto più intransigente di quanto non lo sarebbe stato Lui. In un episodio, quando avevo nove o dieci anni, Sharon, la mia compagna di camera presso la scuola dei non vedenti, mi ha presentato un nuovo vestito che sua madre le aveva appena fatturato.
Quando ha lasciato la stanza, gli ho strappato tutti i bottoni e il bordo di pizzo. Ero arrabbiata perché desideravo essere curata nella maniera in cui sua madre si occupava di lei. Perciò, quando insieme abbiamo osservato il mio comportamento nella revisione della vita, il Cristo mi ha detto: “Già, questo non è molto bello. Ma poi hai fatto la cosa giusta comunque.” E rideva osservando che in seguito mi ero scusata ed avevo abbracciato Sharon. Durante tutto questo incontro con Lui, ha utilizzato il mio gergo dialettale in maniera da rapportarsi meglio a me. Il suo ridere era cordiale e sostenitore. Il pensare alla Sua reazione in tale circostanza mi è stato d’aiuto ad essere meno cupa e tesa riguardo alle cose che i miei bambini hanno fatto di non giusto. Dopo mi ha chiesto: ”Cos’hai imparato dalla tua vita?” Ho risposto che ho appreso quanto fosse importante essere onesti. Poi il Signore mi ha precisato: ”Devi imparare ed insegnare maggiormente ad amare e a perdonare. Se la gente lo merita o meno, non è questo il punto. Non si dovrebbe cercare di selezionare quelli che pensi siano degni d’essere perdonati dai non meritevoli”. Si riferiva ad una tendenza, nel mio passato, a perdonare soltanto coloro che mi avevano chiesto scusa. Mi ha inoltre confidato prima del mio ritorno che sarebbe stato difficile, ma di ricordare quello che avevo appreso. In seguito, non c’è stato che il nulla assoluto, per quanto tempo non saprei dirlo.
Improvvisamente mi sono sentita pesante e colma di dolore. Alla fine mi sono svegliata in ospedale per scoprire che avevo una frattura al cranio, una commozione cerebrale, una lesione al collo e alla schiena ed una ferita alla gamba.
Gli eventi che ho vissuto dalla mia seconda esperienza di premorte sono stati incredibilmente duri. Ma ho appreso molto da essi. Ho imparato a separare il peccato dal peccatore ma anche quello di giudicare meno e liberarmi di alcuni dei miei passati sensi di compiacimento e di superiorità.
Infine, sto tentando di prendermi cura di me stessa nel non permettere più ai pensieri negativi degli altri di trascinarmi in basso.
Come ha detto il Cristo, il cammino è stato arduo, ma nel percorrerlo sento di essere cresciuta.»

Anche se l’esperienza di pre-morte (NDE) non era ancora stata definita così fino al 1970 dal Dr. Raymond Moody, numerosi racconti di tale fenomeno risalgono a molti anni prima che egli iniziasse la sua ricerca. Sarebbe difficile trovare una NDE più dinamica di quella riportato da Cora Richmond (foto) nel suo libro intitolato  “Le mie esperienze fuori dal corpo . ” “La possibilità dello Spirito di ‘lasciare il corpò per un certo tempo e poi tornare alle sue normali attività è stata dimostrata molte volte”, ha scritto la Richmond più di 50 anni prima di Moody, sottolineando che la separazione può essere causata da infortunio o malattia (NDE), ma a volte anche da “un’assenza volontaria”, che definisce semplicemente un’esperienza fuori-dal-corpo (OBE). “Queste visite al Cielò, a volte si possono tingere coi pregiudizi religiosi del soggetto, ma non è tanto strano in considerazione del fatto che gli stati spirituali sono condizioni della mente che gli Spiriti stanno vivendo.». Quasi un secolo dopo, gli scettici stanno facendo questa stessa osservazione, come se si trattasse di qualcosa di nuovo e spacciandola come prova che l’esperienza non è altro che un’allucinazione. Oltre a numerose NDE, la Richmond sembra essere stata capace di separarsi dal suo corpo volontariamente. Non è del tutto chiaro dal suo libro, ma l’esperienza primaria riferita sembra essere avvenuta nel corso di una grave malattia, quando rimase in punto di morte per diversi giorni, molti anni prima della sua morte reale, giunta nel 1923, all’età di 82 anni. In quello stesso anno fu pubblicato il suo libro . Tuttavia, ella afferma di aver avuto molte esperienze fuori dal corpo ed è a volte difficile discernere se tutto quello che riporta nel libro sia il risultato di quella specifica NDE, o se alcuni racconti provengano da altri tipi di esperienze. Il libro comincia affermando che è impossibile trasmettere adeguatamente in linguaggio umano quello che lei aveva effettivamente vissuto, soprattutto negli livelli più alti dell’Aldilà e che  la cosa migliore che poteva fare era tentare di offrire alcuni scorci della sua esperienza. Ricorda un grande senso di sollievo per essersi liberata dalle limitazioni del corpo e afferma che non si aspettava di tornarvi, come aveva fatto in precedenza.  “C’è stata una percezione di grande luce, un senso di illuminazione, un risveglio per la vastità di questo regno dello Spirito. Tutto il resto è stato inghiottito – eclissato- dalle meravigliose esperienze che sono giunte dopo: la presenza di Amati Defunti le visioni di Spiriti luminosi! Questo era uno stato di super-coscienza, il risveglio di facoltà e percezioni prima sconosciute, l’essere a conoscenza, quasi senza limitazione, del sapere universale! Qualunque sia la natura e lo stato del mio vero Ego, sembrava più vicino all’Assoluto, come si poteva ben immaginare! C’era così tanto di me e c’era così poco di me! C’erano tanti e tali Spiriti stupendi! Come ci si sente piccoli alla presenze di tali potenti Entità! Come ci si espande nella conoscenza dell’Infinito: a Sua immagine “! I Cari defunti le danno il benvenuto. “Coloro che mi avevano preceduto in questa vita meravigliosa, fecero ressa intorno a me, uno ad uno, per darmi il benvenuto: non tutti in una volta, ma in primo luogo quelli che avevano avuto i più teneri legami.”. Ella capì che gli Spiriti con pensieri, percezioni ed aspirazioni affini, sono attratti l’uno all’altro e formano gruppi che lavorano insieme per gli altri. “Li ho visti raggiungere le menti di coloro che sono sulla terra, a volte singolarmente, a volte in gruppi, a seconda del bisogno del momento.” La sua Guida la portò a fare un giro del mondo degli Spiriti, dove li vide intenti a cercar d’aiutare gli esseri umani, ma non sempre vi riuscivano a causa delle barriere terrene, soprattutto l’egoismo ed il non essere aperti alle loro comunicazioni, a causa delle influenze legate alle false conoscenze teologiche e materialistiche. Vide quelli recentemente deceduti e non ancora pienamente risvegliati nel loro nuovo stato che esistevano in forme-pensiero e vide anche scene delle loro recenti vite terrene, perchè privi della consapevolezza spirituale capace di far loro riconoscere ed apprezzare il nuovo stato di coscienza. “Mentre lo Spirito progredisce, la forma-pensiero cambia e poi scompare ogni limitazione sensoriale”,le venne spiegato. “Molti di quelli che ricreavano scene familiari terrene mi sembrarono soddisfatti, alcuni addirittura felici, senza nemmeno sapere che era il risultato delle loro forme-pensiero, invece di essere una modalità intrinseca o connaturata alla ‘terra dello Spirito.”  Vide molti altri le cui forme-pensiero erano negative, buie e forse non particolarmente piacevoli. La Richmond diventava sempre più consapevole del fatto che poteva percepire e ricevere più perfettamente le risposte ad ogni domanda che si ponesse, anche prima della formulazione del pensiero stesso. “La formulazione è un processo limitante che a volte é di impedimento”, le disse il suo Spirito Guida, spiegandole che le menti devono esser già state preparate durante la vita materiale alla consapevolezza dell’esistenza dello Spirito. Pregò invano di non tornare nel suo corpo fisico, ma la sua Guida la informò che aveva ancora molto lavoro da fare e doveva tornare. Poi, le fece vedere il suo corpo. Vide che stava ancora respirando e notò un “cordone psichico” che collegava il suo Spirito ad esso. La Guida disse che anche se lei non era ritornata immediatamente nel suo corpo, era necessario restarne connessa. Così, durante l’esperienza durata più di molti giorni, secondo il tempo terreno, era rimasta sempre collegata ad esso per mantenere in vita la “scintilla vitale”. Era un pò come tornare a visitare dei cari amici in un luogo di bellezza ed incanto per poi dover tornare alla propria routine quotidiana. Le furono poi mostrati quelli che “lavorano su se stessi” e riconobbe una persona che era stata considerata “eminente” nel mondo dell’arte quando viveva sulla Terra. Lui stava scolpendo, intagliando e soffiando su un’immagine di se stesso e la Richmond chiese alla Guida cosa stesse facendo quell’uomo. “Rimuove le spigolosità e gli errori della propria natura: la gelosia degli altri artisti -la cicatrice più profonda-, l’egoistica ricerca delle lodi umane, l’arrogante desiderio di adulazione, la riluttanza a concedere ad altri l’apprezzamento dei loro veri meriti”. Gli Spiriti affermano che queste spigolosità sono tanto varie per quanti sono gli stati personali di coloro che giungono lì . La conoscenza – o la mancanza di essa -posseduta da ogni persona corrisponde allo stato dello Spirito, ovvero al suo grado di conoscenza dei princìpi spirituali” In effetti, più arriviamo a capire tali spigolosità durante la vita terrestre, tanto meglio vivremo dopo la transizione nel mondo dello Spirito, partendo dal presupposto che vivremo in base a questi princìpi. Il tempo non sembra essere un fattore importante nel regno degli Spiriti, ad eccezione degli eventi legati a persone e fatti degli umani con cui gli Spiriti entrano in connessione, le fu spiegato ulteriormente: “Le nostre parole ed anche i nostri soliti pensieri umani sembrano superficiali, deboli e puerili quando cercano di descrivere la realtà divina dello Spirito.” Il suo tour dei regni celesti più alti è completamente indescrivibile. “Nessuna lingua umana è in grado di ritrarre adeguatamente l’estasi prodotta dalla visione, dalla contemplazione, dalla percezione di questo stato totalmente glorioso. Sfere dalla bellezza trascendente, globi di splendore celeste! E mentre gli Spiriti che abitano in quei regni superiori sono uniti nei loro scopi, purtuttavia mantengono la loro individualità. Questa individualità è eterna, è l’ego di cui la piccola personalità terrena non è che un frammento del Tutto.” Richmond chiese poi alla sua Guida perché la conoscenza del mondo dello Spirito non è messa maggiormente a disposizione degli esseri umani. Le venne detto che si tratta di una questione di crescita, di attesa e di lavoro. In altre parole, la maggior parte delle persone non sono ancora pronte per questa rivelazione. Nel concludere il libro, la Richmond scrive che alcuni eminenti scienziati avevano fatto passi avanti per aiutare l’uomo a capire la vita futura.  Ha chiamato in causa Hare, Mapes, Denton, Wallace, Crookes, Varley, Zollner e Flammarion, ma ha posto Sir Oliver Lodge, un famoso fisico britannico che inventò la valvola termoionica, in cima alla lista, come uno la cui mente era meglio preparata a ricevere le verità spirituali.

Molti Lettori saranno sorpresi di sapere che le NDE e le esperienze fuori dal corpo (OOBE) possono essere attivate dall’orgasmo.
Gli scienziati sanno che il più grande organo sessuale del corpo umano è il cervello, infatti le onde cerebrali umane mostrano cambiamenti ben distinti durante l’orgasmo che indicano l’importanza del sistema limbico del cervello . Sia il cervello maschile che quello femminile dimostrano cambiamenti simili, scansioni RMN dell’attività cerebrale mostrano una temporanea diminuzione dell’attività di ampie parti della corteccia e di attività normale, o aumentata, nelle aree limbiche del cervello. La ricerca ha dimostrato anche che i centri emotivi degli uomini si disattivano durante l’orgasmo, ma in misura minore rispetto a quelli delle donne. Scansioni cerebrali su entrambi i sessi hanno dimostrato che i centri del piacere del cervello del maschio mostrano un’ attività più intensa che nelle donne durante l’orgasmo, secondo la ricerca condotta da Judith Horstman.
I riti sessuali tradizionali orientali, i Tantra Yoga, potrebbero essere nati dai primi Tantra Induisti come un mezzo per innescare trasformazioni biochimiche nel corpo, onde creare uno stato di consapevolezza in entrambi i partner raggiunti dall’ energia kundalini. La frase francese ” la petite mort” è tradotta come “la piccola morte “, che è un eufemismo per definire l’orgasmo. Questo termine è stato generalmente usato per descrivere lo stato post- orgasmico di beatitudine che segue dopo un’esperienza sessuale.
In un senso più ampio, ” la piccola morte ” può riferirsi alla liberazione spirituale che segue l’orgasmo o ad un breve periodo di trascendenza come conseguenza del rilascio della ” forza vitale ” – sensazione causata dalla rapida produzione di ossitocina nel cervello, dopo ogni orgasmo. Nel 1993, Margaret Birkin ha attraversato una serie di esperienze simili alle NDE che, non solo le cambiarono la vita, ma che ancora oggi, dopo anni, può ricordare in ogni dettaglio.
Le sue NDE sono esempi di come tali esperienze possano essere innescate anche dagli orgasmi.

Esperienza di pre-morte di Margaret Birkin durante l’orgasmo

“Avevo 46 anni quando ho incontrato il mio secondo marito Peter. Ero stata sposata in precedenza per 23 anni ed aveva cresciuto due figli. La mia vita sessuale con il mio ex marito non era male, ma niente di entusiasmante e non avevo mai provato un orgasmo con lui in quei 23 anni.  Ci eravamo separati ed eravamo quasi divorziati nel 1993 quando Peter entrò nella mia vita quasi subito dopo la fine del mio matrimonio. Fui molto attratta sessualmente da Peter, così a 46 anni di età, diventai di nuovo interessata al sesso. Io che ero sempre stata timida e un pò conservatrice, iniziai a leggere libri sul sesso e sulle posizioni sessuali. Con Peter non ho mai avuto inibizioni, perchè stavo provando per la prima volta, il sesso più soddisfacente della mia vita. Una sera, ebbi un’esperienza con le sensazioni più incredibili. Era come se ogni nervo del mio corpo fosse vivo di energia, accompagnato dalla più meravigliosa sensazione di beatitudine, finchè lasciai il mio corpo. Mi ritrovai come “concentrata” nel mio petto a guardare quello che sapevo essere il mio chakra e vedevo una luce davanti a me. Tutto ad un tratto mi spaventai nell’allontanarmi, pensando che stavo morendo e, per pochi secondi, ho combattuto contro quella sensazione, descrivendo a Peter quello che stavo vivendo. Ero ancora fisicamente lì, nel mio corpo, ma la mia anima, spirito, comunque lo si voglia chiamare, non era più lì. Ero nel mio petto. Poi mi stavo dirigendo verso l’alto, verso la luce e mi ritrovai nella luce più bella che avessi mai visto, in un luogo di estrema bellezza. Ero totalmente stupita e ci misi parecchio per riprendermi dalla sorpresa. Mi ritrovai nei Regni di quello che chiamerei lo Spirito, insomma ero in un’altra dimensione . Poi ho iniziato ad esplorare questo luogo. Ho potuto vedere degli auditorium dove la gente ascoltava conferenze, sapevo perfettamente che c’era una specie di Scuola e tanti luoghi di rara bellezza. Non volevo tornare indietro, ma a questo punto iniziai a sentire il bisogno di tornare nel mio corpo e non riuscivo a controllare questo impulso mentre mi tirava indietro . Ero esausta dopo quella esperienza ed ebbi bisogno d’un periodo di riposo per un paio di notti. Poi abbiamo fatto di nuovo l’amore. Anche in questo caso, lasciai il mio corpo .
La seconda volta ho viaggiato verso un posto che io chiamo le Sale dei Maestri. Ciò che mi stupì maggiormante in questo luogo fu il pavimento piastrellato in bianco e nero di grandi dimensioni .
Molti anni dopo, una mia cliente mi parlò della sua visita in quel luogo, descrivendomi le stesse piastrelle. La sua descrizione era uguale alla mia: c’era stata anche lei! Lì ho visto anche il mio maestro spirituale, Maitreya. Stava giocando a scacchi con qualcuno e, come mi sono avvicinata, ho potuto vedere che era con Sai Baba. Ero stupita. Entrambi mi guardarono e risero al mio stupore. Non furono pronunciate parole, ma sembravano contenti di vedermi. Mentre li guardavo, all’improvviso mi sono mossa inaspettatamente fuori della loro dimensione, per trovarmi in un’altra. Qui ero nello spazio. Mi muovevo molto lentamente, ma potevo vedere davanti a me una energia… che è l’ unico modo per spiegarla. Era lontana e sapevo che per raggiungerla avrei dovuto spostarmi lentamente. Ancora una volta ero fisicamente legata al mio corpo, ma fuori dal corpo, anche se consapevolmente. Fui in grado di parlare con Peter, molto piano, come se fisicamente fossi a migliaia di kilometri di distanza. Ciò mi fu di grande aiuto perché non potevo credere a quello che mi stava succedendo. Ancora una volta, dopo un pò, dovetti tornare nel mio corpo.

La volta successiva sono venuta a conoscenza dell’Universo stesso, dello spazio, della nostra connessione con lo spazio e con l’Universo nel suo insieme. Ho oltrepassato le galassie e, ad un certo punto, ho superato i buchi neri che sentivo come se fossero i Chakra dell’universo. Ancora una volta, quell’energia di fronte a me sembrava lontanissima. Ogni paio di notti facevo un viaggio. Io non so se Peter si sentiva abbandonato, ma ogni volta che facevamo sesso lasciavo il mio corpo ed andavo sempre più nello spazio profondo.
Ho viaggiato sempre più lontano dal mio corpo e dal regno della terra avvicinandomi maggiormente all’Energia, finchè mi sono resa conto della correlazione con la totalità della vita stessa, rimanendo estasiata dal lavoro creativo di Dio.
Poi, una notte, sono arrivata più vicino all’Energia e solo allora l’ho sentita per la prima volta.
Era Amore Puro, Puro Amore Incondizionato.
A quel punto della mia vita non mi reputavo una persona tanto per bene, ma questa Energia mi parlò col pensiero e mi disse che ero una bella persona, invitandomi a lasciar perdere le idee che avevo su me stessa, cioè d’essere una persona di poco conto.
L’amore proveniente da questa Energia è stato sorprendente. Era così profondo che singhiozzai in modo incontrollabile, poi, durante le successive visite, mi avvicinai sempre di più ed infine fui in grado di fondermi con questa Energia raggiungendo una beatitudine, felicità e pace incredibili. Energia… Questo Essere era così incredibile che non l’avrei mai voluto lasciare .
Mi parlò ancora col pensiero e mi disse che un giorno, quando avrei finito il mio cammino di crescita spirituale, avrei lavorato con Lui/Lei
Tuttavia, avevo di fronte a me un percorso molto difficile e non avrei dovuto arrendermi nel lungo termine, perchè ne sarebbe valsa la pena. Dovevo però muovermi lentamente, perché, se non lo avessi fatto, mi sarei bruciata spiritualmente.
C’è chi chiama l’ orgasmo ‘la piccola morte’. Per me è stata una morte e anche una rinascita.
Non ero più la stessa, dopo. Non credo che potrò mai più tornare indietro, perchè é stata
l’esperienza più incredibile della mia vita e so che non la dimenticherò mai. “

Nel 2008, ero un occupatissimo cardio-anestesista e direttore di Anestesiologia all’ Heart Hospital di Bakersfield,in California. Ho sempre trovato la mia identità e la mia felicità nel lavoro e nella famiglia, ma nel mese di Agosto dello stesso anno, tutto è cambiato. In primo luogo, mi fu diagnosticato un cancro alla prostata seguito da un intervento chirurgico di routine che mi causò delle complicazioni che richiesero tre ulteriori operazioni. Come se queste ultime non fossero state abbastanza, alla mia nuova realtà si sommarono un costante, straziante, dolore, oltre ad impotenza, incontinenza e la necessità di indossare i pannolini.
Da buon Anestesista, non esitai ad utilizzare farmaci antidolorifici tradizionali per gestire un dolore così severo, ma ben presto scoprii di esserne diventato dipendente. Ora ero un sopravvissuto al cancro che doveva vivere con complicanze post chirurgiche, dolore cronico e dipendenza da oppiacei.  Inevitabilmente, entro un anno, mi venne diagnosticata anche la depressione.
Il 14 dicembre 2010 ero di nuovo in Chirurgia per il posizionamento di uno sfintere urinario artificiale. Da questo intervento ne uscii molto malato, con febbre a 40° e l’intera zona pelvica, incluso pene e scroto, molto rossi e gonfi. Non riuscivo ad urinare e fui trattato con antibiotici molto pesanti, ma non c’era alcun miglioramento: stava accadendo qualcosa di molto, molto sbagliato.
Dieci giorni dopo, la vigilia di Natale, venni ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale UCLA per sepsi, ero cioè in pericolo di vita per una grave infezione. La mattina di Natale, il personale medico eseguì un intervento chirurgico d’urgenza per drenare il pus dalla regione pelvica e togliermi il corpo estraneo (lo sfintere artificiale). Provai un sacco di dolore e fui pesantemente sedato.
Quando un medico inserì un catetere per drenare la vescica, il dolore fu così intenso che innescò una esperienza fuori dal corpo. Anche se il mio corpo fisico era pesantemente ‘addormentatò, ero cosciente e consapevole, MA in un altro piano di esistenza. Vedevo il mio corpo, dall’alto, giacere lì in ospedale. Ero consapevole delle conversazioni che si svolgevano in sala operatoria, potevo osservare i chirurghi ed il taglio aperto nel mio addome. L’odore del pus (il liquido infetto presente nel mio bacino) era terribile e, per contrastarlo in modo che il team medico potesse continuare a lavorare, le infermiere applicavano acqua al profumo di eucalipto sulle loro mascherine chirurgiche. Ricordo di aver anche sentito l’anestesista raccontare una barzelletta che, tutt’ora, ricordo chiaramente, ma che non posso scrivere qui, dato che non era tanto pulita!
Più tardi, in sala risveglio, l’anestesista mi ha confermato l’esattezza di questo ricordo.

Durante e dopo l’intervento chirurgico, la mia coscienza – una coscienza che ero io, ma non limitata alla posizione del mio corpo – era completamente intatta. Non solo era completamente intatta, ma era più acuta ed ampliata. Ricordo di essere rimasto in sala operatoria, guardando il mio corpo da 4 o 5 metri d’altezza, dal lato sinistro, dove i chirurghi operavano su di me. Ho potuto vedere, sentire, annusare, tutto non solo in sala operatoria, ma anche in posti lontani. I miei sensi erano diventati iper-sensi.
Con la mia coscienza ancora in sala operatoria, ho contemporaneamente sentito una conversazione tra mia madre e mia sorella. Erano in India. Stavano parlando di quello che si apprestavano a preparare per la cena di quella sera: riso, verdure, yogurt e legumi. Faceva molto freddo ed era nebbioso lì. La mia famiglia era tutta infagottata, con una piccola stufa elettrica per stare al caldo, perché non avevano il riscaldamento centralizzato. Ho scoperto che non faceva alcuna differenza che la gente fosse vicino o lontano: la mia coscienza era dappertutto, contemporaneamente.
Mi piacerebbe dire che la mia coscienza poi si trasferì in uno spazio molto sereno, in compagnia di un Essere pieno d’amore e perdono totale. Ma non fu così. Invece, la mia coscienza si trasferì dal mondo fisico della sala operatoria di Los Angeles e dalla conversazione tenuta in una cucina in India ad un posto dove infuriava un grande fuoco selvaggio.
Entità oscure, con due corna e denti storti correvano. Venni portato in questo luogo urlando e dibattendomi. Ci furono un fulmine, nuvole scure, lì infuriava una perpetua, furiosa tempesta e c’era odore di carne bruciata. Non mi ci volle molto a capire che ero all’Inferno.
Era insopportabilmente doloroso. Sentivo altre anime urlare nella sofferenza. Aghi venivano infilati dentro di me e venivo atrocemente torturato. Poi mi hanno fatto giacere su un letto di chiodi ed il sangue iniziò a colare da varie ferite. Continuavo a chiedermi cosa avessi fatto in questa vita o nelle vite precedenti per meritare una tale punizione…
Come provai questo orrore, iniziai ad avere la forte coscienza che la mia vita era stata molto materialistica. Tutto era incentrato su di me.  Quando incontravo qualcuno, mi ero sempre chiesto “che cosa posso ottenere da questa persona?”.
La verità, me ne sono reso conto all’Inferno, era che la mia vita sulla Terra era stata totalmente priva d’amore, nè avevo praticato la compassione o il perdono verso me stesso e gli altri.
Avevo sempre avuto la tendenza ad essere particolarmente severo nei confronti delle persone che percepivo inferiori a me per stato, gerarchie sociali o professionali. Ricordo che mi sentii profondamente dispiaciuto per la mancanza di gentilezza nel mio
comportamento e che desiderai d’aver fatto le cose in modo diverso. Immediatamente, come questa presa di coscienza divenne per me chiara come il cristallo, quel posto  -l’ Inferno – cominciò a svanire ed apparve mio padre, con suo padre a fianco.
Mi prese per mano e mi guidò verso un tunnel, alla cui fine c’era luce bianca incandescente.
Mentre mi muovevo attraverso il tunnel era come se il tempo e lo spazio fossero scomparsi e mi resi conto che mi trovavo in due posti, o stati di coscienza, allo stesso tempo.
Interiormente sperimentai lo Shanti (una parola Sanscrita che descrive una pace completa e cosmica, uno stato di pura armonia, senza alcun disturbo o eccitazione). Mi sentivo in una totale, beatitudine indisturbata in cui avvertivo la connessione cosmica con tutto e con tutto l’universo. Quello spazio, che ho capito essere il Cielo, era molto sereno. Le parole sono inadeguate a descriverlo. Giunsi anche in presenza di una rilassante, amorevole, luce bluastra, senza forma, un qualcosa che, in qualche modo, io sapevo e sentivo essere Supremo Amore, Conoscenza ed Intelligenza Personificata.

Allo stesso tempo, ero di nuovo nel tunnel con mio padre. Lui mi stava guidando. Lì ho potuto vedere il mio passato, presente e futuro. Mi vidi in una vita passata che avevo effettivamente visitato una volta nel corso di una “regressione”, una sessione tenuta con il Dr. Brian Weiss. Ero un principe indiano in epoca medievale che, senza pietà, insensatamente, frustava i poveri ed il me stesso di 200 anni prima nelle vesti d’ un contadino afgano, dipendente dagli oppiacei, ma che coltivava i papaveri per vivere.
Mio padre continuava a guidarmi attraverso il tunnel ed, al contempo, una profonda conoscenza giungeva dentro di me. Vidi come la mia vita attuale era l’eco del mio comportamento nelle vite precedenti. Ancora una volta, mi comportavo con una totale mancanza di amore verso chi era meno fortunato di me, stavo abusando della mia ricchezza materiale e del mio status sociale ed ero anche tornato ad essere dipendente dagli stupefacenti. Poi, un’altra presa di coscienza:  se fossi tornato sulla Terra, questi schemi mentali ed i miei comportamenti avrebbero dovuto cambiare completamente.
Mio padre infine ‘parlò con me. Quando dico ‘parlare,’ intendo in modo non verbale, poichè non l’ho visto ‘parlare’, piuttosto sentivo le sue parole dentro di me:
“Se si mantiene la coscienza pulita e si è sinceri con se stessi, l’universo ed il divino si prenderanno cura di voi.”
Queste parole avevano un significato profondo per me, perché erano state le ultime parole che mio padre mi aveva detto prima di morire, una ventina di anni prima.  Era morto a Fresno, in California, per le complicazioni di una chirurgia cardiaca.
Mi era mancato in tutti quegli anni, ma mentre mi conduceva attraverso quel tunnel, tenendomi per mano come un bambino, pervadendo tutto il mio essere con quelle parole familiari, mi sentii profondamente consolato.
Sapevo che da quel momento la mia vita era stata reindirizzata.

Dopo che mio padre mi aveva aiutato ad attraversare il tunnel, arrivai in un luogo di profonda calma, pieno di luce e gioia. Venni accolto da due Esseri che apparivano come dei ragazzi che irradiavano energia e luce, pieni di vigore, di entusiasmo e di amore.
Mi dissero, sempre senza parlare, che erano Angeli Custodi. I loro nomi, Michele e Raffaele e mi guidarono attraverso questo bellissimo posto. C’erano un prato, campi con rose colorate, c’erano montagne e un ruscello di acqua cristallina che scorreva placido, l’aria era fresca, rilassante ed aveva un profumo inebriante. Potevo sentire un dolce canto, in lontananza, ma allo stesso tempo nitido, lontano e tuttavia molto vicino a me. Michele e Raffaele mi parlarono della natura della coscienza superiore ed così capii che erano degli Spiriti-Guida. Al loro livello di coscienza (che era molto più avanzata della mia) esisteva ancora una qualche forma fisica, poichè c’è anche un livello di coscienza privo di ogni forma, che è lo stato più alto della Coscienza. A tale livello non vi è alcuna forma, ma solo una forza che tutto pervade, una potente entità di energia fatta di Puro Amore. Questa, coscienza pura e totalmente autonoma è la realtà di base, il tessuto di fondo assoluto di ogni cosa che esiste nell’universo, la fonte di tutta la creazione.
Come la mia coscienza ebbe capito tutto questo, mi ritrovai immediatamente immerso nella luce blu senza forma. L’Essere di Luce comincio ‘a parlarmi’ ma sentivo le su parole come attraverso un dolce vento che mi stesse sussurrando in un orecchio. La luce sembrava essere diffusa in per tutta quella dimensione ed é difficile descrivere a parole come ci si sente ad essere in presenza dell’Essere di Luce: PURO AMORE che pervade ogni cosa, come se tutti i cinque sensi terreni fossero stati immersi nell’ Amore. Egli è presente in ogni luogo, ed è onnipotente. La mia coscienza si sentiva fusa con la coscienza suprema primordiale e subito cominciai a comunicare, CON ESSA ED IN ESSA.
Quanto più ero vicino, o quanto più sono diventato connesso con l’Essere di Luce, tanto più chiara e più intensa diventava la forza del canto. Il suono che ho sentito era ‘ONG’ e non l’ho capito in quel momento, ma che ho poi imparato essere una forma primordiale di ‘OM’ insegnato dallo Yoga Kundalini. La Luce mi disse che non era il mio momento di lasciare la Terra.
Tutto sarebbe andato bene, ma la mia strada ora sarebbe stata diventare un guaritore.
Mi venne anche detto che avrei dovuto lasciare l’ anestesiologia ed il materialismo dietro di me.
“Ora è il momento di essere un guaritore dell’anima, specialmente delle malattie dell’anima, dell’energia del corpo, delle dipendenze, della depressione, del dolore cronico e del cancro.”
Mi disse che questo era il motivo per cui avevo bisogno di sperimentare le malattie che mi avevano colpito, in modo che potessi provare empatia per gli altri, solo così avrei saputo come ci si sente ad essere nei loro panni. L’Essere di Luce mi fece intravedere il mio futuro: scrivere libri, parlare al pubblico, aiutando così molte persone.
Questa fu una completa rivelazione per me. Ero un anestesista che parlava a malapena coi suoi pazienti e mi era piaciuto fare così. In realtà avevo sempre sofferto di una forte ansia nel parlare in pubblico e l’ evitavo a tutti i costi. Per le mie inclinazioni, avrei volentieri continuato a fare l’anestesista: era la mia passione ed ero stato molto bravo a farlo. Non ho mai interagito molto con i malati, ma ero l’anestesista più richiesto nella zona dove avevo vissuto e lavorato.
Il mio lavoro mi aveva offerto uno stile di vita che amavo ed in cui mi piaceva identificarmi.
Anche se non ero mai stato un uomo compassionevole, ero molto benestante e fino ad allora, mi ero crogiolato in questo mio stato. Ho amato il mio lavoro, la mia reputazione e il conforto materiale che mi ha dato. Se fosse stato per me, non avrei mai abbandonato la mia posizione ed il mio prestigio, ma a quel punto mi veniva ordinato direttamente da questo magnifico, estremamente amorevole, intelligente e gentile Essere di Luce che il mio comportamento doveva cambiare.
Mi era stata data indietro la mia vita solo per viverla in modo diverso.
Non sentivo ansia nè resistenza a fare ciò che mi era stato detto e mostrato di fare: come avrei potuto? Ero in un luogo rassicurante fatto di Amore Puro ed Incondizionato e tutto quello che potevo sentire era profonda gioia e pace interiore. Così accettai quel che mi era stato indicato di fare con amore tacito e profondo.
Come ebbi accettato ciò che l’Essere di Luce mi stava mostrando, alcune parole sembrarono lampeggiare nel cielo sopra di me; “Un Corso in Miracoli.”  In quel momento, non avevo idea di cosa significassero quelle parole, ma poi ho scoperto che questo è il titolo d’un libro spirituale molto popolare scritto da Marianne Williamson, in cui i temi dell’amore e del perdono sono insegnati con intelligenza e passione. Infine, mi resi conto, con ogni fibra del mio essere, che la mia vita terrena m’era stata data indietro, così avrei potuto aiutare gli altri che erano affetti da dolore cronico, dipendenza e depressione.
Il mio ricordo successivo fu di trovarmi nella sala di risveglio. Un’infermiera era lì, non c’era la mia famiglia, ma dopo una mezz’ora erano tutti lì per vedermi. Nei giorni a venire, la velocità della mia guarigione fu a dir poco miracolosa. Con grande meraviglia del personale medico, sepsi ed infezioni erano del tutto guarite in 72 ore e così venni dimesso. In pochi giorni, l’infiammazione ed il dolore della regione pelvica rapidamente diminuirono, per poi sparire del tutto nei mesi successivi.
Incredibilmente, tre settimane dopo essere stato dimesso, rassegnai le mie dimissioni da Anestesista e non tornai più nell’ambiente ospedaliero. Come risultato di questa esperienza, tutto il mio mondo era cambiato molto rapidamente e così per tutta la mia famiglia: decidemmo di passare da una villa di 10.000 metri quadrati ad una casa molto modesta ed iniziai a fare volontariato e cercare nuove opportunità di svolgere servizi disinteressati per gli altri, ogni giorno. Passai dal guidare una Mercedes ad un ibrido Toyota.
Dopo questa visita ad un’altra dimensione, la depressione che aveva rovinato la mia vita per anni era sparita e così anche la mia dipendenza dai farmaci per il dolore.
Questo è a dir poco un miracolo: la mia Psichiatra ed alcuni tra i migliori specialisti in dipendenze di Los Angeles non seppero spiegare come fossi riuscito a superare anni di comportamenti sbagliati e di dipendenza, senza seguire un programma di riabilitazione intensiva.
Otto mesi dopo, mi fu offerta un’altra possibilità di vivere: la mia incontinenza fu finalmente corretta, il che mi liberò dalla necessità di indossare pannolini per adulti, per la prima volta dall’Agosto 2009.
Dodici mesi dopo la mia esperienza di pre-morte, la mia vita era appena riconoscibile: mi ero dimesso da Anestesista, avevo ridimensionato la mia casa, l’auto ed il quartiere in cui vivevo e la mia salute s’era trasformata. Ancora più importante, la mia natura e i miei comportamenti erano cambiati totalmente: ora ero più premuroso ed amorevole, mostrando più compassione verso gli altri.

Gli insegnamenti appresi nell’Altra Dimensione mi avevano spinto ad iniziare a scrivere ed a tenere seminari sul benessere spirituale. Sia come specialista nella gestione del dolore che prescriveva farmaci, sia come paziente che ha visto lo scempio che questi farmaci provocano sulla mente e sul corpo, invito tutti a cercare prima la guarigione attraverso terapie non-farmaceutiche e non invasive.
Io sostengo la necessità di un approccio basato sulla coscienza per raggiungere la guarigione, ed abbraccio i metodi che promuovono la connessione di ogni individuo con la Coscienza Superiore.

Nel mese di Ottobre, 2012, 22 mesi dopo la mia visita all’Altro Lato, ho pubblicato il mio primo libro imperniato sul tema della guarigione spirituale, ‘L’anima del benessere’ disponibile su Amazon.com.
Le parole “Un corso in miracoli ‘ che avevo visto nel cielo dell’altra dimensione sono diventate il fondamento del mio messaggio spirituale. Ho letto e iniziato a praticare il Corso diligentemente.
Ho letto anche opere di Marianne Williamson, specialmente il suo libro, Return of Love.
Ispirato da quel libro, il mio messaggio centrale è diventata perdonare, amare e guarire.
Questo è anche il titolo del mio prossimo libro. Ho iniziato ad applicare questi insegnamenti nella mia vita: invece di spazzare le mie ombre scure e le mancanze sotto un tappeto, le condivido apertamente. Vi dico come sia necessario per me riconoscere ed accettare le parti scure di me stesso in modo che possano diventare un impulso per il cambiamento e la guarigione.
Lo faccio con l’intenzione di aiutare gli altri a fare lo stesso.
Più profondamente, tutta la mia prospettiva è cambiata. Sono pieno di desiderio di aiutare, di essere di servizio e di far ascoltare la mia voce per aiutare le persone a guarire. Ho fatto cambiamenti nella mia vita per rendermi disponibile a realizzare tutto ciò. Il pieno significato di tutto quello che ho vissuto continua a rivelarmisi, momento per momento. Mi sento ancora collegato alla Luce ed è vivido in me il ricordo dell’esperienza all’Inferno ed in Paradiso, di mio padre e del tunnel del tempo.
Mi sembra che la pienezza dei cambiamenti che sono stati pensati per me non poteva essere attuata tutta in un giorno, una settimana o anche un anno. Sembrano dispiegarsi continuamente come i miei cambiamenti di vita e la mia coscienza si sposta sempre più verso il suo nuovo scopo. Il processo di trasformazione che sto passando non è ancora completo, piuttosto, ho la sensazione che sia stato rispedito sulla Terra su un percorso preciso ed il mio compito è quello di mettere un piede davanti all’altro e seguire quel sentiero con cuore fiducioso – proprio come ho fatto tenendo la mano di mio padre nel tunnel del tempo .
Per tutti questi cambiamenti, non ho provato alcuna paura, so che non sono solo, e mentre non è ancora bene in vista ciò che sarà il mio futuro, so che c’è un piano – e che esso è buono. Nella mia vecchia vita, mettevo le persone a dormire, ora invece le sveglio.
Ed io mi sono svegliato fin troppo.

E’ difficile pensare che un bambino di dieci anni, Randy Gehling di Arlington Heights, nell’Illinois, potesse avere tante informazioni sull’Aldilà, oltretutto in un’epoca in cui Internet non era ancora così diffuso, nè che possa aver descritto avvenimenti terreni accaduti dopo la sua “morte”. A settembre 1988, decimo anniversario del suo arrivo sul pianeta Terra, ebbe la sua bicicletta ma é anche giunto molto vicino a cambiare il suo indirizzo terreno per uno celeste. L’esperienza di pre-morte di Randy appare nel libro di Brad Steiger, Uno con la Luce ( One with the Light) e ci dimostra, ancora una volta, che le NDE non possono essere allucinazioni di un cervello morente, ma reali “viaggi” in una dimensione parallela alla nostra ed in cui tutti andremo dopo la morte.

< Per mesi ci aveva implorato di comprargli una nuova bici per il suo compleanno, così, nel momento che la vide che sotto il portico, strappò subito i nastri colorati, ignorò gli otto piccoli amici riuniti per la sua festa di compleanno e scappò via a fare un giro veloce intorno all’isolato, ma non fece in tempo a vedere il pericolo giungere dall’altra parte della strada>.
La madre, Kathy, ricorda l’angoscia delle lunghe ore trascorse in sala d’attesa, senza sapere con certezza se il loro figliolo sarebbe morto o sopravvissuto.  “Era rimasto in stato d’incoscienza da quando un vicino di casa lo aveva investito violentemente con la sua auto. La sua bicicletta era maciullata ed i vicini mi dissero che Randy era volato per quindici o venti metri dal punto dell’impatto. Tutto quello che potevamo fare era pregare.” Dopo un intervento chirurgico durato tre ore, il medico si recò dai suoi genitori in sala d’attesa e disse loro che la prognosi sembrava buona. Randy era in una sala di risveglio e non appena si fosse stabilizzato, sarebbe stato condotto in una stanza d’ospedale dove avrebbero potuto vegliarlo, anche se non sarebbe stato ancora abbastanza cosciente per rispondere a tono alle loro domande. La mattina dopo, a circa diciassette ore di distanza dall’incidente, Randy riaprì gli occhi, vide i genitori al suo capezzale e sorrise. Dopo aver accettato in silenzio i loro baci ed abbracci, esclamò:
“Wow, mamma, papà… che viaggio!”
Steve e Kathy ridacchiarono a quelle prime parole del figlio. Poi Steve commentò:
“Sì, lo credo davvero sei andato in volo sopra il manubrio, eh?”
Randy annuì, poi fece una smorfia per il dolore del movimento. La sua testa era completamente avvolta nelle bende, lasciandogli solo uno spioncino intorno agli occhi ed un piccolo buco per la bocca.
“Sì, ho volato fino alle stelle e sono andato in Paradiso. Ho visto gli Angeli, e potrei
aver visto anche Gesù. Oh! Anche nonno Hansen.”
Steve e Kathy si guardarono l’un l’altro in silenzio…
“E ‘ancora sotto gli effetti dell’anestesia,” Kathy sussurrò.
“E ‘come se stesse sognando.”
Randy protestò alle parole sussurrate da sua madre.
“Non era un sogno. Io c’ero!”
Steve e Kathy finsero di essere d’accordo con le affermazioni del figlio in modo da non aggravare le sua condizioni dopo l’intervento chirurgico, ma nei giorni e nelle settimane successive, iniziarono ad avere una diversa opinione su quella storia e dovettero ammettere che Randy aveva sperimentato molto di più di un sogno. Secondo gli appunti presi da Kathy, ecco in sintesi il racconto di Randy della sua esperienza di pre-morte:
“Io non sapevo che cosa mi avesse colpito, mi sembrava di volare… poi è accaduta una cosa veramente divertente! Una parte di me -credo la mia anima -continuava a volare ed ho visto il mio corpo cadere a terra… sapevo che doveva fare un gran male sbattere a terra, quindi ero felice dove mi trovavo… ovunque fossi andato. Quando sono arrivato un pò più in alto, ho visto che era stata l’auto di Kurt che mi aveva colpito. Gli ho sempre detto che guidava troppo veloce nel nostro quartiere, ma mi faceva le boccacce o mi prendeva in giro. Lui avrebbe dovuto darmi ascolto. Ho pensato che mi avesse ucciso e che sarebbe andato in galera “.
Randy provò un momento di panico quando si rese conto che avrebbe potuto essere morto.
“Ed allora questo bellissimo Angelo è apparso accanto a me. Lui era davvero bello. Sembrava una star del cinema con le ali e la sua voce era come quella della mamma quando mi conforta se ho un mal di pancia o qualcos’altro. Mi disse di non preoccuparmi, perchè era con me e che sarebbe rimasta al mio fianco. Mi prese la mano, e allora mi sono sentito molto meglio.”
Randy continuò a raccontare che ben presto si avvicinarono ad un tunnel buio.
Quando si fermarono disse che aveva paura di andare nel buio, ma l’Angelo sorrise e gli disse che questo era l’unico modo per arrivare a destinazione.
“Potevo vedere una luce in fondo al tunnel, così ho detto:
-Va bene, a patto che non lasci andare la mia mano!-
Lui rise e mi disse:
‘Ti ho detto che non avrei mai lasciato il tuo fianco. Sono stato con te da quando sei nato,
infatti ero lì, accanto a tua madre. Sono il tuo Angelo Custode.’
Randy gli chiese come si chiamasse. ‘Non abbiamo nomi nel modo che puoi intendere,’ rispose, ‘ma se ti fa sentire meglio, chiamami pure Areò. Il tunnel non fu una prova terribile, dopo tutto. Randy e Areo lo attraversarono rapidamente, fluttuando al suo interno.
“Poi ci siamo ritrovati davanti a questa luce impressionante, così brillante e potente che davvero non si poteva guardare. Guardando Areo, gli chiesi che cosa dovessimo fare. Mi disse che saremmo dovuti entrare nella Luce e diventare uno con Essa. Prima che potessi chiedere cosa volesse dire, aveva già dato un piccolo strattone alla mia mano, e quindi entrammo nella luce. E ‘stato davvero bello, mi sentivo come se il mio corpo fosse esploso – in un modo piacevole – divenne un milione di atomi diversi ed ogni singolo atomo poteva pensare i propri pensieri ed avere i propri sentimenti.
Ad un tratto mi parve di sentire come se fossi un ragazzo, una ragazza, un cane, un gatto, un pesce.
Poi mi sentii come se fossi un vecchio, una vecchia e poi un bambino piccolo ”
(Come poteva un ragazzino di dieci anni, già nel 1988 conoscere la teoria della Super-Psi? -NdR-)
Randy e Areo erano immersi in quello che sembrava essere un paesaggio meraviglioso, ornato con “milioni e milioni” di fiori colorati. Randy poteva sentire una bellissima musica suonare da qualche parte, in lontananza.
“Solo un pò più lontano ho potuto vedere un ponte con una persona che mi veniva incontro ed, oltre il ponte, ho visto una città d’oro con le torri come quelle dei castelli europei. L’intera città sembrava essere splendente di luce che s’irraggiava verso il cielo come un gigantesco faro. Ho potuto vedere che alcune delle cupole della città erano rosse, altre erano d’oro, e alcune blu. Le porte e le mura della città sembravano fatte di luce blu, rossa, viola.”
Poi Randy chiese ad Areo se aveva intenzione di fargli visitare la città.
L’angelo annuì. ‘E’ la tua nuova casa, Randy’ fu la sua risposta.
Così cominciarono a camminare verso il ponte per entrare nella città e Randy si accorse che l’uomo in attesa sul ponte era suo nonno Hansen. Gli corse incontro e sentì le sue forti braccia intorno a lui.
Nonno Hansen, per tutta la sua vita, era stato un contadino del Minnesota ed era morto, sebbene fosse ancora un uomo molto forte, quando Randy aveva sei anni.
Randy chiese al suo amato nonno se ora avrebbe vissuto con lui lì in Cielo.
“Un giorno,” il nonno rispose. “Ma non adesso, hai ancora molte cose da imparare sulla Terra.
Questa volta, ragazzo mio, ti ci è mancato poco,” aggiunse con una risatina.
” Non sei ancora pronto per passare alla cassa.”
Areo sembrava perplesso….
‘Mi sembrava che stessi facendo la cosa giusta, era tempo per Randy di tornare a casa.’
disse il suo Angelo, ma nonno Hansen si strinse nelle spalle.
‘Mi è stato detto di incontrarvi presso il ponte e dirti di riportarlo a casa. Ha alcune lezioni che non ha ancora imparato ed un sacco di lavoro che non ha nemmeno iniziato a compiere.’
(Qui par di capire che gli Angeli sono dei messaggeri che non conoscono appieno la Volontà Divina -NdR)
Prima che Areo lo prendesse per mano per il volo di ritorno, Randy vide
un’altra figura materializzarsi accanto a nonno Hansen, lì sul ponte.
“Ho capito subito che si trattava di Gesù,” ha dichiarato Randy, convinto dalla maestosità del visitatore.
“Lo sapevo, l’ho capito dai suoi occhi.”
Randy non riuscì a ricordare tutte le cose che Gesù gli aveva dette, ma è certo solo di alcune.
“Gesù disse che non sarei mai più stato lo stesso di prima e che parte del potere della Luce sarebbe rimasto dentro di me. Mi ha anche detto di far sì che l’Amore che sento nel mio cuore sia espresso a tutte le persone che incontrerò e che non avrei mai dovuto preoccuparmi se la gente dubiterà della mia storia o se non riesce a capire quel che racconto. ‘
Un giornò Gesù disse, ‘tutti potranno venire a vedere di persona quello che hai visto tu.

Paolino (Paul Eicke) oggi è un bimbo di circa sei anni, vive in Germania e tre anni fa ha avuto una NDE durata più di tre ore…. E ‘un miracolo che il bimbo sia ancora vivo e che ci abbia raccontato la sua visita nell’Aldilà.
Tecnicamente era morto ed ha detto di aver incontrato la sua bisnonna in Paradiso ma che lei lo aveva rispedito sulla Terra. Paolino stava giocando nel giardino dei nonni a Lychen, Brandeburgo quando cadde inosservato in un lago. Suo nonno lo trovò, ormai senza senza vita, nell’acqua gelida. Ricoverato in elicottero in un ospedale alla periferia di Berlino venne subito portato in terapia intensiva, dove quattro medici hanno lottato a lungo per salvargli la vita. Avevano quasi rinunciato quando il cuore di Paolino ha iniziato a battere di nuovo dopo ben tre ore e 18 minuti!Il Prof. Lothar Schweigerer, direttore del reparto ebbe a dichiarare:
“Non ho mai visto niente di simile. Quando i bambini restano sott’acqua per alcuni minuti la maggior parte di loro non ce la fa (oltre il 90%-NdR) . I miei medici erano vicini a dire ‘non possiamo fare di più, dopo due ore di rianimazione’, perché le probabilità di sopravvivenza erano nulle ed il bimbo doveva ormai essere in uno stato di morte cerebrale.
Ma poi ,improvvisamente, il suo cuore cominciò a battere di nuovo … è stato un fantastico miracolo. Faccio questo lavoro da 30 anni e non ho mai visto nulla di simile.  Direi che il corpo umano è un organismo molto resistente e non si dovrebbe mai rinunciare,
infatti Paolino non ha riportato alcun danno cerebrale”  Dal canto suo, il piccolo ha detto ai suoi genitori:
C’era un sacco di luce e stavo galleggiando. Sono arrivato ad un cancello dove ho visto Oma [nonna] Emmi sull’altro lato. Mi ha detto: ‘Che cosa ci fai qui Paolino? Devi tornare da mamma e papà. Io ti aspetterò qui.’ Sapevo di essere in Paradiso, ma la nonna ha detto che dovevo tornare a casa.  Ha detto che dovevo tornare giù molto velocemente. ”
Purtroppo non abbiamo altri particolari di questa interessante esperienza, avvenuta circa tre anni fa, nè siamo riusciti a reperire altri particolari della NDE, salvo questo VIDEO su Youtube che è in Inglese. E’ interessante notare che il bimbo ha riferito quanto anche persone adulte riportano dopo una NDE, dalla Luce, alla sensazione di fluttuare, fino all’imperioso invito a tornare “giù”.
Non certo questa di Paolino è l’ultima di una lunga serie di esperienze pre-morte di persone che dicono di aver visto tunnel, luci e parenti morti. Gli scienziati hanno per anni cercato di spiegare il fenomeno, alcuni paragonandole ai “sogni” o ad attività del cervello che non possono essere spiegate razionalmente. Uno studio condotto dal Neurologo Kevin Nelson della Kentucky University ha esaminato 55 persone che avevano avuto esperienze del genere e 55 che non avevano avute.
Si è trovato che, nei Ritornati, i confini tra essere addormentato ed essere sveglio spesso appaiono sfocati e questo potrebbe spiegare molti dei sintomi.  “Io vedo le NDE come un’attivazione di alcune regioni del cervello che funzionano anche durante lo stato di sogno.Tuttavia, esiterei a chiamarle sogni, o sognare da svegli”,  ha dichiarato lo scettico, ma perplesso Ricercatore.
Ci sono però un sacco di persone che sono convinte che la loro esperienza era reale, come i nostri Lettori ben sanno.

Ecco un piccolo sguardo ad alcune delle loro storie straordinarie:

Tom Rayner, un pilota inglese, era in coma dopo un incidente d’auto quando si accorse di guardare in giù sulla sua nativa East Anglia, poi sull’Europa e quindi all’emisfero nord della Terra.
Il suo “viaggio”, è continuato nello spazio prima di trovarsi in Africa.
Dopo il risveglio, ha venduto la sua attività, ha acquistato una Land Rover ambulanza ed è andato in Africa dove consegnava farmaci ad un ospedale da campo nel bel mezzo di una zona di guerra.

Mike Richards era in ospedale, si stava riprendendo da un cancro quando ha subito una ricaduta.  Mike, 60 anni, si è trovato in una stanza rosa senza pavimento o soffitto e nella stanza c’erano il padre, la suocera e un uomo trasandato avvolto in un mantello bianco, che gli ha detto che non era pronto e che era tempo di tornare indietro. Ma non è tutto. Quando il malato di paralisi cerebrale si svegliò, scoprì che non aveva più alcun handicap alla mano sinistra (oltre ad essere guarito dal cancro).

L’atleta amatoriale Christine Barratt era quasi morta all’età di 33 anni, in un incidente di bicicletta accadutole alle Bahamas. Ricorda una sensazione di euforia e di aver visto la sua vita scorrere in un lampo. Poi, una voce le disse di scegliere se restare o tornare indietro ma, se fosse tornata, sarebbe stata più forte di prima. Durante la convalescenza i medici le dissero che non avrebbe mai più potuto correre, ma Christine si ricordò della voce ed ha continuato, fino a diventare una fondista mondiale.

In ospedale dopo un tentativo di suicidio, Samantha Swinglehurst si ritrovò in una pianura nera
con una voce che le disse che si trovava in un luogo chiamato “stanza di compensazione”.
Gli eventi chiave della sua vita le vennero riproposti e lei ha detto che quell’esperienza
le ha poi impedito di ripetere gli stessi errori.

La pianista Annette Servadei subì un attacco di cuore nella stessa notte in cui è avvenuto il disastro del traghetto Herald che salpó da Zeebrugge con 459 passeggeri a bordo, ma che poco dopo si rovesció causando 189 morti. Un televisore stava mostrando la tragedia e, dopo aver perso conoscenza, Annette si ritrovò in piedi in un tunnel, ma poteva vedere la gente in acqua ed i loro spiriti che lasciavano i corpi. Si stavano dirigendo verso una luce sopra di loro, ma ad Annette fu detto da una voce maschile che non era il suo tempo di andare, poi si svegliò di nuovo.

Jeanette Atkinson aveva solo 19 anni quando la uccisero numerosi coaguli di sangue, ma ricorda che galleggiava verso il soffitto guardando il proprio corpo. Si ricorda anche che il lampione del suo rione era coperto di polvere e si arrabbiò perchè nessuno aveva avuto il tempo di pulirlo.

Lillian Oaktree aveva 46 quando l’asma che aveva combattuto per 20 anni stava quasi per ucciderla. Nel suo quarto giorno in ospedale, un improvviso dolore lancinante al petto venne sostituito da una sensazione di calma mentre guardava il proprio corpo, giù in basso. Trasportata attraverso un tunnel buio in una verde campagna, ha incontrato molti dei suoi parenti morti, amici e persino i suoi animali domestici defunti. Due “esseri” in mantelli bianchi le hanno parlato prima che improvvisamente si svegliasse, per scoprire che la sua asma era migliorata notevolmente.

La scrittrice Amanda Cable era quasi morta sul tavolo operatorio a seguito di una gravidanza extrauterina. Si ricorda di aver viaggiato in un tunnel bianco prima di vedere sua figlia Ruby di cinque anni, che stava iniziando la scuola quel giorno.
Pur non avendo mai visto la figlia nella sua uniforme, ha poi descritto con precisione
come fosse vestita Ruby nell’andare a scuola con suo padre quella mattina.

Quella mattina non riuscivo più a muovermi. Mio marito mi ha portato di corsa all’ospedale,dove, dopo una TAC, mi hanno diagnosticato un linfoma di Hodgkin allo stadio 4B
(il peggiore ). L’anziano oncologo guardò la mia cartella attentamente e poi disse a mio marito che era troppo tardi, e che i miei organi erano tutti danneggiati:
mi restavano sì e no 36 ore di vita. Tuttavia, ci assicurò che avrebbe fatto tutto ciò che poteva, ma preparò mio marito al peggio. Fu subito iniziata una chemioterapia, mi somministrarono l’ossigeno, e mi venne prelevato il sangue per i test ematici di routine, onde stabilire la funzionalità dei miei organi e poter determinare quali farmaci utilizzare.
Andavo alla deriva, dentro e fuori dalla coscienza e in quei momenti ho potuto sentire il mio spirito lasciare il corpo. Ho visto e sentito le conversazioni tra mio marito ed i medici che si svolgevano fuori dalla mia stanza, a circa 40 metri di distanza, nel corridoio. Sono stata poi in grado di verificare questa conversazione con lui, lasciandolo scioccato. Poi ho “attraversato” il confine con un’altra dimensione, dove sono stata letteralmente inghiottita da un sentimento di amore totale. Lì, con estrema chiarezza, mi fu spiegato il motivo per cui avevo avuto il cancro, perché ero venuta in questa vita, quale ruolo giocavano tutti i membri della mia famiglia nella mia vita e nel grande schema delle cose, e in generale come funziona la vita stessa. La chiarezza e la comprensione che ho ottenuto in questo stato è quasi indescrivibile. Le parole sembrano limitare l’esperienza vissuta in un posto dove ho capito molto più di quello che siamo in grado di concepire nel nostro mondo tridimensionale.
Ho capito che la vita è un dono e che ero circondata da amorevoli esseri spirituali, sempre presenti anche quando non lo sapevo. La quantità di amore che ho sentito è stata travolgente e, da questo punto di vista, ho capito quanto sia potente grazie alle sorprendenti possibilità che noi, come esseri umani, siamo in grado di raggiungere nel corso di una vita fisica. Ho scoperto che il mio scopo attuale sarebbe quello di vivere il “paradiso in terra” con questa nuova comprensione e anche di condividere questa conoscenza con altre persone. Tuttavia ho avuto la possibilità di scegliere se tornare alla vita terrena, o andare verso la morte. Mi hanno fatto capire che non era il mio tempo, ma ho sempre avuto modo di fare la scelta e, se avessi scelto la morte, non avrei sperimentato un sacco di doni che il resto della mia vita mi teneva in serbo.
Una delle cose che volevo sapere era se, scegliendo la vita, avrei dovuto tornare in quel corpo malato, perché il mio corpo era molto, molto malato e gli organi vitali avevano smesso di funzionare.
Mi fecero capire che scegliendo la vita, il mio corpo sarebbe guarito molto rapidamente,
non nel giro di mesi o settimane, ma in pochi giorni!
Mi spiegarono che le malattie nascono su un livello energetico prima che diventino fisiche.Tornando sulla Terra il cancro sarebbe andato via dalla mia energia e il mio corpo fisico sarebbe guarito molto velocemente. Poi ho capito che le cure mediche eliminano la malattia solo dal corpo, ma non dall’energia sicchè la malattia si ripete, insomma sarei ritornata con una energia molto sana ed il corpo fisico avrebbe raggiunto condizioni energetiche ottimali molto rapidamente ed in modo permanente.
Mi venne anche detto che questo vale per qualsiasi cosa, non solo per le malattie, ma anche per le condizioni fisiche, psicologiche, ecc., cioè per tutto quello che succede nella nostra vita.
Tutto dipende da questa energia che ci circonda, creata da noi. Niente è solido, tutto il nostro ambiente è plasmato a seconda di dove questa “energia” è presente. La chiarezza con cui mi vennero esposti questi concetti era stata fenomenale! E’ tutta una questione di dove ci collochiamo energeticamente e stavo per averne la “prova” non appena tornata indietro nel mio corpo.

Stavo andando alla deriva tra i due mondi, ma ogni volta che scivolavo “dall’altra parte”, mi venivano mostrate sempre più scene della mia vita. Vidi come la mia esistenza aveva toccato tutte le persone incontrate; come in un arazzo mi fu mostrato in che modo avessi influenzato la vita del Prossimo.
Ho visto mio fratello a bordo d’un aereo: dopo aver avuta la notizia che stavo morendo, stava venendomi a trovare (e di questo ne ho avuto conferma quando è arrivato in ospedale).
Poi ho intravisto me e mio fratello ed in qualche modo mi è sembrato di capire che era successo durante una vita precedente, dove ero molto più grande di lui in quanto facevo le veci d’una madre molto protettiva (in questa vita,lui è invece più anziano di me). Improvvisamente mi resi conto che era su un aereo per venire da me, e mi dissi: “Non posso fargli questo non può venire fin qui per vedermi morta!”. Poi ho anche visto come il destino di mio marito era legato al mio e perchè avevamo deciso di venire a vivere questa vita insieme. Se fossi andata via, probabilmente mi avrebbe seguito poco dopo.
Mi venne rivelato che, se avessi scelto la vita, le analisi cliniche (i cui risultati non erano ancora pronti)avrebbero mostrato che i miei organi funzionavano normalmente, altrimenti avrebbero indicato che i miei organi erano inesorabilmente danneggiati a causa del cancro.
Insomma,ero in grado di cambiare l’esito dei test in base alla mia scelta!
La feci, e come cominciai a svegliarmi (in uno stato molto confuso, in quanto in quel momento non sapevo dire da quale parte del velo fossi),i medici si precipitarono nella stanza con grandi sorrisi sui loro volti dicendo che avevano una buona notizia per la mia famiglia:
i risultati degli esami mostravano che i miei organi funzionavano! Non ci potevo credere!

Dopo di che, ho iniziato a recuperare rapidamente. I medici erano stati prudenti, aspettando che mi stabilizzassi prima di fare una biopsia ai linfonodi per individuare il tipo di cellule tumorali, ma non riuscirono nemmeno a trovarne uno abbastanza grande da suggerire che avessi il cancro (entrando in ospedale il mio corpo era pieno di linfonodi estremamente gonfi). Mi hanno sottoposta ad una biopsia midollare, sempre per trovare il cancro e decidere la chemioterapia più corretta, ma non c’era niente, nemmeno nel midollo osseo. I medici erano molto confusi, ma me lo spiegarono con una rapida risposta alla chemio, sebbene loro stessi non fossro davvero in grado di capire cosa stesse succedendo.
Mi hanno fatto tantissime analisi, ma tutte negative, dandomi la prova che potevo fare ancora di più!
Non riuscirono a trovare nulla, nemmeno ripetendo la TAC due volte!

A causa della mia esperienza, ora sto dicendo a tutti quelli che conosco che i miracoli sono possibili nella vostra vita di ogni giorno. Dopo quello che ho visto, mi rendo conto che tutto è possibile e che non siamo venuti qui solo per soffrire. La nostra esistenza dovrebbe essere grandiosa,e siamo tutti molto, molto amati. Il mio modo di guardare la vita è cambiato radicalmente, e sono felice di aver avuto una seconda possibilità di sperimentare il “paradiso in terra”.

La seguente esperienza di pre-morte appare nel libro di PMH Atwater, Bambini del Nuovo Millennio (ormai fuori stampa). La Dr.ssa Atwater ebbe tre esperienze di pre-morte (Clic) e da lungo tempo,
insieme al Dr. Raymond Moody Jr, è una delle più famose ricercatrici del fenomeno delle NDE.
La sua enfasi sull’importanza dei postumi delle NDE e la sua teoria sulla trasformazione del cervello che segue l’esperienza hanno incoraggiato molte ricerche su questa affascinante tematica.
La Atwater è molto rispettata per la sua originalità e conosciuta per le sue idee dirette e provocatorie.
Nel suo libro, “I bambini del Nuovo Millennio”, ha riportato il racconto di una bambina di nome Lynn che, all’età di tredici anni, ha avuto una esperienza di pre-morte, in cui vide i suoi amati cani in Paradiso. Lynn aveva subìto un intervento chirurgico a cuore aperto per correggere una malformazione che aveva avuto dalla nascita. Lei era in grado di correre e giocare con gli altri bambini, ma in certe occasioni diventava blu e si ammalava. Ecco la sua diretta testimonianza.
< L’ultima cosa che ricordo fu una voce maschile che diceva in modo molto preoccupato: “Uh-oh, abbiamo un problema qui”, poi che stavo galleggiando vicino al soffitto della sala operatoria, guardando giù, verso mio corpo. Il mio petto era spalancato e potevo vedere i miei organi interni. Ricordo di aver pensato quanto fosse strano che essi fossero d’un bel colore grigio perla, non erano affatto simili ai pezzi di carne sanguinolenta dei film dell’orrore che amavo guardare. Notai pure che c’erano un medico di colore ed uno orientale nel team operatorio. La ragione per cui la mia mente ci fece caso deve risiedere nel fatto che sono stata educata in un quartiere borghese abitato solo da bianchi e, sebbene avessi visto insegnanti neri, non avevo mai conosciuto un medico di colore. Strano… Avevo incontrato la squadra di chirurghi il giorno prima, ma erano tutti bianchi. Improvvisamente, ho dovuto andare avanti, così fluttuai verso la sala d’attesa dove c’erano i miei genitori. Mio padre aveva la testa sepolta nel grembo di mia madre. Era inginocchiato ai suoi piedi, le braccia avvolte intorno alla sua vita, e singhiozzava. Mia madre stava accarezzandogli la testa, sussurrando. Questa scena mi scioccò, poichè mio padre non era incline a mostrare le sue emozioni. Una volta resami conto che tutto sarebbe andato per il verso giusto, mi sentii trascinata dentro un tunnel orizzontale. La corsa attraverso il tunnel era diversa da ogni altra mia esperienza terrena. Ricordo di aver pensato: “Allora questa è la morte.” Il tunnel era buio e ogni tanto qualcosa come un fulmine lampeggiava lungo il mio percorso. Quei lampi erano brillanti e colorati e non mi spaventavano finchè, alla fine del tunnel, apparve una Luce molto brillante. Dalla Luce vennero fuori due dei miei cani: uno era un collie di nome Mimì che era morto tre anni prima per un’infezione, l’altro un boxer di nome Sam, morto due anni prima per esser stato investito da una macchina. I cani venivano da me correndo e sono saltati su di me, baciandomi la fronte con le loro lingue che, però, non erano bagnate, nè ho sentito il peso dei loro corpi che brillavano di una Luce che sembrava provenire da dentro di loro. Ricordo di averli abbracciati il più stretto possibile e di aver detto a me stessa: “Grazie, Dio, per aver permesso ai miei cani d’essere ancora vivi.” Poi li ho richiamati e insieme abbiamo iniziato a camminare verso la Luce. Tutti i colori erano presenti in Essa, era calda, una cosa viva, e c’erano persone a perdita d’occhio che brillavano anche loro d’una Luce interiore – proprio come i miei cani.  In lontananza vedevo campi, colline, ed il cielo. Poi la Luce parlò e mi disse: “Lynn, non è ancora tempo per te. Torna a casa, figliola.” Allora allungai la mia mano fino a toccare quella Luce e capii che avevo toccato il volto di Dio. Ho detto a Dio che lo amavo, e volevo stare con lui, ma anche in questo caso la Luce rispose: “Lynn,devi tornare indietro. Non è il tuo tempo per restare qui. Hai del lavoro da fare per me. Torna”. So che sembra stupido, ma le chiesi:”Se vado, posso tornare e poi ci saranno ancora i miei cani qui, ad aspettarmi?” La Luce mi disse di sì e poi aggiunse che c’erano dele persone che volevano vedermi prima di partire. Dalla Luce apparvero i miei nonni materni. Corsi verso di loro e li abbracciai: mi avrebbero accompagnata per una parte del viaggio di ritorno, ma come mi voltai per partire, un altro uomo uscì dalla Luce. Indossava una divisa della Marina Americana, era molto alto e biondo, con gli occhi azzurri. Non avevo mai visto quell’uomo prima di allora, ma lui mi conosceva e sorrise. “Io sono tuo zio Franklin. Dillo a Dorothy che sto bene e che il bambino è con me. Dille che non ho mai smesso di amarla e che io sono contento che ha proseguito con la sua vita. Dille che quando sarà il suo momento, verrò per lei. Ricordati di dirle che le voglio tanto bene “. Come mi voltai, l’uomo gridò ancora:”Dillo a Dorothy, dille che hai incontrato Franklin e che sto bene e così è anche per il bambino.” I miei nonni mi dissero che, se fossi rimasta più a lungo, non sarei riuscita a tornare, ma volevo parlare con Gesù, perchè avevo una domanda molto importante da farGli.  Un fascio di Luce, diversa ma ancora simile al primo, mi coprì interamente. Sapevo che questa Luce era Cristo. Mi appoggiai a Lui per un momento e poi Gli chiesi: “Caro Gesù, è vero che mi hai dato questa malattia di cuore per portare una croce come hai fatto Tu?” (Suor Agnese, la mia insegnante di prima media, mi aveva detto che la mia malformazione cardiaca era la mia croce da portare per Cristo.) Sentii subito la voce di Gesù vibrare attraverso di me: “No, questa tua malattia non è una croce che ti ho dato, ma una sfida per aiutarti a crescere e rimanere compassionevole. Ora,devi tornare indietro. ” Mentre tornavo, mia nonna mi disse che mio padre stava per lasciare la mia mamma e che io le avrei dato la forza per superare quell’abbandono. Nel tunnel vidi persone che si nascondevano, persone che avevano paura di venire incontro alla Luce o che erano disorientate perchè non sapevano dove si trovavano. Espressi una viva preoccupazione per loro, ma mi venne detto di non preoccuparmi, perchè una Guida sarebbe giunta per aiutarle Alcune di queste persone sembravano soldati. Poi mi ricordai del Vietnam e capii da dove quei soldati venivano.>
[Nel libro della Dr.ssa Atwater, viene documentato come le rivelazioni che Lynn ha ricevuto durante la sua esperienza di pre-morte si sono dimostrate veritiere, come ad esempio la presenza dei medici neri ed asiatici, la storia di suo zio e del bambino, ed il fatto che suo padre stava lasciando la famiglia.

Secondo molti Ritornati, gli animali hanno un’anima e vanno in cielo proprio come fanno gli esseri umani. All’interno dell’articolo, potete leggere una delle tante testimonianze di persone che hanno avuto una NDE ed hanno incontrato i loro animaletti deceduti. Dopo la lettura di queste testimonianze, non guarderete più i vostri animali domestici, nè tutti gli altri, nello stesso modo. Le testimonianze fornite qui ci autorizzano a pensare che anch’essi hanno un Paradiso tutto per loro e che gli esseri umani sono autorizzati a visitarlo quando muoiono, comunicando per mezzo della telepatia.

CANALIZZAZIONE RICEVUTA DAGLI SPIRITI-GUIDA

Ciò che noi crediamo, secondo la maggior parte degli insegnamenti tradizionali, é che cani e gatti non hanno un’anima perchè  non hanno sviluppato una personalità individuale, come avviene per gli esseri umani, e quindi non fanno scelte consapevoli per il futuro,sicchè le loro scelte sono fatte da una sorta di ‘superanimà. Tuttavia, quando essi sviluppano una maggiore consapevolezza di sé nel corso di molte vite ed intessono  legami emotivi con gli esseri umani, cominciano a influenzare le loro scelte. Mentre l’umanità si evolve e diventa sempre più senziente, anche gli animali progrediscono. Molti anni fa sarebbe stato verò che gli animali non hanno un ‘animà, perchè anche  l’età media delle anime umane sul pianeta era giovane, come lo erano quelle delle anime animali. Nella vastità dell’Universo, il termine ‘non’ può essere applicato molto, molto raramente. L’Universo è tale che se 99 miliardi di anime fanno qualcosa in un certo modo, non ci sarà quasi mai chi lo farà in un modo diverso. E’ la  crescita, che è alla base della natura della coscienza! Nel corso della storia gli esseri umani si sono spesso chiesti se gli animali hanno un’anima, partendo dal falso presupposto che gli animali sono in qualche modo inferiori a noi. Forse il ragionamento si basa sul fatto che gli umani, collocabili nella parte superiore della catena alimentare, sono in grado di uccidere e mangiare una grande varietà di specie animali. Per migliaia di anni gli uomini hanno addomesticato molti animali, come il cavallo, l’asino, i cani ed i gatti, rendendoli nostri schiavi. La Chiesa ha, durante tutta la sua storia, negato che gli animali abbiano un’anima, forse a causa della credenza che la morte sacrificale di Cristo sulla Croce poteva essere applicata solo agli esseri umani. In caso contrario, per la Chiesa si presenterebbe un dilemma spinoso: anche gli animali sono caduti in disgrazia, come gli esseri umani e, se così fosse, il potere redentore di Cristo si applicherebbe anche a loro e persino ad eventuali forme di vita su altri pianeti?  E’ sorprendente per i Cristiani scoprire nel libro dell’Apocalisse che quasi tutti gli animali si incontrano in Paradiso . In Apocalisse 4:6-11 si descrivono “quattro esseri viventi” intorno al trono di Dio ed in Apocalisse 5:6-8, Gesù viene visto trasformarsi in un agnello. In Apocalisse 5:11-14 è citato il momento in cui gli animali vengono resuscitati ed entrano in Cielo. Molte religioni antiche di tutto il mondo venerano alcuni animali come esseri divini. La scienza ci ha anche fornito una nuova prospettiva del regno animale, infatti secondo l’Evoluzionismo la componente fisica del nostro corpo discende dagli animali, ma la ricerca sulle NDE rivela come la componente spirituale dei nostri corpi è disceso dai cieli molto, molto tempo fa. Ma veniamo alle NDE ed a quel che ci riferiscono alcuni Ritornati che avevano perso i loro amici. Secondo la D.ssa PMH Atwater: “Adulti e bambini a volte riferiscono di essere stati accolti dall’Altra Parte dai loro animali domestici che sono morti, soprattutto i bambini che descrivono un Paradiso degli animali, alcuni anche insistendo sul fatto che devono passare attraverso quel livello prima di poter raggiungere il Cielo dove vivono gli umani. Altri casi riferiti da adulti possono essere altrettanto convincenti. ” Ricordo anche la lettura di una testimonianza NDE (non ricordo quale) in cui il Ritornato ha chiesto lumi ad un Essere di Luce sull’evidente ingiustizia del più forte che uccide e mangia i più deboli. La risposta è stata che non vi è alcuna ingiustizia in tutto ciò perché, esaminando la faccenda da un livello più alto, il cosiddetto “più debole” sta dando liberamente se stesso come sacrificio al cosiddetto “più forte” per far continuare la vita su questo pianeta. A questo proposito, sarebbe meglio dire che il cosiddetto “debole” in questo mondo è in realtà il più forte. Con tutto questo in mente, non dovremmo più vedere noi stessi come animali “glorificati”, come suggerirebbe l’evidenza e come ci ha voluto far credere la Chiesa, il cui atteggiamento su questa tematica sta però lentamente cambiando.

Per la prima volta guardai me stessa per vedere quale possibile forma potessi avere e, con mia grande sorpresa e gioia, non ne avevo nessuna. Io non ero altro che una scintilla di pura coscienza, la più piccola,la più minuscola scintilla di luce che si possa immaginare.
Ero più che contenta. Ovunque intorno a me c’erano altre scintille, miliardi e miliardi, lampeggianti come luci intermittenti, generate da una fonte sconosciuta.
Sarei esistita in quello stato di beatitudine per sempre, se non si fosse manifestata una sorta d’irritazione, come una vecchia ferita profonda le cui onde di energia sgorgavano dal passato e rispuntò la vita di Phyllis, dal giorno della nascita alla morte.
Mi ricordai di aver sentito storie sulla revisione della vita passata, una caratteristica particolare comune a tutti i morenti, in cui la vita scorre davanti a te a grande velocità e mi aspettavo una sorta di film della mia vita, o forse qualcosa di simile ad un replay televisivo, ma non fu così. La mia non fu una revisione, ma un rivivere totale di ogni pensiero che avessi mai pensato, d’ogni parola che avessi mai detto, e d’ogni atto che avessi mai fatto. Vidi anche l’effetto di ogni pensiero, parola e azione su tutti quelli che avevo incontrato all’interno del mio ambiente o sfera di influenza,li avessi conosciuti o meno (compresi i passanti incontrati per la strada), oltre agli effetti di ogni pensiero, parola e azione sul tempo atmosferico, piante, animali, terra, alberi, acqua e aria.
Nessun dettaglio venne trascurato, nessun errore, né incidente era andato perso.
Se c’è l’inferno, per quanto mi riguarda, questo è stato il mio inferno. Ne fui ha sopraffatta!
Non c’era nessun San Pietro ad aspettarmi, stava a me giudicarmi, ed il mio giudizio fu molto severo.
Durante questo processo di giudizio, “il vuoto”, in cui mi ero soffermata cominciò ad allontanarsi e separarsi dalla mia camera da pranzo, ma io ero ancora vicino alla lampadina, non avendo mai modificato la mia posizione . Solo il mio ambiente era cambiato, non io, come mi confermò il corpo di Phyllis steso a terra e così, piena d’amore e di perdono, dolcemente, ancora una volta, vi rientrai attraverso la parte superiore della testa. Quando la coscienza tornò e fui di nuovo Phyllis, ero così stordita e sconvolta da essere incapace di rapportarmi a qualsiasi cosa, compreso il dolore lancinante alla gamba destra.
Invece di raggiungere il telefono, tornai in camera mia, mi buttai sul letto e vi rimase per due giorni, persa in uno stato di torpore. Mi ero persa tra i due mondi, senza esistere in nessuno dei due, non in grado di identificare qualsiasi segno che potesse stimolare la mia memoria. Entrambe le figlie si erano rese conto che qualcosa non andava, ma siccome avevo sempre dato di me un’immagine di invincibilità, mi lasciarono sola, pensando che le avrei chiamate, se avessi avuto bisogno di aiuto. Siamo tutti discendenti di una lunga fila di persone indipendenti, individualiste, che si sono sempre vantate di essere autosufficienti, nel tipico stile del Far West. Tenendo questo bene in mente, si capisce perché le ragazze erano riluttanti ad agire.
Finalmente riuscii ad uscire dal mio stato stuporoso. Mi ricordai del mio lavoro e, dato che era la mia unica fonte di reddito, ho dovuto tornare in ufficio. Ho dovuto farlo. Non ricordo come sono riuscita a vestirmi ed a guidare la mia auto fino all’altra parte della città, per non parlare poi di parcheggiare. Ricordo solo che cercavo di salire quelle due lunghe rampe di scale per poter raggiungere il mio ufficio al secondo piano, dato che non c’era l’ascensore, ma, alla fine, raggiunsi la cima di quella chemi sembrò una montagna, proprio mentre il mio capo passava. Urlò quando mi vide e mi disse che sembravo più morta che viva ed insistè acchè un medico fosse chiamato. Con il suo aiuto, trovai uno specialista che mi avrebbe visitato subito e così fui condotta al suo studio.
Dopo un esame lungo e approfondito, il medico apparve perplesso e scosse la testa. Non riusciva a capire perché ero viva, perché dovevo essere morta: avevo avuto una trombosi alla vena della coscia destra e, una volta che il trombo si era staccato a causa delle mie manovre, aveva bloccato l’ossigenazione del cervello. Il risultato, a suo avviso, non poteva che essere la morte ma, dato che non era presente quando era successo, poteva solo ipotizzarlo. La flebite era evidente e grave ma, a suo giudizio, il peggio era passato e non ero più in pericolo di vita imminente, così mi prescrisse un potente farmaco e mi mandò a casa.
Il farmaco non poteva essere utilizzato per più di sette giorni o avrebbe ucciso tutte le cellule rosse del mio sangue. Strane cose cominciarono ad accadere. Forse erano gli effetti collaterali del farmaco, il che sembra buona come spiegazione di tre insoliti incidenti.
In primo luogo, fui in grado di sentire i pensieri di chiunque e, per quanto mi sforzassi, non riuscivo a distinguere tra ciò che qualcuno pensava e ciò che diceva con la voce. Dal momento che le persone raramente dicono quello che pensano, non riuscivo a capire come rispondere, né ai visitatori, né alle mie figlie. Questo continuò per tutta la settimana in cui presi il farmaco, alla fine mi rifiutai di parlare con chiunque, compresi le mie figlie. In secondo luogo, mentre ero sdraiata sul divano a fissare il vuoto, si formò al di sopra del mio petto una specie di arco, come un ponte nebbioso, e su di esso cominciarono a sfilare tutta una serie di omini: erano tutte le mie vite passate che sfilavano per la revisione, per finire con la mia attuale esistenza. La sfilata mi aveva affascinato e studiavo con attenzione ogni personaggio, prendendo atto della possibile evoluzione delle mie varie personalità.
Questi minuscoli personaggi erano come ologrammi completamente animati, totalmente reali e vivi,
sebbene fatti di nulla e tale corteo continuò per i sette giorni in cui presi il farmaco.
In terzo luogo, presi coscienza di come il trauma fisico stava interessando il mio corpo e quasi per caso, guardai intensamente la zona dei miei organi femminili e la coscia destra. Invece di vedere la forma esterna di quelle parti del corpo, fui in grado di vedere -come con una vista a raggi X- ogni singola cellula che esisteva dentro me. Queste cellule erano sconvolte e insieme univano i loro sforzi per combattere l’eventuale ulteriore distruzione e per ricostruire le parti danneggiate, come se impegnate in una battaglia. Non mi era mai passato per la mente che quelle microscopiche, singole, cellule avessero avuto un valore diverso da quello del primitivo funzionamento organico, eppure, eccoli lì, gli esseri intelligenti pienamente in grado di provare emozioni, fare scelte, ragionare, ricordare. Erano veramente intelligenti entità senza cervello. Dire che ne rimasi sorpresa non è certo sufficiente. Ho subito voluto parlare con loro e chiedere scusa per quello che era stato fatto. Se avessi continuato a cercare di raggiungere il telefono dopo aver ripreso conoscenza, il danno non sarebbe stato così grave. Ero veramente dispiaciuta e così ci fu un bel dibattito. Questa esperienza mi convinse che siamo una squadra,io e il mio corpo,e che dobbiamo lavorare insieme per il bene comune.
Quando la settimana di cura finì, il farmaco pericoloso venne sostituito con l’aspirina che però mi faceva girare la testa, sicchè il ricordo di quelle sei settimane di trattamento è sfocato. Mi ricordo solo che l’uomo che mi aveva messa incinta mi chiamò molte volte per vedere come stavo. Si rifiutò di tornare ma m’inviò del denaro e, tra i suoi contributi e la mia assicurazione, fui in grado di tenere il passo con le spese mediche e la casa. Ma il mio morale era a terra e tiravo avanti più per abitudine che per altro. Così, tornai a lavorare, sebbene fosse doloroso sedersi sulle sedie da ufficio, eppure facevo del mio meglio, finchè lentamente la forza mi ritornò. Stavo iniziando a fare progressi reali, quando il mio padrone di casa decise di aumentarmi l’affitto e con effetto immediato, per un importo di gran lunga superiore a quello che potevo permettersi di pagare. Fui presa dal panico. Amici giunsero in mio soccorso, un’altra casa venne trovata e mi trasferii con le mie figlie.
Ormai era il 29 Marzo. Mio figlio Kelly era tornato improvvisamente dal suo lungo viaggio dall’altra parte del globo per lavorare con la Guardia Costiera. Era sera. Entrambe le ragazze erano uscite con gli amici. Kelly era in un bar a parlare dei vecchi tempi con i compagni del liceo. Quando il mio ex amante è venuto a trovarmi, ho avuto modo di raccontargli brevemente ciò che avevo vissuto e come mi aveva ferito, pur senza mostrargli alcuna emozione, nè facendolo sentire colpevole. Ascoltò in silenzio. Gli chiesi di abbracciarmi ancora una volta e lasciarmi piangere, anche se solo per un momento. Si alzò di scatto, gridò: “NO!”, e corse fuori dalla porta, sbattendola dietro di sé. Quasi immediatamente, tornò indietro, mi ringraziò per l’incontro, e di nuovo andò via sbattendo la porta.
Non sapevo che anche sua figlia era stata abbandonata da un uomo che l’aveva messa incinta e che lui ora sentiva di essere alla pari con quell’uomo che aveva tanto odiato. Lo seppi dopo molto tempo,perchè mi spiegò tutto in una lettera che mi aveva scritto nel tentativo di giustificare il suo comportamento.
In tutta la mia vita non ho mai rifiutato di dare una mano a chiunque si trovasse nel bisogno, non importa quale sacrificio o inconveniente fosse necessario da parte mia – e ora nel mio momento di bisogno,quell’aiuto mi era stato negato. Si… Negato….
La bomba che era in attesa dentro di me, proprio al centro del mio essere, alla fine esplose.
Era una specie di suicidio, perché volevo morire ed il mio corpo era troppo stanco per opporsi.
Vivere si era rivelato un compito arduo, la vita aveva perso il suo significato, non riuscivo più a capire i miei figli, ed ero arrivata a non gradire il mio aspetto fisico, il mio corpo in sovrappeso, sentirmi cioè brutta, vecchia e grassa. Sapevo che l’ Aldilà era migliore, così avevo deciso di tornare lì. Volevo morire e così ho fatto. Non avevo modo di sapere se fossi davvero morta o no, so solo che il mio corpo mi abbandonò, cadendo su una grande poltrona ben imbottita.
Questa volta mi spostai, non ero più nel mio ambiente; rapidamente iniziai a muovermi attraverso la parte superiore della mia testa poi, risalendo attraverso il soffitto, il tetto e il cielo notturno mi diressi verso un universo pieno di stelle che mi guardavano. La mia velocità accelerò fino a quando notai in una distesa sottile, un ‘tagliò di luce luminoso davanti a me, una “lacerazione” nello spazio come un “labbro”, d’una luminosità così intensa che era ben al di là della luce normale, eppure potevo guardare senza alcun dolore o fastidio. Ero pratica di meditazione e l’avevo insegnata per quasi un decennio ed ogni sorta di luce eterica mi era familiare, ma questa luce non era come quelle che conoscevo. Era più intensa, più penetrante, più luminosa, più potente, ben al di là di ogni mio punto di riferimento. Più mi avvicinavo, più aumentava la separazione presente nello spazio, fino a che, raggiuntone il bordo, ne fui assorbita, come inghiottita da un campo di forza. Non posso descrivervela diversamente se non definendola “divina”.
C’ero riuscita, ero dove volevo essere:ero dentro la beatitudine!
Davanti a me si profilavano due giganteschi, enormi, masse che incredibilmente giravano a grande velocità, come cicloni. Una era rovesciata rispetto all’altra, formando così una sorta di clessidra, ma dove i loro apici avrebbero dovuto toccarsi, c’erano invece degli incredibili potentissimi raggi di energia, scagliati in tutte le direzioni. Il ciclone superiore girava in senso orario, quello inferiore in senso antiorario, ma ai lati erano un po ‘gonfi, piuttosto che essere più sottili, come ci si poteva aspettare, data l’enorme velocità di rotazione. Io galleggiavo ad un’altezza posta a circa metà strada in relazione ai cicloni che apparivano ancora lontani. Fissai lo spettacolo davanti a me incredula. Erano così poderosi, così inaspettati. Mentre li fissavo, riconobbi me stessa, Phyllis, nel ciclone superiore. Anche se solo un granello, l’ho potuta vedere chiaramente e, a lei sovrapposta,c’erano tutte le sue vite passate e tutte le sue vite future che accadono nello stesso momento, nello stesso spazio, così come la sua vita presente.
Tutto stava accadendo contemporaneamente! Intorno a Phyllis c’erano tutti gli altri che aveva conosciuto ed intorno a loro molti altri. La stessa cosa stava accadendo a tutte queste persone, come stava accadendo a Phyllis. Il ciclone diventò pieno zeppo di gente ed ebbi la sensazione di vedere tutta la vita, lo stesso fenomeno che stava accadendo a tutti. Passato, presente e futuro non sono separati, ma, invece, si compenetrano come un ologramma multiplo combinato con la sua immagine riflessa. Non c’era su o giù, destra o sinistra, avanti o indietro. C’era solo dentro e fuori, era come se l’universo e tutta la creazione respirassero….. Il mio interesse era focalizzato sul centro, dove gli apici avrebbero dovuto toccarsi, laddove era quell’energia potente, esplosiva, da cui quei raggi si originavano. La forza emanata da quel posto era così grande, la sua radiazione così potente e intensa, che faceva male a guardarlo. Ecco dove volevo andare indipendentemente da ciò che tale scelta poteva significare.
Ebbi la sensazione che quel luogo, quello spazio, in qualche modo portavano a Dio. Volevo conoscere Dio, volevo sapere chi e che cosa Dio veramente fosse, così incominciai a muovermi verso quei raggi.
Nel frattempo, mio figlio si stava divertendo con i suoi amici al bar, bevendo, ridendo e parlando dei vecchi tempi. Aveva un boccale di birra a mezz’aria quando improvvisamente lo mise giù, di fronte ai suoi amici; si alzò dalla sedia e disse: «Mia madre ha bisogno di me. Devo andare ad aiutare mia madre! ” lasciando sbigottita tutta la compagnia.
Ho sentito la voce di Kelly proprio quando stavo abbastanza vicina al nucleo centrale, pronta a provare l’intensità penetrante di ogni raggio ed essere quasi accecata dallo splendore. La sua voce aveva attirato la mia attenzione. Quando mi voltai, ero esitante. Anche se non potevo sentire le sue parole, c’era qualcosa di strano nel suono. Non sentivo la voce di un figlio che ama sua madre, era invece la voce di un essere umano che liberamente dava il suo amore ad un altro essere umano, perché voleva, non perché doveva o perché me lo aspettavo da lui. C’era solo Amore. Amore così forte e ricco, così caldo, fresco e gioioso, così generoso e incondizionato, che sembrava il più grande di tutti i doni.  L’amore incondizionato! Ero così felice di scoprire che una cosa del genere esisteva anche sulla terra, così mi allontanai dai ‘cicloni’, oltre il bordo di questo mondo di luce che mi aveva inghiottito, e indietro attraverso il cielo notturno, tornai a casa mia, scendendo rapidamente per re-inserirmi nel mio corpo, ancora una volta attraverso la parte superiore della testa.
Questa volta il mio corpo non volle rispondere, lo sentivo più freddo, più rigido. Fui presa dal panico.
Immediatamente, diedi ordine ad ogni cellula, gridando, chiedendo scusa a ciascuna di esse per quello che avevo fatto, con la promessa di non essere più così sconsiderata, che ero tornata per restare ed avrei fatto tutto il possibile per ritrovare la salute. Continuavo a gridare alle cellule di svegliarsi subito, ero qui per rimanere ed avevamo tutti un lavoro da fare. I polmoni sono stati gli organi più difficili da riavviare e così ho soffiato e soffiato e soffiato fino a quando un rèfolo d’aria non è entrato nella testa. Sbattei le palpebre per un attimo, poi cercai di stare in piedi, solo per capire se “tutti” si erano svegliati e se tutte le cellule erano sensibili. Fu un bene essere tornata. Ho davvero potuto ricostruire la mia vita. Mio figlio mi mise a letto e dormii a lungo e profondamente.
Se questo è vero, se le mie esperienze sono state davvero reali, allora c’è davvero un unico Onnipotente attraverso e dietro a tutte le cose. Dio! Ciò significa, dunque, che Dio non è una favola, non un pio desiderio, non è uno scherzo, non é una leggenda.
Significa che Dio è reale. Che Dio esiste.

Nel 1998, mentre operava su un paziente, il Dr.Emile Allen rimase accidentalmente fulminato e sperimentò una esperienza di pre-morte. Stava usando l’ elettrocauterio (bisturi elettrico) che aveva maneggiato
senza incidenti migliaia di volte nel corso della sua carriera, quando: “…improvvisamente, in una frazione di secondo, un suono come un grande pop! ed un arco di energia elettrica partì dallo strumento”.
Dopo momenti di dolore lancinante, il dottor Allen ha vissuto un breve e sorprendente interludio prima di riprendere conoscenza.
“Non so per quanto tempo sono rimasto incosciente, secondi, o minuti, ma in quel periodo nel buio, ho sentito una voce che mi diceva:
< Non sono ancora pronto per te. Hai ancora parecchio lavoro da fare.>
Questa voce proveniva da una figura amorfa, una mal definita forma del volto di una
persona venuta fuori dall’ombra, entrata bruscamente nel mio campo visivo. Non
riuscivo a capire se fosse la voce d’un uomo o d’una donna.”
Allen ha riascoltato ripetutamente quella frase, prima di svegliarsi a causa del dolore intenso.
Egli avrebbe poi conosciuto l’entità del danno subito, nelle nuove vesti di paziente di se stesso.
Oltre alla NDE, ebbe un altro episodio di coscienza espansa, raccontata in Eaten By The Tiger, un’esperienza fuori dal corpo che si è verificata anni più tardi . Il dottor Allen fu seguito da suo padre, che era un Urologo, e sua madre, infermiera in pensione e da diversi specialisti californiani. Ad un certo punto stava prendendo 36 pillole al giorno da nove diverse prescrizioni, pur avendo rifiutato gli stupefacenti, perché aveva visto troppi pazienti lottare contro la dipendenza, scegliendo invece di utilizzare il biofeedback e la meditazione, insieme a varifarmaci, per controllare il dolore cronico del braccio e della mano,l’emicrania, lo stress post-traumatico e la depressione. ‘Avevo perso la libertà e l’indipendenza. Avevo perso la mia carriera, la mia posizione nella comunità, ed i miei pazienti. Avevo perso la mia casa, il mio stile di vita, e la mia importanza come uomo.
Avevo perso tante cose – e tutto allo stesso tempo. Presto mi resi conto che ero in lutto per la perdita della mia identità, manifestandosi così i segni e i sintomi della depressione.’
Il dottor Allen ha così commentato la diagnosi di depressione:
“Se ponete le domande giuste, troverete di frequente che le persone non sono depresse, invece,
possono essere in una sorta di lutto per una perdita che deve essere identificata ed elaborata.».
Dopo terapia iperbarica, anestesie tronculari,ecc. il dottor Allen sviluppò una grave infezione che richiese pesanti terapie con antibiotici ed antidolorifici. Ancora una volta dovette rimanere a casa per una settimana, non sapendo che ne sarebbe stato della sua salute. Mentre si stava riprendendo e rifletteva sui cambiamenti della sua vita, sentì la stessa voce che aveva udito mentre ero sdraiato sul pavimento della sala operatoria a lottare per la sua vita. “Il messaggio giungeva ripetutamente nella mia testa. Che cosa voleva dire? Non ne avevo idea. Come avrei potuto contribuire quando tutto stava crollando dentro di me e intorno a me?”
Uno psicologo clinico ha aiutato il dottor Allen, insegnandogli ad identificare le sue sofferenze  non come problemi, ma come sfide o lezioni di vita. “Quando ho accettato questo, la mia prospettiva è cambiata e, da vittima
delle circostanze son diventato un vincitore .”

Quando a suo padre fu diagnosticato un cancro al polmone, il dottor Allen -che aveva avuto a che
fare con migliaia di malati nel corso della sua carriera- disse:
“Ho visto raramente pazienti che muoiono a causa del cancro stesso, la maggior parte di loro soccombono alle complicazioni dei trattamenti medici che spesso sono di gran  lunga peggiori della naturale progressione del cancro.”
(Il vostro WM è pienamente d’accordo con lui!)
Dopo che a suo padre era stata posta la peggiore diagnosi possibile di cancro, continuare a fumare diminuì di molto le speranze di vita del genitore, sebbene avesse accettato le terapie convenzionali, chemio e radioterapia. La conseguente psicosi da corticosteroidi, attribuita in parte agli alti dosaggi di cortisonici somministrati per diminuire il rischio di edema cerebrale da radiazioni,fu causa della sua decisione di bruciare tutti i beni di famiglia, dopo aver riflettuto sulla natura effimera dei possedimenti materiali. Nel 2007 il dottor Allen stava lavorando come consulente medico e ancora alle prese con sentimenti di perdita e di fallimento. Aveva deciso di partecipare ad un ritiro spirituale di dieci giorni nelle isole Figi. Quando il suo Dasaji, Rajesh (Guida) , gli disse:
“Devi lasciare che la tigre ti mangi, in modo da poter vivere”,
Allen non riusciva a capire cosa volesse dire. Durante la meditazione, un pomeriggio,
sentì nuovamente la voce: “hai parecchio lavoro da fare.” Questa volta, ci fu un altro evento:
‘Improvvisamente, ho visto il mio corpo seduto a terra, mentre il mio spirito, come l’ho definito, è salito e guardava verso il basso. Mi resi conto che stavo galleggiando sopra la sala e potevo vedere ogni persona, chiaro come il sole. La mia coscienza era così vivida che avrei potuto rilevare anche i sottili movimenti di alcune persone che spostavano i loro corpi su posizioni più confortevoli.
L’OBE continuò fino a quando venne urtato da qualcuno che lasciava la stanza, interrompendo il suo stato meditativo.” Ha poi notato che il suo cuore batteva a circa metà della sua frequenza normale. “Mentre sentivo come se fossero passati solo pochi minuti, sono rimasto sorpreso  quando ho scoperto che ero rimasto in meditazione per oltre un’ora!”
In seguito, potette riscontrare un’accresciuta percezione sensoriale del mondo che lo circondava.
Spiegato al Dasaji che aveva sentito la pace di un altro mondo, Rajesh gli spiegò il significato della
la metafora di lasciare che la tigre lo mangiasse:
“Emile, sei vissuto nella paura della tigre per tanti anni e sei salito su un albero per
allontanartene , ma ti sei attaccato ad un ramo e non hai voluto lasciarti andare …
oggi finalmente puoi lasciare quel ramo e avere fede che Dio ti afferri. “

Tutti conoscerete l’incredibile NDE del Dr. Rodonaia,ma non cosa gli sia accaduto dopo. Dal sito di Kevin Williams, ecco una breve,ma profonda intervista,all’ex medico (poi divenuto Pastore d’una Chiesa Metodista) poco prima che lasciasse per sempre questo piano di esistenza, il 12 ottobre 2004 per insufficienza cardiaca.

“Ero ancora totalmente immerso in tutte queste scoperte e questa esperienza meravigliosa, quando qualcuno cominciò a tagliarmi l’addome. Ve lo immaginate? Era successo che ero stato portato all’obitorio, dichiarato morto e lasciato lì per tre giorni, sicchè era stata disposta un’autopsia per stabilire la causa della mia morte. Quando hanno iniziato a tagliarmi lo stomaco, sentii come se una grande forza mi avesse afferrato per il collo e spinto verso il basso. Ed era stata così potente che aprii gli occhi e provai questo grande senso di dolore. Il mio corpo era freddo e ho cominciato a tremare. Hanno immediatamente fermato l’autopsia e mi hanno portato in ospedale, dove sono rimasto per i successivi nove mesi, la maggior parte dei quali trascorsi sotto un respiratore. Lentamente riguadagnai la salute. ma non sarei stato mai più lo stesso, perché tutto quello che volevo fare per il resto della mia vita era studiare la saggezza divina. Questo nuovo interesse mi ha poi portato a frequentare l’Università della Georgia, dove ho preso la mia seconda laurea in psicologia della religione e così sono diventato un sacerdote nella Chiesa Ortodossa Orientale. Alla fine, nel 1989, io e la mia famiglia ci siamo trasferiti in America,dove sto lavorando come pastore associato presso la First United Methodist Church in Nederland, Texas. Molte persone mi hanno chiesto ora a cosa credo, come la mia NDE mi abbia cambiato la mia vita. Tutto quello che posso dire è che ora credo nel Dio dell’universo. A differenza di molte altre persone, però, non ho mai chiamato Dio Luce, perché Dio è al di là della nostra comprensione. Dio, io credo, è ancora più che la luce, perché Dio è anche oscurità.  Dio è tutto ciò che esiste, tutto – e va oltre la nostra capacità di comprenderLo pienamente. Quindi non credo nel Dio degli Ebrei, o dei Cristiani,o degli Induisti, o in una qualsiasi idea religiosa di ciò che Dio è o non è. E’ sempre lo stesso Dio, quello che mi ha mostrato che l’universo in cui viviamo è un mistero bello e meraviglioso che è collegato a tutto. Per sempre .Chiunque abbia avuto una tale esperienza di Dio, che ha sentito un profondo senso di connessione con la realtà, sa che c’è solo un lavoro veramente significativo da fare nella vita: è l’amore. Amare la natura, amare le persone, amare gli animali, amare la creazione stessa, proprio perché esiste. Servire la creazione di Dio con mano amorevole piena di generosità e compassione è l’unica esistenza significativa. Molte persone si rivolgono a coloro che hanno avuto una NDE perché sentono che noi abbiamo tutte le risposte, ma so che questo non è vero, almeno non del tutto.  Nessuno di noi avrà pienamente capito le grandi verità della vita fino a quando non si unirà finalmente con l’eternità, dopo la morte. Ma di tanto in tanto si riesce ad intravedere la risposta qui sulla Terra, il che è per me più che sufficiente. Mi piace fare domande e cercare risposte, ma so che alla fine devo viverle queste domande e queste risposte. Ma questo va bene, non è vero? Fino a quando amiamo, amiamo con tutto il cuore e la passione, non importa perchè. Forse il modo migliore per me di trasmettere quello che sto cercando di dire è di condividere con voi qualcosa che il poeta Rilke scrisse in una lettera ad un amico. Ho visto questa lettera, la lettera originale scritta a mano, nella biblioteca dell’Università di Dresda, in Germania : “Sii paziente con tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore. E cerca di amare le domande stesse. Non cercare le risposte che non possono essere fornite,perchè non saresti in grado di conviverci. Il punto è vivere ogni cosa, vivere ora con le tue domande, e forse senza saperlo, un giorno avrai le risposte. ” Ho fede in tutto questo . Vivi le domande, e l’universo si aprirà ai tuoi occhi. DR.- REV. GEORGE RODONAIA

Le esperienze di premorte Indù qui illustrate sono tipiche dei casi studiati in India dai ricercatori Satwant Pasricha e Ian Stevenson. Il soggetto non guarda il suo corpo fisico,come fanno molti soggetti occidentali,viene invece preso in consegna da “messaggeri” e portato davanti ad un uomo, o una donna, che viene spesso descritto/a mentre consulta un libro. Un errore viene scoperto:è stato commesso uno sbaglio di persona che viene poi riportata dai messaggeri alla sua vita terrena, oppure il soggetto è “spinto verso il basso” e rinasce. L’errore presumibilmente fatto è spesso leggero: una persona con lo stesso nome, ma d’una casta diversa, o qualcuno che vive in un villaggio diverso, ma vicino, che dovrebbe essere morto al posto del soggetto della NDE. In sei casi gli informatori hanno detto che un’altra persona “corretta” è morta circa nel momento in cui il soggetto si è ripreso, ma i ricercatori non hanno verificato la veridicità di queste morti. Al contrario, i soggetti occidentali di solito non danno motivo (in termini psicologici) per il loro recupero:di solito hanno deciso di tornare di propria iniziativa, spesso per amore verso i membri della loro famiglia,o raccontano che il loro “tempo non è ancora venuto.” Soggetti indiani a volte riportano incontri con parenti e amici nell’ Altro Regno in cui si trovano, ma queste persone non hanno nulla da fare o da dire sulla prematurità della morte del soggetto e la necessità di continuare a vivere. Questa idea della prematurità della morte o del “tempo che non è ancora venuto” si verifica in entrambe le culture, ma le persone coinvolte nel “ritorno alla vita” sono diverse. Nel complesso, Pasricha e Stevenson hanno scoperto 16 racconti di pre-morte in India. Più tardi Pasricha ha documentate altre 29 esperienze . Dal confronto si rileva quanto segue: (1) In 45 NDE Indù, Pasrich e Stevenson non hanno trovato prove dell’esperienza del tunnel che si trova spesso nei racconti occidentali,tuttavia, un altro ricercatore, Susan Blackmore, ha riportato notizie di una esperienza del tunnel nella sua ricerca su 8 NDE Indù. (2) Solo un racconto citava una OBE, che è un altro aspetto che si trova spesso nei racconti occidentali,ma Osis e Haraldsson hanno trovato più riscontri di OBE nelle loro ricerche, sempre nelle esperienze indiane. (3) In linea con i racconti occidentali,anche in quelle degli Indù viene riportato un esame retrospettivo della vita,tuttavia, mentre nei primi esso consiste in una visione panoramica di tutta la vita di una persona, in quelli degli Indù qualcuno legge l’archivio della vita della persona morente (chiamato il disco “akashico”). In ambienti cristiani, questo è equivalente alla lettura del “Libro della Vita”, come noto dalla Dottrina Cristiana della Resurrezione. Nei circoli Indù, è una credenza tradizionale che la lettura del Registro Akashico di una persona si verifica immediatamente dopo la morte e questo concetto è ampiamente creduto dagli Indù, in tutta l’India. Tuttavia, la revisione panoramica della vita che viene comunemente riferita nei racconti occidentali, non appare in quelli indiani. (4) Come nei racconti occidentali, anche quelli indiani descrivono l’incontro con divinità religiose ed i cari defunti. I ricercatori Karlis Osis e Erlendur Haraldsson hanno documentato i primi principali racconti di NDE in India. Nelle loro interviste a 704 persone che vivono in India ,sono venuti a galla 64 casi di NDE.  I racconti restanti avevano a che fare con le visioni sul letto di morte.

al Libro Di Kevin Williams: Non c’è nulla di meglio della morte (Free Download-)
Beverly Brodsky era cresciuta a Philadelphia in una famiglia conservatrice ebraica, in un quartiere abitato per lo più da Ebrei, ma fin dall’adolescenza si professò come atea. Dal momento in cui, all’età di otto anni, seppe della Shoah, si era sempre rivolta con rabbia contro ogni fede in Dio. Come potrebbe Dio esistere e permettere il verificarsi d’una cosa del genere? Nel mese di luglio 1970, le sue domande hanno avuto risposta, quando un incidente in moto l’ha portata ad avere una NDE.
La sua esperienza è riportata nel libro Lezioni Dalla Luce del Dr. Kenneth Ring.
Ring descrive la sua NDE come: “…probabilmente, la più commovente del mio intero archivio.”

In qualche modo una pace inaspettata scese su di me.
Mi ero ritrovata a galleggiare vicino al soffitto, al di sopra del letto a guardare il mio corpo privo di sensi. Ebbi appena il tempo di realizzare la stranezza della situazione – che ero io, ma non nel mio corpo – quando venni raggiunta da un Essere radioso, immerso in un alone bianco, scintillante.
Come me, questo Essere volava, ma non aveva le ali. Ho provato un forte timore, quando mi rivolsi a lui: non era un Angelo, o uno Spirito ordinario, ma era stato inviato per liberarmi e, dall’Amore e dalla dolcezza che emanava, capii che ero in presenza del Messia.
Chiunque fosse, la sua presenza aumentò la mia serenità e risvegliò in me un sentimento di gioia, come se avessi riconosciuto in Lui il mio compagno. Delicatamente mi prese la mano e volammo attraverso la finestra. Mi sentii sorpresa dalla mia capacità di farlo ma, con accanto questa presenza meravigliosa, tutto era come doveva essere.
Sotto di noi c’era lo splendido Oceano Pacifico … Ma la mia attenzione era ora diretta verso l’alto, dove c’era una grande apertura circolare. Anche se sembrava essere profonda, si vedeva una luce bianca splendere in lontananza, attraverso il buio.
Era la luce più brillante che avessi mai visto. Il tunnel girava ad angolo verso l’alto, obliquamente, a destra ed io, ancora mano nella mano con Lui, fui condotta nell’ apertura del piccolo passaggio buio.
Poi ricordo che percorremmo una lunga strada verso l’alto, verso la luce. Credo che mi stessi muovendo molto velocemente, ma in quel regno tutto sembrava essere fuori dal tempo.
Infine, raggiunsi la mia destinazione. Solo quando uscii dall’altra estremità del tunnel mi resi conto che non ero più accompagnata dall’Essere che mi aveva portato lì, ma non ero sola: davanti a me, c’era la presenza viva della Luce. In Essa ho percepito un’ intelligenza che tutto pervade: la saggezza, la compassione, l’amore e la verità. Non c’era né forma né sesso per descrivere questo Essere perfetto, ma io lo chiamerò sempre LUI, ed in Lui c’era tutto, come la luce bianca contiene tutti i colori di un arcobaleno nell’attraversare un prisma. Allora in me è giunta una presa di coscienza immediata e meravigliosa:
Io, proprio io,ero alla presenza di Dio.

Subito mi scagliai contro di Lui con quelle domande che mi ero sempre posta in merito a tutte le ingiustizie che avevo visto nel mondo fisico. Non so se lo feci deliberatamente, ma capii che Dio conosce tutti i nostri pensieri e risponde immediatamente, telepaticamente.
La mia mente era come nuda, infatti, ero diventata mente allo stato puro.  Il corpo etereo con cui avevo viaggiato attraverso il tunnel sembrava non esistere più, era solo la mia intelligenza che si confrontava con la Mente Universale, che a sua volta era rivestita di una luce gloriosa, vivida, più percepibile che visibile, dal momento che nessun occhio fisico poteva sopportare il suo splendore.
Non ricordo l’esatto contenuto della nostra discussione; nel processo di ritorno non sono giunte con me sulla Terra quelle intuizioni che invece erano così chiare e soddisfacenti in Cielo .
Sono sicura di aver posto la domanda che mi aveva afflitto fin da bambina sulle sofferenze del mio popolo, ma ricordo solo che mi fu risposto che c’e una ragione per tutto quello che è successo, non importa quanto orribile ci sia sembrato nel regno fisico.
Dentro di me, come mi venivano date la risposte, la mia mente risvegliata aveva risposto sempre allo stesso modo: “Certo,lo so già… Come potrei aver dimenticato.”  In effetti, sembra che tutto ciò che ci accade avviene per uno scopo ben
preciso e tale scopo è già noto al nostro Sé Eterno.

Con il tempo le domande cessarono, perché improvvisamente era ripiena di tutta la saggezza trasmessami dell’Essere di Luce. Mi vennero date più che delle semplici risposte alle mie domande e tutta la conoscenza possibile si dischiuse in me, come in una fioritura istantanea di un numero infinito di fiori. Ero piena della conoscenza di Dio, ed in questa totale espressione della sua Essenza, sono stata un tutt’uno con Lui. Ma il mio viaggio di scoperta era solo all’inizio.
Ora mi veniva offerto un viaggio straordinario attraverso l’universo. Immediatamente abbiamo viaggiato fino al centro di stelle nascenti, supernove che esplodono e molti altri stupendi eventi celesti a me ignoti. L’impressione che ho ora di questo viaggio è che l’universo è un unico grande oggetto, intessuto tutto dell’identico tessuto. Spazio e tempo sono illusioni che ci tengono legati al nostro piano di esistenza, là tutto è presente contemporaneamente.
Ero come un passeggero su una nave spaziale divina da cui il Creatore mi mostrato la pienezza e la bellezza di tutta la sua creazione. L’ultima cosa che ho visto prima di tutto si fosse concluso, è stato un fuoco stupendo – il cuore ed il centro di una stella meravigliosa-. Forse era una simbolica benedizione, tutta per me. Tutto si dissolse ad eccezione di un vuoto ricco di pienezza, in cui io e Lui eravamo tutto ciò che esiste, dove avevo sperimentato, in una magnificenza ineffabile, la comunione con l’Essere di Luce. Ora, non solo ero stata nutrita con tutta la Conoscenza, ma anche con tutto l’Amore possibile. Era come se la Luce si fosse riversata in me ed attraverso me.
Sono stata oggetto di adorazione di Dio e, dal Suo/nostro Amore, ho ricevuto vita e gioia al di là di ogni immaginazione. Il mio essere è stato trasformato, le mie delusioni, i peccati ed i miei sensi di colpa sono stati perdonati ed eliminati senza chiedere, e ora ero diventata Amore, Essere primordiale, beatitudine. E, in un certo senso, io rimango lì, per l’Eternità.
Una tale unione non può essere spezzata. E’ sempre stato, è, e sarà così.
Improvvisamente, senza sapere come o perché, tornai nel mio corpo ferito, ma miracolosamente avevo portato con me amore e gioia. Ero piena di un’estasi di là dei miei sogni più selvaggi.
Qui, nel mio corpo, ogni dolore era stato rimosso. Ero ancora perfusa da un piacere senza limiti.
Per i due mesi successivi sono rimasta in questo stato, ignara di qualsiasi dolore. Mi sentivo come se fossi nata di nuovo, avevo visto meraviglie ovunque, tutto era vivo e pieno di energia ed intelligenza.
Anche se sono passati 20 anni da quando ebbi il mio viaggio celeste, non ho mai dimenticato nulla. Non ho mai dubitato della sua realtà, incurante di espormi al ridicolo ed all’incredulità altrui.
Nulla di così intenso ed in grado di cambiarmi la vita potrebbe essere stato un sogno o un’allucinazione. Al contrario, ritengo che questa vita sia una fantasia passeggera, un breve sogno che si concluderà quando di nuovo mi risveglierò alla presenza eterna
di quel Dispensatore di Vita e di Beatitudine.

Un curioso fenomeno, poco conosciuto in Occidente, ma familiare ai tibetani, è il “Delok” che in Tibetano significa “colui che è ritornato dalla morte”.
Tradizionalmente i Deloks sono persone che apparentemente “muoiono” a causa di una malattia, viaggiano nel Bardo (una delle tante zone dell’Aldilà (secondo la tradizione buddista- tibetana) per visitare i regni infernali dove assistono al giudizio dei Morti ed alle sofferenze dell’inferno. Qualche volta essi vanno anche nei paradisi dei regni del Buddha, accompagnati da una divinità che li protegge e spiega loro ciò che sta accadendo.  Dopo una settimana il Delok viene rinviato nel corpo con un messaggio per i viventi da parte del Signore della Morte, in cui li esorta alla pratica spirituale ed a stili positivi di vita. Spesso i Deloks hanno grande difficoltà a farsi credere e passano il resto della loro vita a raccontare le loro esperienze, al fine di attirare i miscredenti verso la via della saggezza. Le biografie di alcuni tra i più famosi Deloks sono state trascritte e molti menestrelli le cantano per tutto il Tibet. Un certo numero di racconti dei Delok corrispondono non solo, come ci si aspetterebbe, agli insegnamenti del Bardo (come il Libro Tibetano Dei Morti), ma anche alle moderne esperienze di quasi morte (NDE).
Lingza Chokyi era una famosa Delok che visse nel XVI secolo, morta di una misteriosa malattia durata un paio di settimane. Nella sua biografia racconta come sia riuscita a capire di esser morta, come si trovò fuori dal corpo e vide il cadavere di un maiale che giaceva sul suo letto, con indosso i suoi vestiti. Freneticamente cercava invano di comunicare con la sua famiglia, per istruirli su come organizzare le cerimonie funebri, divenendo furiosa quando li vide non curarsi di lei nè offrirle alcun cibo.
Quando vide i suoi figli piangere, si sentì cadere addosso una sorta di “pioggia di pus e sangue” che le causò un dolore intenso, mentre provò una grande gioia ogni volta che si recitavano preghiere rituali e felicità incommensurabile quando finalmente giunse davanti al maestro che stava meditando per lei, sì che la sua mente e la sua divennero una.
Dopo un po ‘sentì qualcuno, che pensò fosse suo padre, chiamarla e lei lo seguì nel regno del Bardo, che le apparve come un paese. Da lì, ci dice, c’era un ponte che porta ai regni infernali, dove il Signore della Morte stava contando le azioni buone o cattive dei Morti. In questo regno Lingza incontrò varie persone che raccontavano le loro storie e vide un grande Yogin che era venuto nei
regni infernali, al fine di liberare gli esseri giunti lì. Infine Lingza Chokyi tornò in questo mondo perchè vi era stato un errore riguardante il nome e la famiglia: non era ancora il suo tempo per morire.
Con il messaggio del Signore della Morte inviato ai viventi, riprese possesso del suo corpo perfettamente risanato e trascorse il resto della sua vita raccontando ciò che aveva imparato.
Il fenomeno del Delok non è semplicemente un fatto storico, ma continuava ad essere riportato fino a poco tempo fa in Tibet. Ci sono molte somiglianze fra gli insegnamenti sulla vita dopo la morte, come rivelato dal Libro tibetano dei Morti, e le NDE.
Nella esperienza di quasi morte, la mente è momentaneamente liberata dal corpo e passa attraverso una serie di esperienze simili a quelle del corpo mentale nel “Bardo del divenire.”
L’esperienza di quasi morte molto spesso inizia con un’uscita fuori dal corpo che viene visualizzato, così come l’ambiente circostante, il che coincide esattamente con quanto descrive il Libro Tibetano dei Morti. Nel Bardo del divenire, Essi sono in grado di vedere e sentire i loro parenti viventi, ma non sono capaci, a volte in modo frustrante, di comunicare con loro.Il corpo mentale è descritto, sempre nel suddetto libro, “come un corpo del periodo aureo”, e possiede una mobilità quasi soprannaturale oltre alla chiaroveggenza. Anche i Ritornati riferiscono di ritrovarsi in un corpo che era quello che possedevano nel fiore della vita e che possono viaggiare istantaneamente, semplicemente con la forza del pensiero.Sempre negli insegnamenti tibetani, il corpo mentale è descritto come capace d’incontrare altri Esseri e così, allo stesso modo, il Ritornato è spesso in grado di dialogare con altri sperimentando visioni e ricevendo messaggi in regni diversi: ben sappiamo che una piccola percentuale di loro racconta di mondi interiori, di paradisi, di città di luce e musica trascendentale.Naturalmente, la somiglianza più sorprendente è l’incontro con l’Essere di Luce, o la “Chiara Luce”, come definita nel suddetto Libro. Secondo gli insegnamenti tibetani, al momento della morte, la Chiara Luce brilla in tutto il suo splendore davanti alla persona morente a cui dice:  “Oh figlio / figlia di una famiglia illuminata … il tuo Rigpa (retta conoscenza- NdR-) è inseparabile luminosità e vuoto, e permane come una grande distesa di Luce, al di là della nascita o della morte, esso è, infatti, il Buddha della Luce che non muta”. Molti Ritornati sono convinti che l’Essere di Luce che hanno incontrato è il loro Sé Superiore ed anche questo dato è certamente in accordo con gli insegnamenti tibetani.
La revisione della vita appare di continuo nella esperienza di quasi morte e dimostra chiaramente l’ineluttabilità del karma ed i potente effetti di vasta portata di tutte le nostre azioni, parole e pensieri. Il messaggio centrale che ci riportano dal loro incontro con la morte, o dalla presenza dell’ Essere di Luce, è esattamente lo stesso di quello impartitoci da Buddha e dagli insegnamenti del Bardo:
he le qualità essenziali e più importanti della vita sono l’amore e la conoscenza, la compassione e la saggezza.
Il Bardo insegna pure che la vita e la morte sono nella notra stessa mente. La fiducia in sè stessi che molti Ritornati sembrano avere dopo questa esperienza, riflette questa comprensione più profonda della mente. Non tutte le descrizioni delle esperienze di pre-morte, tuttavia, sono positive ed anche questo corrisponde con la dottrina tibetana. Alcune persone riferiscono di esperienze terrificanti, piene di paura, panico, solitudine, desolazione e tristezza, che ricordano vividamente le analoghe descrizioni del Bardo del divenire. In molte esperienze pre-morte, un confine o un limite viene talvolta percepito, come se un punto di non ritorno fosse stato raggiunto. Arrivato a questo confine, la persona sceglie (o è istruita) di tornare alla vita terrena, talvolta dalla stessa Entità di Luce. Naturalmente, nel Bardo tibetano non viene riportato nessun confine, perché in esso si descrive ciò che accade ad una persona che muore veramente.
E ‘stato detto che la NDE può essere vista come un dispositivo evolutivo per giungere ad una trasformazione dell’umanità nel suo insieme, durante un periodo di molti anni, su milioni di persone (Ring, 1985). Se questo è vero o no dipende da noi. Se abbiamo davvero il coraggio di affrontare le implicazioni dell’esperienza di pre-morte e gli insegnamenti del Bardo, potremo, per tappe, trasformare noi stessi per trasformare il mondo che ci circonda e, quindi, l’intero futuro dell’umanità.

< Da buon Neurochirurgo, non credevo nel fenomeno delle esperienze di premorte (NDE), essendo cresciuto in un mondo prettamente scientifico, figlio, oltretutto, d’un Neurochirurgo. Ho seguito il percorso di mio padre e son diventato un Accademico, avendo insegnato alla Harvard Medical School ed in altre Università, per cui capisco bene cosa succede al cervello umano quando è vicino alla morte.
Così, avevo sempre creduto che ci fossero buone spiegazioni scientifiche per i riferiti viaggi fuori dal corpo descritti da coloro che erano scampati alla morte grazie alle moderne tecniche di rianimazione.
Il cervello è un meccanismo sorprendentemente sofisticato, ma anche estremamente delicato, basta ridurre la quantità di ossigeno che riceve, anche di minimi apporti, ed esso reagirà in qualche modo.
Non era per me una grande sorpresa sentire che chi aveva subito un grave trauma sarebbe tornato dall’esperienza con strane storie. Il che non significa che si erano davvero recati da qualche parte….
Anche se mi consideravo un fedele Cristiano, lo ero più di nome che di fatto, nè per fede vera e propria. Non ritenevo d’invidiare coloro che hanno voluto credere che Gesù fosse più di un semplice uomo buono che aveva sofferto per mano del mondo, ma simpatizzavo profondamente con coloro che credono che ci sia un Dio da qualche parte, là fuori, un Dio che ci ha amati incondizionatamente.
In realtà, io invidiavo queste persone per la sicurezza di quelle convinzioni espresse senza dubbio alcuno. Come scienziato, semplicemente sapevo, però, che era meglio credere in me stesso.
Nell’autunno del 2008, tuttavia, dopo sette giorni di coma in cui era inattivata la parte umana del mio cervello, la neocorteccia, ho sperimentato qualcosa di così profondo che mi ha dato una ragione scientifica per credere nella continuità della coscienza dopo la morte. So bene che racconti come il mio non sono ben accetti dagli scettici, quindi vi racconterò
la mia storia con la logica ed il linguaggio dello scienziato che sono.

Una mattina di quattro anni fa mi sono svegliato con un mal di testa molto intenso.
In poche ore, tutta la mia corteccia – la parte del cervello che controlla il pensiero e le emozioni, e che, in sostanza, ci rende umani – è andata fuori uso. I Medici del Lynchburg General Hospital, un ospedale dove ho lavorato in passato, stabilirono che, in qualche modo, avevo contratto una meningite batterica molto rara che colpisce per lo più i neonati: batteri d’Escherichia Coli erano penetrati nel mio liquido cerebrospinale e mi stavano distruggendo il cervello.
Quando sono entrato nella stanza di emergenza quel brutto mattino, le mie possibilità di sopravvivenza al di là di uno stato vegetativo erano già basse e ben presto divennero quasi inesistenti. Per sette giorni rimasi in uno stato di coma profondo, il mio corpo non rispondeva più, il cervello era completamente off-line. Poi, la mattina del mio settimo giorno in ospedale, mentre i medici soppesavano se interrompere il trattamento o meno, i miei occhi si spalancarono.
Non esiste una spiegazione scientifica per il fatto che, mentre il mio corpo giaceva in coma, la mia mente – la mia coscienza, il mio io interiore – era vivo e vegeto. Mentre i neuroni della mia corteccia erano storditi, per poi diventare completamente inattivati dai batteri che li avevano attaccati, il mio cervello senza coscienza si recò in un’altra, più grande dimensione dell’universo,
una dimensione che non avevo mai sognato esistesse e che il mio vecchio me stesso,
precedente al coma, sarebbe stato più che felice di bollare come semplicemente impossibile.
Quella dimensione, a grandi linee, é però la stessa descritta da innumerevoli esperienze di pre-morte ed in altri stati mistici: è lì… esiste davvero e quello che ho visto ed imparato mi ha catapultato letteralmente in un nuovo mondo: un mondo in cui noi siamo molto di più dei nostri corpi e cervelli, dove la morte non è la fine della coscienza, ma piuttosto un capitolo d’un viaggio vasto ed incredibilmente positivo. Io non sono la prima persona ad avere scoperto la prova che la coscienza esiste al di là del corpo. Brevi scorci meravigliosi di questo regno sono vecchi come la storia umana, ma, per quanto ne so, nessuno prima di me ha mai viaggiato in questa dimensione :
(1) mentre la loro corteccia era completamente spenta, e
(2), mentre il loro corpo era sotto osservazione medica continua, come nel mio caso, per tutti e sette i giorni del mio coma.
(Non siamo d’accordo: si veda la NDe di Pam Reynolds… -NdR-)
Tutti gli argomenti principali contro le esperienze di pre-morte suggeriscono che esse sono il risultato di minimi, transitori o parziali malfunzionamento della corteccia. La mia esperienza di pre-morte, tuttavia, non ha avuto luogo mentre la mia corteccia non funzionava bene: era semplicemente disconnessa. Questo è chiaro dalla gravità e dalla durata della meningite e dal coinvolgimento globale della corteccia cerebrale documentata da TAC ed esami neurologici.
Secondo le attuali conoscenze mediche del cervello e della mente, non c’è assolutamente alcun modo che io possa aver vissuto -anche con una coscienza debole e limitata- l’odissea iper-vivida e completamente coerente che ho sperimentato. Mi ci sono voluti mesi per venire a patti con quello che mi era successo, non solo con l’impossibilità medica di esser stato cosciente durante il coma ma, ancor più importante, con quanto mi è successo in quel periodo.
(Gli Scettici potrebbero obiettare che il viaggio sia avvenuto subito dopo il risveglio dal coma -NdR)

Verso l’inizio della mia avventura, mi trovavo in un luogo pieno di nubi grandi, gonfie, di color rosa-bianco, in forte contrasto rispetto al blu scuro del cielo.  Sopra le nuvole – incommensurabilmente più in alto, una folla di Esseri trasparenti, luccicanti schizzavano nel cielo, lasciando lunghe linee luminose dietro di loro. Uccelli? Angeli? Queste parole le pronunciai più tardi, quando stavo scrivendo i miei ricordi, ma nessuna rende giustizia a quegli Esseri che erano semplicemente diversi da tutto ciò che ho conosciuto su questo pianeta. Erano forme di vita più avanzate, forme superiori. Un suono, enorme e crescente, come un canto glorioso, calava dall’alto e mi chiedevo se fossero gli esseri alati che lo stavano producendo. Anche in questo caso, a pensarci dopo, mi venne in mente che la gioia di queste creature era tale che, per forza di cose, dovevano generare quei suoni, perchè non erano in grado di contenere la loro gioia. Il canto era palpabile, quasi materiale, come una pioggia che si può sentire sulla pelle, ma non ti fa sentire bagnato. Vedere e sentire non erano percezioni separate in quel luogo; ho potuto sentire la bellezza visiva dei corpi argentei, scintillanti, di quegli Esseri ed ho potuto vedere il crescendo di quella perfezione gioiosa del loro canto. Sembrava che non si potesse guardare o ascoltare qualsiasi cosa in quel mondo senza diventarne parte di esso, senza entrarne in sintonia in qualche modo misterioso e fondervisi. Tutto era diverso, ma tutto era anche una parte di tutto il resto, come i disegni ricchi ed intricati d’un tappeto persiano … o delle ali di una farfalla.

Divenne tutto ancora più strano. Per la maggior parte del mio viaggio, qualcun altro era con me. Una donna. Era giovane e ricordo il suo aspetto in modo molto dettagliato. Aveva zigomi alti e profondi, occhi azzurri, trecce d’un castano-dorato incorniciavano il suo bel viso.
La prima volta che l’ho vista mi ritrovai a cavallo insieme a lei su una superficie finemente modellata, che dopo un momento ho riconosciuto esser l’ala d’una farfalla. Infatti, milioni di farfalle erano tutte intorno a noi, grandi onde svolazzanti che si gettavano a capofitto giù nel bosco per poi tornare a volarci intorno. Era un fiume di vita e di colore che si muoveva attraverso l’aria.
Il vestito della donna era semplice, come da contadina, ma i suoi colori pastello -blu, indaco, arancia-pesca – avevano la stessa travolgente, vivace vitalità di tutto il resto che vedevo.
Lei mi guardò con uno sguardo che, se lo vedeste per cinque secondi, riempirebbe tutta la vostra vita, rendendola degna di essere vissuta, non importa cosa vi fosse successo fino ad allora.  Non era uno sguardo romantico, nemmeno uno sguardo di amicizia. Era uno sguardo che, in qualche modo, andava al di là di tutto questo, al di là di tutti i vari tipi di amore che abbiamo qui sulla terra.
Era qualcosa di più alto che conteneva tutti quegli altri tipi di amore e, al tempo stesso, molto più grande di tutti. Senza usare parole, mi parlò ugualmente.  Il messaggio mi attraversò come un vento, ed ho subito capito che era veritiero. Seppi, così, che quel mondo è reale, che non era una fantasia, passeggera ed inconsistente.
Il messaggio era triplice e, se dovessi tradurlo in linguaggio terreno, ve lo riferirei così:

“Tu sei amato e tenuto in gran conto, per sempre.”
“Non hai nulla da temere.”
“Non c’è niente che tu possa fare in modo sbagliato.”

Il messaggio mi riempì con una sensazione di enorme, incredibile sollievo. E’ stato come se mi fossero state impartite le regole d’un gioco che avevo giocato per tutta la vita, senza mai pienamente comprenderle. ‘Ti mostreremo molte cose qui’, mi disse la donna, ancora una volta senza utilizzare parole, ma guidando la loro essenza concettuale direttamente dentro di me.
‘Ma alla fine, devi ritornare’, aggiunse. Sorse subito in me una domanda: tornare dove?Un vento caldo soffiava, come quello che soffia nelle giornate estive più perfette, gettando lontano le foglie degli alberi e del passato che scorre come acqua celestiale. Una brezza divina. E ‘cambiato tutto, spostando il mondo intorno a me di un’ottava, d’una vibrazione ancor più elevata… Allora iniziai a porre domande senza dire una parola a questo vento ed all’Essere Divino che avevo percepito in esso:

Dov’è questo posto? Chi sono io? Perché sono qui?

Ogni volta che, in silenzio, tiravo fuori una di queste domande, la risposta arrivava subito in un’esplosione di luce, di colore, d’amore e di bellezza che entrava in me come un’onda che si infrange sulla riva del mare. Esse non si limitavano a soddisfare le mie domande, davano risposte, ma in un modo tale che il linguaggio era messo da parte, perchè quei pensieri entravano direttamente nel mio IO, ma non era il tipo di pensiero che noi sperimentiamo sulla terra, non era vago, immateriale, o astratto. Questi pensieri erano solidi ed immediati – “più caldi del fuoco e più umidi dell’ acqua” – e, non appena ricevuti, sono riuscito a capire immediatamente, e senza sforzo, concetti che mi avrebbero richiesto anni di studi nella mia vita terrena. Ho continuato ad andare avanti e mi sono ritrovato in un vuoto immenso, completamente buio, di dimensioni infinite, ma anche infinitamente confortante.
Nero come la pece, ma anche traboccante di luce: una luce che sembrava venire da un globo brillante che ora sentivo vicino a me. Il globo era una specie di interprete tra me e questa presenza enorme che mi circondava. Era come se stessi per nascere in un mondo più grande e l’universo stesso fosse un gigantesco utero cosmico, mentre la sfera (che ho sentito in qualche modo collegata, o addirittura identificabile con la donna sulla farfalla) mi guidava verso quella luce.
So bene quanto sia straordinario, come francamente incredibile tutto questo può suonare.
Se qualcuno – anche un medico – mi avesse raccontato una storia come questa ai vecchi tempi, sarei stato certo che era un povero illuso. Ma quanto mi è successo, lungi dall’essere un racconto delirante, è stato reale, più d’ogni evento della mia vita, compreso il mio matrimonio e la nascita dei miei due figli.
Che cosa mi sia successo richiede una spiegazione urgente.
La Fisica moderna ci dice che l’universo è una unità – che è indivisibile, anche se ci sembra di vivere in un mondo fatto di separazione e discordie- e che sotto la superficie, ogni oggetto ed evento nell’universo è completamente intrecciato con ogni altro oggetto ed evento.
Non c’è vera separazione.
Prima della mia esperienza, queste idee erano pure astrazioni, ma oggi sono realtà. Non solo l’universo è contraddistinto dall’unità, ma -ora lo so – anche dall’Amore. L’universo, per come l’ho vissuta nel coma è lo stesso di cui sia Einstein che Gesù parlavano, anche se in modi molto diversi.
Ho passato decenni a lavorare come Neurochirurgo in alcune delle più prestigiose istituzioni sanitarie del nostro paese. So che molti dei miei coetanei – come ho fatto io – sostengono la teoria che il cervello, ed in particolare la corteccia, generano la coscienza e che viviamo in un universo privo di qualsiasi tipo di emozione, tanto meno l’amore incondizionato che Dio e l’universo hanno verso di noi.
Ma questa convinzione, questa teoria, ora giace in pezzi sotto ai nostri piedi, perchè quanto mi è successo l’ha distrutta, ed ora ho intenzione di passare il resto della mia vita ad indagare la vera natura della coscienza e far conoscere a tutti il fatto che siamo di più, molto di più del nostro cervello fisico, sia ai miei colleghi scienziati che alle persone comuni. Non mi aspetto che questo sia un compito facile, per i motivi che ho descritto sopra. Quando il castello di una vecchia teoria scientifica comincia a mostrare delle fratture, nessuno vuole prestarti attenzione, in un primo momento, finchè non crolla completamente ed uno totalmente nuovo dovrà essere costruito al suo posto. Ho imparato questo in prima persona dopo esser tornato in questo mondo ed ho potuto nuovamente parlare con gli altri, cominciando da mia moglie Holley e dai nostri due figli. Gli sguardi di incredulità gentile, soprattutto tra i miei amici medici, ben presto mi hanno fatto capire che sarebbe stato arduo convincere la gente a comprendere l’enormità di ciò che avevo vissuto mentre il mio cervello era spento.
Questa nuova immagine della realtà richiederà molto tempo per essere accettata. Non avverrà durante il mio tempo e forse nemmeno durante l’esistenza dei miei figli. Tale realtà è troppo vasta, troppo complessa e troppo irriducibilmente misteriosa perchè noi si possa mai ottenere un quadro completo. Ma in sostanza, mostrerà che l’universo multi-dimensionale è in perpetua evoluzione, conosciuto fino ad ogni suo ultimo atomo da un Dio che si prende cura di noi anche più profondamente e appasionatamente di quanto ogni genitore abbia mai fatto coi propri bambini. Sono ancora un medico, e ancora un uomo di scienza come e quanto non fossi stato prima della mia esperienza, ma ad un livello più profondo sono molto diverso dalla persona che ero, perché ho intravisto questo quadro della realtà.
Potete credermi quando vi dico che vale la pena lavorarci sopra e farlo nel modo migliore.>

Pur essendo già da tempo a conoscenza della NDE del Dr. Eben, (ve ne avevamo parlato QUI ) non abbiamo ritenuto opportuno pubblicarla perchè, almeno

da quel che lui stesso racconta, si tratterebbe d’una falsa esperienza, in quanto non vi è stato arresto cardiaco, ma solo un grave stato di coma profondo, sebbene monitorato accuratamente per ben sette giorni. Sappiamo che per vivere un’esperienza di premorte, bisogna esser…morti per almeno qualche minuto, ovvero il cordone d’argento- che vi ricordiamo connette il corpo fisico a quello astrale- deve cominciarsi a staccare.
Se dobbiamo dar credito alle affermazioni del Dr. Eben, almeno per quel che traspare dalle interviste a “Skeptico” ed al “Newsweek”, potremmo semmai definirla una OBE o, peggio, un’ esperienza puramente allucinatoria.  Ieri, 10 Ottobre, però, questa storia è balzata agli onori della cronaca, ripresa dai quotidiani e persino dal TG2, dopo che il Newsweek -noto tabloid americano- ha pubblicato in prima pagina tutta la vicenda, forse più per pubblicizzare il libro con titoli roboanti ed incrementare le sue vendite, visto che la testata versa in uno stato pre-fallimentare, che non per amore della ricerca sul Paranormale.
Salvo che il nostro Collega non decida di devolvere in beneficienza il ricavato, potremmo pure pensare (male!) che si sta costituendo un solido “fondo pensione” con i milioni che incasserà dal suo libro, dato che ci pare già abbastanza avanti con gli anni!
Certo, la campagna stampa poteva essere incentrata molto meglio su personaggi più “solidi”, come il compianto Dr. Rodonaia, o Dannion Brinkley e tanti altri che hanno avuto esperienze ben più convincenti, per non parlare delle frecciate ironiche che stamani abbiamo sentito persino su Radio2 in una trasmissione satirica, ma è già tanto vedere le tematiche da noi predilette “sbattute in prima pagina. Come diceva un noto politico, “Parlate di me, parlatene male, basta che ne parliate!”
Ovviamente la vostra curiosità in merito a questa NDE, miei cari Lettori, è altissima e ci son giunte molte richieste tese a saperne di più, richieste che noi esaudiamo, però… siate voi i Giudici!

Numerosi personaggi dello spettacolo hanno avuto esperienze di premorte. Sharon Stone, la famosa interprete di “Basic Instinct, ne ha avute addirittura due!
Nel 1990 ebbe un grave incidente automobilistico. “Guidavo in Sunset Boulevard quando mi sono trovata di fronte un’auto che si dirigeva verso di me sul lato sbagliato della strada”, ha raccontato. “Sono stata colpita alla testa e non so come ho fatto a uscirne viva. Mi sono slogata la mascella, distorta la schiena, rotta una costola e storta un ginocchio. Ho dovuto tenere un busto ortopedico e mi hanno ordinato di stare a letto per sei mesi”.
Le due esperienze hanno segnato il modo con cui guarda alla vita. “Quando ti trovi di fronte alla morte – ha detto – guardi tutto da capo: la vita, le speranze, i sogni. Sono arrivata a patti con la morte e so che ci aspetta, così faccio tutto il possibile con il tempo che ho a disposizione”.  Poi,nel 2001, ha sofferto di un aneurisma cerebrale che le è stato quasi fatale, ma è riuscita a sopravvivere. “Rispetto alla malattia, niente è stato così difficile. E’ stato come se mi avessero sparato in testa” .
Quando i medici l’hanno operata una prima volta, non sono riusciti a trovare la causa dell’aneurisma.
“I medici pensavano che mi si fosse rotto un vaso sanguigno. Sono passati nove giorni durante i quali non miglioravo. Solo dopo, durante un’altra operazione, hanno scoperto che un’arteria stava pompando sangue nel cervello – ha raccontato – e l’hanno chiusa.
Sono stata in punto di morte e ho visto quella luce bianca che molte persone dicono di vedere. Ho visto persone che sapevo essere morte, vicine e reali come se fossero vive”.
Sharon è stata intervistata da Katie Couric circa il suo viaggio nell’aldilà.
“Quando è accaduto, mi sentii come se fossi stata colpita alla testa. Questo è l’unico modo in cui posso davvero descrivere lo stroke. Mi ha colpito così forte che mi ha fatto cadere sul divano.
Phil era fuori città, lo chiamai e gli dissi: “Penso che ho avuto un ictus.” Ma in tutta onestà, io sono una persona che dice spesso: penso di aver avuto un infarto, penso di aver avuto un attacco di cuore, penso di aver avuto una emorragia cerebrale … ho avuto un vero e proprio viaggio che mi ha portato in luoghi qui e al di là, che mi ha colpito così profondamente che la mia vita non sarà più la stessa … Riesco a non aver paura di morire ed a raccontare agli altri che è una cosa favolosa e che .. la morte è un dono e non che dovreste uccidere, ma che quando la morte viene, come sarà sarà, è una cosa gloriosa e bella. Quel vortice gigante di luce bianca era su di me e poi – poof ! Una sorta di decollo in questa gloriosa, brillante, luminosa, luce bianca ed ho iniziato a vedere alcuni dei miei amici, ma è stato molto veloce ! Improvvisamente, ero di nuovo nel mio corpo e nella stanza. ”
L’attrice 54-enne ammette che avrebbe potuto “passare dall’altra parte” ma ha sentito che non era ancora il suo momento di morire.
“Ho sentito che mi sarebbe bastato valicare una linea molto sottile e li avrei raggiunti.
Cosa mi ha trattenuto? Semplicemente non era ancora il mio momento”.

Anita è stata una dei tanti Ritornati che,grazie alla sua miracolosa guarigione dal cancro, ha creato un notevole impatto, sia nella cronache di NDE e sia nel dare speranza ai malati. Il suo libro sta rapidamente diventando un best-seller in USA. Profondo,ben scritto, chiaro e di facile lettura, secondo Bill Guggenheim (WM del sito ADC) che ha dichiarato:
“E’ uno dei migliori libri su un’esperienza spirituale di trasformazione (STE) che io abbia mai letto. Se vi piace leggere libri edificanti sulle esperienze di premorte, di OOBE ed argomenti simili, ve ne innamorerete!”
Ecco come Anita ha raccontato la sua incredibile esperienza al Dr. Jeffrey Long, WM della NDERF.

Ho avuto il cancro (linfoma di Hodgkin), e quel mattino non riuscivo a muovermi. Mio marito mi portò di corsa in ospedale dove, dopo avermi sottoposta ad una TAC, mi hanno diagnosticato un linfoma in stadio 4B (il massimo). L’anziano oncologo, guardata la mia cartella clinica, disse a mio marito che era troppo tardi, dato che i miei organi si stavano bloccando e mi dette solo 36 ore di vita. Tuttavia, avrebbe fatto quello che poteva, ma preparò mio marito, avvertendolo che molto probabilmente non ce l’avrei fatta. Iniziai a fare una chemioterapia, mi dettero l’ossigeno, e poi hanno cominciato a farmi numerosi esami, in particolare per valutare la funzionalità dei miei organi, per decidere quali farmaci utilizzare. Stavo andando alla deriva, ero dentro e fuori dalla coscienza durante questo tempo, ed ho potuto sentire il mio spirito lasciare il corpo. Ho visto e sentito le conversazioni tra mio marito ed i medici che si svolgevano fuori dalla mia stanza, a circa 10 metri di distanza dal mio letto, nel corridoio.
Sono stata poi in grado di verificare l’esattezza di queste conversazioni, lasciando mio marito totalmente scioccato. Poi ho fatto un “salto” in un’altra dimensione, dove sono stata inghiottita da una sensazione d’amore totale.
Ho così capito con estrema chiarezza il motivo per cui ero stata colpita dal cancro, perché ero venuta qui, quale ruolo ogni membro della mia famiglia avesse nella mia vita e nel grande schema delle cose e, più in generale, come funziona la vita terrena. La chiarezza e la comprensione di ogni cosa che ebbi in quel particolare stato di coscienza, è quasi indescrivibile. Le parole sembrano limitare la grandiosità dell’esperienza: ero in un posto dove capivo molto più di quanto non siamo in grado di concepire qui nel nostro mondo a 3 dimensioni. Mi sono resa conto che la vita é un dono e che ero sempre circondato da amorevoli esseri spirituali, che erano intorno a me anche quando io non lo sapevo. La quantità di amore che ho sentito è stata travolgente, e da questo punto di vista, ho capito quanto potente io sia, inoltre vidi le capacità sorprendenti che noi, come esseri umani, siamo in grado di raggiungere nel corso di una vita fisica. Ho scoperto che il mio obiettivo attuale è di “vivere il paradiso sulla terra”. Tuttavia ho avuto la possibilità di scegliere se tornare in vita, o andare verso la morte. Mi hanno fatto capire che non era il mio tempo, ma ho sempre avuto la possibilità di fare una scelta, e se avessi scelto la morte, non avrei goduto dei tanti doni che avevo in serbo per il resto della mia vita.Volli sapere se, scegliendo la vita, avrei dovuto tornare in quel corpo malato, perché il mio corpo era molto, molto malato e quasi tutti i miei organi avevano smesso di funzionare. Mi fu detto che il mio corpo sarebbe guarito molto rapidamente, ma non in mesi o settimane, bensì in pochi giorni!
Mi fu mostrato come le malattie partono da un livello energetico prima che diventino fisiche: scegliendo di vivere ancora, il cancro sarebbe stato guarito dalla mia stessa energia ed il mio corpo fisico avrebbe fatto progressi molto rapidamente. Ho così capito che le terapie mediche liberano solo il corpo, ma non eliminano le energie negative, sicchè tante malattie ritornano e che, se fossi tornata, avrei posseduto un’energia molto più sana. Fatto ciò, il corpo fisico avrebbe raggiunto condizioni energetiche ottimali molto rapidamente ed in modo permanente. Mi fu spiegato che questo principio si applica a tutto, non solo alle malattie fisiche, ma anche a disturbi psicologichi e di altra natura. Capii che tutto ciò che accade nella nostra vita dipende da questa energia che ci circonda, che viene creata da noi stessi. Nulla é solido, abbiamo creato tutto a seconda di dove questa “energia” viene indirizzata e questo fatto mi venne spiegato con chiarezza fenomenale. Tutto dipende da dove siamo energeticamente posizionati ed io avrei sperimentato su me stessa la validità di quanto mi era stato insegnato, se solo fossi tornata indietro nel mio corpo. Sapevo che stavo andando alla deriva, un pò dentro ed un pò fuori dal corpo, come se vivessi tra due mondi, ma ogni volta che scivolavo “dall’altra parte”, mi veniva mostrata qualcosa in più. Per esempio, mi fu mostrato come la mia vita avesse toccato tutte le persone che avevo incontrato e come avessi influenzato le loro vite. Vidi mio fratello su un aereo: dopo aver saputo che stavo morendo, era corso a vedermi (il fatto è stato verificato poco dopo quando mio fratello giunse, appunto in aereo). Poi ho visto una scorcio di vita con lui ed in qualche modo mi è sembrato di capire che era successo durante una vita precedente. Ero molto più vecchia, forse ero sua madre (in questa vita lui è più grande di me), perchè allora ero molto protettiva nei suoi confronti.
Improvvisamente mi resi conto che lui era su un aereo per venire a vedermi, e mi dissi: “Non posso fargli questo torto,non può venire qui solo per vedermi già morta”. Seppi anche perchè la vita di mio marito era legata alla mia e come avessimo deciso di vivere questa esistenza insieme. Se fossi morta, probabilmente mi avrebbe seguita subito dopo.
Le Guide mi dissero pure che, se avessi scelto la vita, le mie analisi (i cui risultati non erano ancora pronti) avrebbero mostrato che i miei organi funzionavano normalmente ma, se avessi scelto la morte, avrebbero dimostrato l’insufficienza d’ogni organo e sarei morta a causa del cancro. Insomma, ero in grado di cambiare l’esito degli esami diagnostici in base alla mia scelta!
…e così la feci, e come iniziai a svegliarmi (in uno stato molto confuso, in quanto non potevo in quel momento dire da quale parte del velo fossi), i medici si precipitarono nella stanza con larghi sorrisi sui loro volti per dire alla mia famiglia: “Buone notizie! Abbiamo i risultati degli esami ed i suoi organi sono tutti funzionanti… non ci possiamo credere! Sembrava spacciata!”
Dopo di che, cominciai a recuperare rapidamente.
I medici erano in attesa che mi stabilizzassi prima di fare una biopsia per monitorare il tipo di cellule tumorali, ma non riuscirono a trovare nemmeno un linfonodo grande abbastanza per esaminarlo, e sì che quando ero stata ricoverata in ospedale il mio corpo era pieno di nodui linfatici! Così mi praticarono una biopsia midollare, in modo da poter regolare la chemioterapia a seconda della malattia,ma….non c’era alcuna infiltrazione nel midollo osseo! I medici erano sempre più confusi, ed ipotizzarono che stessi rispondendo alla chemio, perchè non erano in grado di capire cosa stesse succedendo. Effettuarono test dopo test, ognuno dei quali risultò negativo e dopo ogni prova sentivo crescere le mie forze. Nemmeno una TAC completa riuscì a trovare segni del mio cancro, nonostante il radiologo la volle ripetere per ben due volte!! Ora sto condividendo la mia esperienza con quanti più malati conosco per dir loro che i miracoli sono possibili nella vita d’ogni giorno. Dopo quello che ho vissuto, mi rendo conto che tutto è possibile e che non siamo venuti qui solo per soffrire. La vita dovrebbe essere grandiosa, siamo molto, molto amati. Il mio modo di guardare la vita è cambiata drasticamente, ed ora sono felice di aver avuto una seconda possibilità di sperimentare “il Paradiso in terra”.

Il 18 agosto 2011 sono morto varie volte sul tavolo della rianimazione a causa di un blocco cardiaco di terzo grado. Ho vissuto tutto il dramma del mio arresto cardiaco, ecg piatto più e più volte, ho visto l’adrenalina, l’atropina che mi sono state iniettate direttamente nel cuore, le varie cardioversioni, il massaggio cardiaco utilizzato più e più volte in uno sforzo disperato per far sì che il mio cuore tornasse a battere ancora una volta da solo. Se avessi avuto dubbi sulla vita dopo la morte, ora non ne ho più nessuno, ogni volta che il
mio cuore si è fermato la mia anima o coscienza ha infatti lasciato il corpo ed è andata in altre dimensioni dell’esistenza. In un primo momento ho solo  ricordato poco di quello che mi è successo in quelle tre ore di vita o di morte, ma recentemente ho cominciato a ricordare sempre più particolari degli strani regni ultraterreni che ho visto durante un periodo di tre ore. Ogni volta che il mio cuore ha ripreso a battere sono ritornato. Ho visto molte persone Colà, tutte riunite per accogliermi nell’aldilà, tutti i miei Cari erano lì.
Sembrava una festa di benvenuto a casa ma non appena i medici facevano riprendere il mio cuore a battere ero tirato indietro al mondo terreno. Un’altra volta ho visto un albero con un sacco di libri intorno ad esso e leggendo ciò che era scritto sulle copertine ho visto che contenevano tutte le conoscenze ed i misteri dell’esistenza. Un libro molto più grande sembrava contenere tutto ciò che era scritto nei libri più piccoli, ma quando ho provato a sollevarlo era troppo pesante e decisi di tornare più tardi per consultarlo. Ho anche visto una bella sfera pulsante di luce dorata che ho creduto fosse il Signore Gesù perché emanava perfetta pace e amore. Non ho visto il tunnel nè altri Esseri di Luce, credo perché ero continuamente resuscitato dal team medico. Dopo tre ore i medici mi hanno installato un pacemaker temporaneo per mantenere 80 battiti al / minuto invece dei 5 che si erano verificati per la maggior parte del tempo sul tavolo della rianimazione. Mi è stato detto dai medici che, per diverse volte, ero “morto per davvero.”
Ora ho un pacemaker permanente nel mio petto, che dovrebbe durare dieci anni e nonostante il grande shock subìto, mi sento ben vivo e vegeto. Quello che mi è successo due settimane fa è che sono stato dichiarato clinicamente morto dal cardiologo. Egli mi ha poi chiesto se credessi in Dio ed in una vita ultraterrena.  Mi ricordo un grande senso di pace, avrei tanto voluto rimanere in quel posto meraviglioso al di là di questa vita. Volevo restare Là per sperimentarne una visione lunga e dettagliata, ma purtroppo ho trascorso solo pochi minuti o secondi sul tavolo della rianimazione. In quella dimensione, il tempo non si muove allo stesso modo di come avviene nel regno dei mortali, Ogni volta che i medici sono riusciti a far battere il mio cuore, volevo tornare ed ogni volta che “morivo” la mia anima lasciava il mio corpo. Ho avuto anche esperienze fuori del corpo durante i soccorsi ed ho potuto vedere spsrire il mio battito cardiaco sui monitors, ad indicare che il mio cuore era fermo. Questo episodio ha inciso un sacco sul mio corpo di 70-enne ma in qualche modo il mio spirito si è sollevata con un senso di gioia e di pace continua. Prometto di informare questo forum su qualsiasi ricordo ulteriore che si dovesse presentare alla mia mente nelle settimane o nei mesi successivi. Vi prego di non temere la morte: Dio è Amore ed andare nell’Aldilà è proprio come attraversare una porta, per continuare a vivere per sempre.

Una sera del Gennaio ’74, Jeanie Dicus di Sterling, Virginia, era sdraiata sul divano a guardare la televisione. Si ricorda una strana sensazione, poi il risveglio in ambulanza dove le vien detto che aveva avuto una crisi convulsiva. Nulla di simile era accaduto prima, né vi era alcuna familiarità per questa patologia. Questo evento fu seguito da un attacco di emicrania e da altre crisi epilettiche. Più tardi, lei, suo marito e sua figlia si recarono a Baltimora, dove suo padre era un consulente psichiatra della Johns Hopkins Hospital e dove le avevano assicurato che avrebbe ricevuto le migliori cure. Il suo caso fu affidato al Primario della Neurologia e le furono prescritti Dilantin e Fenobarbital, farmaci normalmente usati per l’epilessia. Tuttavia, la Dicus peggiorò e le venne aggiunto un altro farmaco, oltre ai due che stava già prendendo. Entro tre mesi era diventata schizofrenica e le venne prescritto anche il Valium, facendola sfociare nella follia: fu trattata con la camicia di forza, e confinata all’isolamento in reparto psichiatrico. Ai suoi farmaci, già numerosi, fu associata la Clorpromazina , un potente anti-psicotico che le causò idee suicide ed una crisi dopo l’altra.
Più farmaci, significarono una somma di effetti collaterali, fino a quando, entro l’estate, venne inghiottita in un coma catatonico che durò due mesi. Un medico del reparto, infine, notato quello che stava succedendo, andò dal padre di Jeanie e gli disse: “Tutti i suoi sintomi sono il risultato dei farmaci, non della malattia mentale: interrompiamo ogni terapia!”. Il medico responsabile fu immediatamente sospeso e furono attuati trattamenti d’urto, nel tentativo di risvegliare Jeanie dal coma. Quando fu presa questa decisione, le sue mani ed i suoi piedi erano atrofizzati, contorti e paralizzati e la sua pelle era coperta di papule. L’elettroshock la aiutò a guarire, ma durante il decimo trattamento il suo cuore andò in fibrillazione, perchè un infermiere si era dimenticato di darle la dose di potassio necessaria e Jeanie morì. Jeanie Dicus ebbe delle rivelazioni molto interessanti durante la sua esperienza di premorte in materia di reincarnazione. La sua esperienza è documentata nel libro della D.ssa Atwater, Oltre la luce. .
Troverete questa esperienza davvero unica. Oltre a particolari sulla reincarnazione, rivela ulteriori informazioni riguardanti altri concetti quali, la meccanica della revisione della vita e perché nessuno riesce a ricordare le proprie esperienze nelle vite precedenti l’ultima rinascita.

<< Galleggiavo sopra il mio corpo e vedevo solo cappellini verdi. In sala di rianimazione li indossavano tutti, saranno stati cinque o sei ed erano tutti in preda al panico. Il loro timore era così forte che potevo sentirlo. Continuavo a pensare: ‘Ehi, io sto bene, non preoccupatevi!’, ma evidentemente non avevano ricevuto il mio messaggio. Questo è stato per me un po ‘frustrante.
Mi trovai in un angolo in alto a destra della stanza, alzai le braccia e mi stiracchiai: ero immobile da tanto tempo. Mi sentivo come se mi fosse stato tolto un busto troppo stretta ed era così delizioso uscire da quel corpo angusto. Mi sentivo immersa in una meravigliosa sensazione, un senso di pace e di forza. Sentivo amore ed un senso di meraviglia, come mi resi conto che ad ogni domanda formulata nella mia mente sarebbe stata data una risposta. C’era Gesù. Ero sbalordita e gli dissi:
“Io non credo in te” (Jeanie è Ebrea- NdR-).
Sorrise e disse l’equivalente eterico di “Stronza, eccomi qua lo stesso!”.
Guardando nei suoi occhi, chiesi:
“Vuoi dire che sei stato sempre con me e non lo sapevo?” La sua risposta fu:
“In verità ti dico che io sono con te sempre, anche oltre la fine del mondo”.
“Ehi, amico, siamo negli anni settanta e non diciamo più così, dài!.
Egli abbozzò un mezzo sorriso, pensai di essere stata divertente, e lui rispose:
“Ti vuoi reincarnare?”
“Ehi, dammi una pausà, gridai (ma non ho emesso alcun suono).
‘Sono appena morta! Non ho la possibilità di riposare?’
E Lui: “Calma, aspetta, è tutto a posto. È possibile cambiare idea in qualsiasi momento.”
Rimasi senza fiato, “..neanche credo in te e ora tu mi vuoi far reincarnare? Aiuto!”
La nostra conversazione continuava. Mi chiese persino di baciargli i piedi.
Niente da fare. Gli detti un forte abbraccio e lo baciai sulla guancia,ottenendo l’equivalente di una grassa risata. Ero così felice con lui che le parole non erano più necessarie, in quanto abbiamo comunicavamo da mente a mente. Improvvisamente mi accorsi che Dio stava arrivando e venni a sapere che avevo avuto bisogno di relazionarmi con un uomo sotto le spoglie di Cristo, per non essere spaventata. La Luce era venuta e mi venne offerta una scelta: avrei potuto rimanere intrappolata sulla Terra, vedere e sentire tutto, ma non essere in grado di aiutare nessuno, nemmeno mia figlia (mi è stato detto che questo era un limbo), oppure avrei potuto stare con Dio. Scelsi Dio…
La Luce Bianca davanti a me era una sorta di lampadina, solo che era fortissima. Ricordo di aver pensato che i miei occhi, avrebbero potuto essere bruciati, ma poi mi ricordai che non avevo più occhi da bruciare. Dio è Amore e Amore era la Luce calda che permeava ogni mia molecola.
Tutto questo fu così delizioso, che io piangevo con torrenti di lacrime che non esistevano. Era così grande. Sono stata amata, non mi sentivo irrilevante, ma umile, intimorita, e stupita.
Per molto tempo dopo la mia esperienza di pre-morte, ho finito le mie preghiere con
“Sei coooooosììììììììì grande!”  Era il mio modo di esprimere apprezzamento.
Poi fui subito lanciata in una stanza a cupola con tanti schermi quadrati. Lungo le pareti, sul soffitto c’erano centinaia di schermi televisivi. Su ogni schermo c’era un film di un evento della mia vita.
Il buono, il brutto, i segreti, le cose speciali. Tutto stava succedendo contemporaneamente, nulla era in ordine cronologico, tutto era silenzio. Quando però guardavo uno schermo e mi concentravo sulle immagini, potevo sentire le parole. Non solo parole, ma i miei pensieri, i sentimenti, tutto, e quando guardavo altre persone o animali, potevo sentire anche i loro pensieri, i loro sentimenti e collegarli con gli eventi che ne erano seguiti.
Mi sentivo piena, non di sensi di colpa, ma d’un forte senso di responsabilità. Dio mi disse:
“Ti ho dato il dono prezioso della vita. Che cosa hai fatto con questo dono?”
Risposi con voce malferma: “Ho solo 23 anni. Non sapevo che dovevo fare qualcosa. Ho una figlia di due anni e passo il mio tempo ed uso le mie energie con lei.” Non era stata una buona risposta, ma era la verità. Ero io il giudice ed ero soddisfatto, credo che fosse quello che Dio voleva.   Ma la prossima volta che mi accadrà, avrò un elenco già pronto!Ora ho un post-it sulla porta del mio frigorifero su cui ho scritto:  “Pratica atti casuali di gentilezza ed insensati atti di bellezza”.
Ho fatto un sacco di domande, sul peccato, l’omicidio, e simili, ed ho avuto un sacco di risposte. Mi è stato detto che prima che nasciamo dobbiamo giurare di  far finta che tempo e spazio sono reali in modo da venire qui e far progredire il nostro spirito.
Se non lo si promettere, non si può nascere.
Capisco che il motivo per cui ero stata cacciata dal paradiso era mio padre. Egli non avrebbe potuto accettare la mia morte. Aveva un cognome ed anche un naso tipicamente ebrei. Vissuto in Francia, era stato medico e capitano dell’esercito francese durante Seconda Guerra Mondiale. A quel tempo, i francesi credevano che i nazisti erano i loro alleati. Era su una collina quando guardando giù vide l’esercito tedesco invasore. Fuggì e sopravvisse. Finì a New York , si ribellò contro ogni Dio o religione, e diventò un rigido psicoanalista freudiano. Sposò un’ infermiera psichiatrica ed ebbe tre figlie, di cui io sono la più vecchia. Crescendo, sono diventata atea, proprio come mio padre. Quando mi ripresi, mi trovai piena di tubi. Papà era seduto accanto al mio letto cantava canzoni in francese, ed era stato lì con me per una settimana. Quando cominciai a canticchiare dietro di lui, saltò in aria, si gettò sopra di me e, lanciando un grido di guerra, mi abbracciò e pianse a lungo per la gioia.
Nessuno accettò in seguito la sua NDE, soprattutto il padre ed il marito. Bloccata sulla sedia a rotelle, sotto terapia con l’ Haldol, (praticamente una lobotomia chimica) e con una prognosi desolante, solo dopo molto tempo le fu concesso di tornare a casa.
Quello che Jeanie ha passato in ospedale ed in seguito é spaventoso. Dopo diversi interventi chirurgici per riparare alcuni dei danni a mani e piedi, decise da sola di diminuire, ed infine, sospendere il farmaco, senza subire i suoi effetti collaterali mortali.
Anche se ne aveva avuto altri due figli, la vita con il marito era diventata impossibile, perchè egli non riusciva a gestire la sua “novità” o la sua pretesa che la Luce era venuta ad amarla così tanto fino a diventare un’esperta nella lettura della mano. Più tardi si risposò, questa volta con un uomo gentile che accettava la sua “strana” idee anche se non la capiva. Hanno avuto un figlio, il quarto per Janie. Da chiromante autodidatta, continua a stupire tutti con le sua capacità e con la potenza del suo amore.

Capo Ingegnere-progettista della Sezione “Impulse” Vladomir Efremov morì improvvisamente a Marzo del 2005: soffocato da un colpo di tosse, scivolò giù sul divano e perse i sensi rimanendo seduto. I parenti all’inizio non avevano capito che fosse successa una cosa tanto terribile, ma pensarono che si fosse messo un attimo a riposare. Natalia, sua sorella, fu la prima a soccorrerlo e, toccando la spalla del fratello gli chiese: “Volodya, che ti è successo?” Efremov cadde di fianco, a corpo morto. Natalia cercò subito di sentire il suo polso, ma il cuore non batteva più e così cominciò a praticare la respirazione artificiale, senza risultati. Natalia è  medico e sapeva che le probabilità di salvarlo diminuivano con ogni minuto che passava, per cui tentò di ‘rimettere in motò il suo cuore massaggiando il petto.
All’ottavo minuto le sue mani sentirono una spinta, una risposta molto debole: il cuore aveva ripreso a battere e Vladimir iniziò a respirare da solo. ‘E’ vivo!’ – esclamò ed abbracciò Vladimir. – Noi pensavamo che eri già morto, che non si poteva più far nulla, che era la fine!’ ‘La fine non esiste ‘, le mormorò a voce bassa Vladimir. ‘Anche lì c’è vita. Diversa però. Migliore.’
Vladimir ha poi descritto ciò che ha vissuto nel momento della morte clinica con tutti i dettagli. Le sue testimonianze sono preziose, dato che si tratta d’uno dei primi resoconti della vita nell’Aldilà fatto da uno scienziato che ha vissuto la morte in prima persona.
(Vi ricordiamo pure la NDe del Dr. Rodonaia )
Le sue osservazioni sono state pubblicate da una rivista scientifica dell’Università di San Pietroburgo e successivamente ha raccontato tutta la sua storia anche durante un congresso. La sua relazione ha ovviamente creato notevole sensazione: ‘E’ impossibile inventare tutto ciò!’ – ha esclamato il professore Anatoly Smirnov, capo di un Club Internazionale di scienziati sovietici.

Il Passaggio

La reputazione di Vladimir Efremov nell’ambito scientifico è impeccabile: è un grande
specialista nel campo dell’ intelligenza artificiale, da molti anni lavora per il progetto “Impulse” ed ha partecipato alla preparazione del lancio di Gagarin nel cosmo, oltre ad aver contribuito all’elaborazione di sistemi missilistici super moderni. Il suo staff scientifico ha vinto quattro volte il premio Statale. ‘Prima della morte clinica mi consideravo assolutamente ateistà, racconta
Efremov. ‘Mi fidavo solo dei fatti. Ritenevo che tutte le riflessioni sulla vita nell’Aldilà fossero solo oppio religioso. A dire il vero, non ho mai pensato alla morte. Ho tanto da fare che basterà per dieci vite e poi, avevo da curare il cuore, la bronchite e altri mali. Il 12 marzo 2005 a casa di mia sorella Natalia Grigoryevna ho avuto un attacco di tosse. Sentivo che soffocavo,i polmoni non mi ubbidivano, tentavo di fare un respiro e non ci riuscivo! Il corpo è diventato di ovatta, il cuore si è fermato. Dai polmoni è uscita l’ultima aria con un rantolo e della schiuma, nel cervello mi è apparso un pensiero fulminante: era l’ultimo secondo della mia vita.
Però la coscienza inspiegabilmente non si staccava. Di colpo è comparsa la sensazione di un’incredibile leggerezza. Non avevo più né mal di gola, né di cuore, né di stomaco, mi sentivo così bene solo nell’infanzia. Non sentivo più il mio corpo, nè lo vedevo, però con me
erano rimasti tutti i miei sensi ed i ricordi. Io volavo in un tubo gigantesco e le sensazioni di quel volo mi sembravano familiari perché le avevo già sperimentate nei sogni. Mentalmente cercavo di rallentare il volo, cambiare la sua direzione, finchè ci sono riuscito! Non c’era alcuna paura nè terrore, solo beatitudine, mentre cercavo di analizzare l’accaduto. Le conclusioni sono arrivate immediatamente:il mondo in cui ero capitato esisteva veramente. Io ragiono, quindi, esisto. Il mio ragionamento possiede la qualità deduttiva, visto che riesce a cambiare la direzione e la velocità del mio volo.’

Tunnel

Tutto era fresco, limpido e interessante, – continua il suo racconto Vladimir Grigoryevich.- ‘La mia coscienza funzionava in modo assolutamente diverso rispetto a prima. Abbracciava tutto contemporaneamente, non esistevano né tempo, né distanze ed io ammiravo il mondo circostante che sembrava essere arrotolato in un tubo. Non ho visto il sole, ma attorno c’era una luce omogenea, senza ombre e sulle pareti del tubo si vedevano delle strane strutture assomiglianti ad un rilievo. Non si poteva distinguere il
basso dall’alto. Ho tentato di ricordare il posto sopra il quale volavo. Sembravano montagne. Non facevo fatica a ricordare il paesaggio, perchè il quantitativo della mia memoria era veramente enorme. Ho richiamato mentalmente un posto dove ero già stato. Con immenso stupore vi fui teleportato!’
Televisore
‘Mi venne un pensiero pazzo: fino a che punto si può influenzare il mondo circostante? Si potrebbe mai tornare ad una vita precedente? Ho immaginato mentalmente il vecchio televisore rotto di casa mia e l’ho visto da tutti i lati contemporaneamente. Sapevo tutto di lui, chissà come, persino dove era prodotto. Sapevo dove erano stati trovati i minerale usati per fondere il metallo usato per la costruzione del televisore, quale fonditore d’acciaio lo avesse fatto, sapevo che aveva moglie e problemi con la suocera. Ho visto tutto ciò che era  legato a questo televisore, in ogni suo piccolo dettaglio. Sapevo precisamente quale fosse il pezzo guasto. Dopo, quando sono guarito, ho sostituito il transistore T-350 ed il televisore ha ripreso a funzionare…
Avevo una sensazione di onnipotenza del pensiero. La nostra Sezione Progetti per ben due anni si era arenata nella risoluzione d’un progetto missilistico. Di colpo, pensando a quella costruzione, ho visto il problema in tutta la sua poliedricità e l’algoritmo della soluzione è apparso da sé. Successivamente l’ho messo per scritto ed applicato con successo .

Dio

La consapevolezza di non essere solo a questo mondo è arrivata a Efremov a poco a poco.  ‘La mia interazione con l’ambiente circostante perdeva il suo carattere unilaterale. A una domanda che formulavo nella mia coscienza sorgeva una luce. All’inizio percepivo tali risposte come risultato di mie riflessioni, però l’informazione che mi perveniva fuoriusciva dai limiti delle conoscenze che io possedevo in vita. Le conoscenze ricevute nel tunnel superavano di parecchio il mio bagaglio culturale precedente!
Sapevo di essere guidato da Qualcuno onnipresente che non ha limiti,che possiede potenzialità illimitate, è onnipotente e pieno di amore. Questa Entità invisibile, ma percepibile da tutto il mio essere, faceva di tutto per non spaventarmi. Ho capito che Lui mi
mostrava gli eventi e i problemi con tutta la conseguente catena di causa-effetto.  Non Lo vedevo,ma Lo sentivo. Sapevo che era Dio…
Di colpo ho notato qualcosa che mi bloccava, che mi trascinavano fuori come una carota dalla
terra. Non volevo tornare, tutto andava così bene. Poi ho visto mia sorella. Lei era spaventata, io invece splendevo dallo stupore.’

Paragone

Nei suoi trattati scientifici Efremov ha descritto l’Aldilà con termini matematici e fisici, perciò in questo articolo abbiamo cercato di evitare formule complesse.
D) Vladimir, con che cosa si può paragonare il mondo in cui Lei è capitato dopo la morte?
R) Ogni paragone sarà falso. I processi lì non sono lineari come da noi, non sono estesi
nel tempo, fluiscono contemporaneamente in tutte le direzioni.
Gli argomenti nell’Aldilà sono come dei concentrati di informazione il cui contenuto
determina il posto dove essi si trovano e le loro qualità. Tutto si trova in un’unica catena
di legami di causa-effetto. Gli oggetti e le loro caratteristiche formano una globale
struttura nella quale tutto funziona secondo le leggi del soggetto amministrante, cioè Dio.
Solo Lui ha il potere di creare, cambiare o eliminare ogni oggetto, qualità o processo,
compreso il corso del tempo.
D) Quanto è libero l’uomo nelle sue azioni, quanto sono liberi la sua coscienza e l’anima?
R) L’uomo, come fonte d’informazione, può influire sugli oggetti nella sfera a lui ammissibile.
Per mia volontà cambiava il disegno in rilievo del tunnel… creavo oggetti terreni.
D) Assomiglia ai film “Solaris” e “Matrix”…
R) E’ anche un gigantesco gioco computerizzato. Ma tutti e due i mondi, il nostro e quello
dell’Aldilà sono reali. Interagiscono costantemente, pur essendo autonomi, formano un
sistema intellettuale globale diretto da Dio
Il nostro mondo è più semplice da comprendere, ha una struttura fissa, delle costanti che ne
mantengono l’integrità delle leggi della natura; il ruolo di principio legante è assolto dal tempo.
Nell’Aldilà le costanti non esistono affatto ,oppure ce ne sono molto poche rispetto al nostro
mondo e possono variare. La base di quel mondo é formata da
concentrati informativi che contengono tutto l’insieme delle caratteristiche conosciute e non
conosciute di oggetti materiali, con la totale assenza degli oggetti stessi, così come sulla Terra
si modellano gli oggetti con i computer. Ho capito che l’uomo vede lì ciò che
vuole vedere. Per questo si differenziano le descrizioni dell’Aldilà di varie persone che
hanno vissuto la morte. Un giusto vede il paradiso, un peccatore vede l’inferno…
Per me la morte è stata una gioia non paragonabile a nulla di esistente sulla Terra. Persino
l’amore per una donna in confronto al mio vissuto è nulla…

La Bibbia

Vladimir Grigoryevich ha letto la Sacra Scrittura già dopo la sua risurrezione e vi ha trovato
conferme alla sua esperienza ed ai suoi pensieri circa la sostanza del mondo.
‘Nel Vangelo di Giovanni è scritto che all’inizio c’era la Parola. E la Parola era di Dio. All’inizio la parola apparteneva a Dio. Tutto ha preso inizio da Lui e nulla è iniziato senza di Lui. Forse l’allusione nella Scrittura al termine “Parola” non si riferisce proprio ad un pool di informazioni che contiene il significato di tutto?
La sua esperienza post-mortem Eremov l’ha messa subito in pratica, e da essa ha tratto
la chiave per risolvere molti problemi della vita terrena.
‘Tutti siamo adusi al concetto di causa-effetto. Ma pochi lo sanno. Per non causare danno a se stessi ed agli altri bisogna seguire le norme di una vita spirituale. Le Sacre Scritture sono state dettate dal Creatore, come istruzioni di sicurezza per l’umanità…’

Tutto è iniziato durante un viaggio in Colorado. Colton si lamentava di un forte dolor di pancia.
Un medico del posto aveva fatto diagnosi d’influenza ma, tornato a casa in Nebraska, visto che i sintomi non cessavano, il bimbo di soli 3 anni veniva visitato da un altro medico, senza successo. Poi, come spesso accade a quell’età, i sintomi allarmanti di un’appendicite acuta con peritonite vennero velocemente a galla. Mentre Colton era operato d’urgenza, i suoi genitori, Todd e Sonya, pregavano con tutte le loro forze, temendo di stare per perdere il loro bambino. Colton si salvò dopo una difficile convalescenza, ma le cose che ha fatto e detto dopo l’intervento erano fuori dal comune per un bambino di tre anni.
“Gli angeli cantavano per me. Ho guardato il bimbo nello specchio e lui era morto sul serio” disse ai suoi sconcertati genitori che seppero anche che, mentre era “in Paradiso”, Colton aveva visto molte cose e conosciuto molte persone, tra cui Pop, il suo bisnonno, morto 30 anni prima che lui nascesse.
Colton però affermò con certezza che Lì il suo bisnonno non aveva lo stesso aspetto fisico della foto che c’era in casa. Lo riconobbe invece in un’altro ritratto, molto più vecchio, inviato mesi più tardi da sua nonna, una foto scattata quando Pop era giovane e senza occhiali (vedi foto inizio articolo).  Sua madre restò scioccata quando Colton le disse che in cielo aveva incontrato anche un’altra sorella, sebbene ne abbia una sola. I suoi genitori non gli avevano mai detto nulla della perdita di una femminuccia, a causa d’un aborto spontaneo,. “Sembrava mi conoscesse bene, ha iniziato ad abbracciarmi e mi ha detto che era contenta
di avere qualcuno dalla sua famiglia lassù”.
Nel corso del tempo, le sue visioni sono diventate sempre più reali, dalla descrizione di Gesù, ai suoi colloqui con Dio. La famiglia Burpo ha accolto e accettato la storia incredibile del loro bambino, e così hanno deciso di scrivere un libro, per raccontare a tutti che il “Paradiso esiste davvero”  (Heaven is for real, in vendita su Amazon.com anche in versione e-book)
Finora ne sono state stampate 500.000 copie, oltre a diverse versioni in  eBook, nastri, CD, ed è stato indicato come un bestseller addirittura dal New York Times.  Colton,che ora ha 11 anni, continua intanto a condividere la sua testimonianza di ciò che dice di aver visto in Cielo con tantissime persone che non credono.  “Io non so perché Egli ci ha scelto. Dio ha fatto un miracolo straordinario per noi, perchè in tanti possano cambiare le loro idee sull’Aldilà”.

Mio fratello ed io eravamo andati a nuotare. Aveva un problema. Ho cercato di tenerlo fuori dell’acqua, ma nel suo panico mi ha tirato giù molte volte. Noi affogammo entrambi. Lui é morto e io sono ritornata. Posso ricordare tutto come se fosse ieri. Come non potei restare più a lungo a galla, udii un suono strano simile ad un tintinnio nelle mie orecchie. Un sentimento pacato è calato su di me. Ho sentito il mio spirito venire fuori del mio corpo e sono andata in un vuoto nerissimo, era un pò spaventoso.

In lontananza c’era un puntino di luce. Mi sono mossa verso di esso, lentamente al’inizio, ma poi più veloce, sempre più veloce come se fossi stata su un treno che accelera. Poi mi sono fermata e mi sono trovata immersa nella luce. Ho osservato tutto- cielo, edifici, vetrate- che emettevano luce propria. E tutto era molto più colorato di quello che vediamo qui. Un fiume descriveva meandri tutt’intorno.
Sull’altra riva vi era una città, ed una strada che portava da una città ad un’ altra, e ancora un’altra città e così via.

Proprio di fronte a me, aldilà del fiume vi erano tre uomini. Si sono proiettati verso di me. Non hanno camminato o volato, si sono proiettati verso me. Non li ho riconosciuti subito, ma poi ne ho conosciuto uno, un certo Lynn Bibb, che era morto alcune settimane prima che io nascessi. Ho capito che questi tre uomini erano lì per me, come un comitato di accoglienza, come per scortarmi aldilà del fiume, nella prima città. Avevo il presentimento che, se fossi andata con loro, non ci sarebbe stato ritorno, così esitai.

La prima città era una specie di primo stadio. La gente resta là finché non sono pronti ad andare nella città successiva- il tuo procedere eterno, da città a città. Dietro me ed alla mia sinistra vi era una forte sorgente di luce, molto brillante
e piena d’ amore. Ho capito che era una Essere vivente. L’ho chiamata Dio per mancanza di un termine migliore.
Non potevo vederlo; mi é parso di percepire una presenza maschile.
Ha comunicato con me, non tanto con le parole ma in maniera telepatica, e mi ha chiesto:

“Perchè esitavi?”

Ho risposto, “Beh…. sono troppo giovane per morire.”

Ed Egli ridacchiando mi disse “Ci sono anche bambini morti, qui.”

Aggiunsi, “Allora, ci sono alcune cose che voglio sapere, prima.”

E Lui: “cosa vuoi sapere?”

Io: “Che cos’é la morte?”

E lui:”Girati e guarda di lato.”

Come lo feci, vidi un brutto incidente d’auto. Molta gente era stata uccisa. Dal groviglio dei corpi un spirito venne fuori . Coloro che non l’avevano creduto possibile erano rimasti nei loro corpi e non erano in grado di uscirne fuori. Domandai se potessero essere raggiunti e mi disse:
“Sì, qualcuno più rapidamente degli altri, qualcuno forse mai. La Morte, dunque, é non credere in niente.

“Cos’è l’inferno?” gli chiesi.

E lui:”Girati e guarda di nuovo.”

Vidi una vecchia su una sedia a dondolo determinata nel rimanere seduta a dondolarsi ed a preoccuparsi dei bambini, dei nipoti e di ogni altra cosa.
L’ Inferno è perciò una mancanza di saggezza, non si va avanti, si sceglie di non andare più lontano, stare seduti e non fare nulla.
L’ Inferno non è un posto fisico.
Domandai se esiste il Diavolo o Satana.
Mi ha detto, “Dio lo permetterebbe? Se ti mettessi al posto di Dio per qualche secondo, cosa faresti per prima?”

Ho riconosciuto che il mio primo atto sarebbe stato eliminare qualsivoglia
Diavolo o Satana.

Poi gli chiesi: “Come si fa a distinguere ciò che é giusto da ciò che é sbagliato?”

“Il Bene é aiutare ed essere gentili. Il Male non è solo far male a qualcuno ma anche non aiutarlo quando puoi.”

Ci mettemmo a camminare e gli chiesi dell’universo e delle motivazioni per cui esistono tante cose. Tutto di tutto mi venne spiegato. Allora mi chiese se ancora volessi ritornare nel mondo fisico.

“Voglio ritornare.” risposi.

“Perchè?”

Dissi che volevo aiutare mia madre che mio padre aveva lasciato con quattro bambini ed un altro in arrivo. Dio ridacchiò e mi domandò la vera ragione.
Dissi che avrei voluto lasciare la terra un pò meglio di come l’avevo trovata.

“Allora puoi ritornare con un pò della conoscenza delle cose che hai imparato qui, ma il resto ti sarà celato per un pò di tempo. Vivi sapendo che non potrai tornare indietro quando sarai di nuovo qui.”

Ripresi conoscenza nel fango del fondo del fiume e fui tirata a galla. Vomitai un gran quantitativo d’acqua, poi uscii fuori dal fiume da sola,
per scoprire che mio fratello era morto.

Prima della sua NDE, Howard Storm non era un uomo molto piacevole. Era un ateo dichiarato, Professore di Arte alla Kentucky University. Spesso usava l’ira per controllare tutti quelli che stavano intorno a lui e non aveva mai provato gioia in nulla. Non credeva in nulla che non fosse visibile,o tangibile. Sapeva soltanto che il mondo materiale era l’estensione di tutto ciò che esiste.
Aveva sempre considerato tutti sistemi religiosi essere fantasie per gente da abbindolare.
Oltre quello che la scienza dice, non c’era null’ altro…..
Il 1 giugno, 1985 all’età del 38 aa, Howard Storm ebe una NDE dovuta ad una perforazione dello stomaco e la sua vita stava per cambiare per sempre.  La sua esperienza di NDE è una delle più profonde, se non la più profonda,documentazione di vita ultraterrena mai riportata. La sua vita é così immensamente cambiata dopo di essa, al punto che si è dimesso
come professore Universitario per frequentare il Seminario Teologico di cui e’ divenuto un pastore.
Il materiale seguente è il racconto di quello che gli é accaduto.

Ero in lotta fra dire addio a mia moglie e le mie emozioni. Dirle che l’avevo amata moltissimo era molto più di un addio, più di quel che riuscivo ad esternare a causa della mia angoscia emotiva. In una sorta di rilassamento, gli occhi chiusi,aspettavo la fine.
Eccolo, mi son detto.  Questo era il grande nulla,il grande black-out, quello da cui non ti svegli mai più, la fine dell’ esistenza. Ne avevo la certezza assoluta, non c’era nulla oltre questa vita- perché questo era ciò che la gente veramente intelligente aveva capito.
Mentre subivo questo stress, non ho mai pensato alla preghiera o a qualche altra cosa simile
Mai una volta ho pensato ad essa. Se ho mai menzionato il nome di Dio era stato solo per bestemmiarlo.
– Per un certo tempo ci fu una sensazione di essere incosciente o addormentato. Non sono sicuro quanto a lungo sia durato, ma mi sono sentito veramente strano, e ho aperto gli occhi. Con mia sorpresa mi alzai dal letto, potevo guardare me stesso giacere su quel letto.
La Mia prima reazione fu: “Questo è pazzesco! Non posso stare in piedi qui guardando giù verso me stesso. Questo non è possibile!”
– Poi, capìto cosa mi accadeva, mi sono sentito sconvolto. Ho cominciato a gridare e strillante a mia moglie e lei invece era seduta là come una pietra. Non mi guardava, non si é mossa- ed ho cominciato a insultarla per richiamare la sua attenzione. Confuso, sconvolto, ed adirato, ho cercato di ottenere l’attenzione del mio compagno di stanza-con l’identico risultato. Nessuna reazione.
– Allora ho sentito chiamare il mio nome. Ho sentito: “Howard, Howard- vieni qui.”
Chiedendomi per prima cosa da dove provenisse , scoprii che (la voce) giungeva dalla porta d’accesso. C’erano diverse voci che mi chiamavano. Ho domandato chi fossero, e mi hanno detto:
“Siamo qui per prenderci cura di te. Ti metteremo a posto. Vieni con noi.”
– Domandando di nuovo chi fossero, chiesi se fossero dottori ed infermiere. Mi hanno risposto: “Sbrigati, viene a vedere. Ci troverai fuori.” Come feci domande mi dettero risposte evasive. Mi imponevano un senso di urgenza, insistevano che avrei dovuto fare un passo attraverso la porta. Con qualche riluttanza mossi un passo nell’atrio, e nell’atrio mi ritrovai in una nebbia, o una foschia. Era una foschia di luce-colorata. Non era una foschia pesante. Potevo vedere la mia mano, per esempio, ma la gente che mi chiamava era 15 o 20 piedi [mezzo metro] avanti, e non potevo vederli chiaramente. Erano silhouette piuttosto, o forme e come mi mossi verso di loro scomparvero in quella foschia. Questi esseri strani mi spingevano ad andare con loro. Ripetutamente chiesi dove stavamo andando, e mi risposero: “Sbrigati, ci troverai fuori.” Guardando indietro alla stanza, vedevo mia moglie ed il mio compagno, e decisi che non avrebbero potuto aiutarmi così andai con questa gente.
Camminando per quella che mi sembrò essere una distanza considerevole, questi esseri erano tutto intorno a me. Mi conducevano attraverso la foschia. Non so quanto e’ durato, c’era un vero senso di mancanza del tempo nell’esperienza. In un certo senso sono inconsapevole di quanto lungo fosse, ma mi è sembrato come un lungo periodo- forse anche giorni o settimane.
Mentre viaggiavamo, la nebbia diveniva più spessa e più scura, e la gente cominciò a cambiare. Inizialmente mi sembrarono piuttosto allegri e felici, ma quando coprimmo una certa distanza, qualcuno di loro cominciò a diventare aggressivo.
Allora gli altri sembravano temere(?) quelli aggressivi. Sembrava potessi sentirli avvisare quelli aggressivi di stare attenti perche’ mi potevano spaventare.  Chiedendomi cosa stesse accadendo, continuai a porre domande, e ripetutamente mi hanno spinto ad affrettarmi e finirla di fare domande. Sentendomi a disagio specialmente da quando avevano continuato a diventare aggressivi, considerai di ritornare indietro ma non sapevo come ritornare. M’ero perso. Non c’era nulla che potesse servirmi da riferimento. C’era solo quella nebbia ed un terreno bagnato, viscido e non avevo nessun senso della direzione.

Attaccato da Esseri Bizzarri

Finalmente, dissi che non sarei andato più lontano. A quel punto cambiarono completamente. Divenuti molto più aggressivi, insistevano di andare con loro. Una certo numero di loro cominciarono a spingere e pressarmi, ed io risposi, cercando di colpirli alla schiena. Mi è sembrato fosse quasi un gioco per loro, con me a fare da pezzo forte del loro divertimento. La mia pena divenne il loro piacere. Mi é sembrato volessero farmi male artigliandomi e pizzicandomi. Ogni qualvolta ne mandavo via uno, ce n’erano cinque o più a sostituirlo. Da questo momento ci fu una oscurità quasi completa ed avevo la sensazione che, invece d’essere venti o trenta, ci fosse una coorte innumerevole di loro. Ciascuno di essi sembrava fosse venuto lì per praticare quello sport: picchiarmi! Combattendo duramente e per un lungo tempo, alla fine ero esausto. Steso li’ fra loro,senza più forze, cominciarono a calmarsi da quando per nessuno [di loro] ero più il divertimento che ero stato. Qualcuno sceglieva ancora me, di quando in quando,ed io ero là a terra, tutto lacero ed incapace di resistere. Questo é esattamente quello che accadde e non cerco di provare a spiegarmelo. Da dentro di me ho sentito una voce, la mia voce, che diceva:”Prega Dio.” La mia mente rispose a se’ stessa: “Non prego. Non so come pregare.” La voce di nuovo mi diceva di pregare Dio. Era un dilemma poiche’ non ho mai saputo come fare. La voce mi disse per la terza volta:”Prega Dio.” Cominciai dicendo cose del tipo: “Il Signore è il mio pastore, non vorrò….Dio benedici l’ America.” e qualche altra cosa che mi sembrò avere una connotazione religiosa. E questa gente è andata in frenesia, come se avessi gettato olio bollente su di loro. Hanno cominciato a gridare e strillante contro me, di finirla, che tanto là non c’era nessun Dio, e che nessuno poteva sentirmi. Contemporaneamente gridavano, hanno gridato oscenità, poi hanno cominciato ad andare via da me- come se fossi stato veleno. Così ho gridato dietro di loro: “Padre nostro che sei nei cieli,” ed idee simili. Tutto ciò é continuato per un pò di tempo fino a che, improvvisamente, fui consapevole che mi avevano lasciato. Era scuro, e gridavo solo cose che sapevano di Chiesa. Mi piaceva che tali parole avessero un tale un effetto su quegli esseri terribili. Giacendo là per un pò, ero in un tale stato di disperazione, oscurità e disperazione che non avevo modo di misurare quanto tempo fosse passato. Ero lì a giacere in un luogo ignoto-tutto lacero e pesto. E non avevo forza; ero KO. Mi sembrava come se fossi in una specie di evanescenza, che qualsiasi sforzo facessi esaurisse ogni residua energia in mio possesso. La mia consapevolezza era che perivo, o affondavo totalmente nell’oscurità.

Allora avvenne una cosa ancora più insolita. Sentii molto chiaramente, ancora una volta dire dalla mia voce qualche cosa che avevo imparato alla Scuola Materna della domenica. Era la canzoncina: “Gesù mi ama, sì lo so….” e cominciò a ripetersi.
Non so perchè, ma tutto a un tratto ho voluto crederci. Non avendo più niente mi aggrappai con forza a quel pensiero. Ed io, dentro di me, gridai: “Gesù, per favore salvami!.” Questo pensiero è stato gridato con ogni oncia di forza e sentimento rimasti in me.
Mentre facevo ciò,vidi là nell’oscurità, in qualche luogo, una piccola stella, la più piccina. Non capendo cosa fosse, pensai essere una cometa o una meteora, perché si muoveva rapidamente. Allora capii che veniva verso me. Diventavava molto brillante, rapidamente.
Quando la luce mi venne vicino, la sua brillantezza mi avvolse ed io mi alzai su- non con un mio sforzo, per essere precisi, fui tirato su.
Allora vidi- e l’ho visto molto chiaramente- tutte mie ferite, tutte le mie lacrime, tutte le mie lesioni sparire.
E divenni un tutt’uno con questa luminosità.
Ciò che facevo ero piangere incontrollabilmente. Piangevo, non di tristezza, ma perché provavo sensazioni che non avevo mai provato prima nella mia vita. Un’altra cosa accadde. Improvvisamente ho conosciuto il TUTTO. Conoscevo tante cose. Ho saputo che questa luce, questa radianza, mi conosceva. Non so come spiegarvi che ero certo che mi conoscesse,lo sapevo e basta. Come dato di fatto, capii che mi conosceva molto meglio di mia madre o di mio padre. La Luce mi fece capire che mi amava in un modo che non sono capace di esprimere.
Mi ha amato in un modo che non ho mai immaginato potesse esistere.
Sapevo pure che questo essere raggiante è potente. Mi faceva sentire totalmente bene. Potrei sentire la sua luce su di me, come mani molto gentili intorno a me. E potrei sentirlo stringermi. E noi, io e questa Luce, siamo andati su e fuori di là.
Abbiamo cominciato ad andare più veloci, sempre più veloci, fuori dall’oscurità.
Abbracciato dalla luce, avendo sensazioni meravigliose e piangendo, vedevo in lontananza qualcosa che somigliava alla foto di una galassia, tranne che era più grande e c’erano più stelle di quelle che avevo viste sulla terra. C’era un centro grande di splendore. Era lontano. Allora io…. Non l’ho detto, l’ ho solo pensato, dissi:”Portami indietro.”
Ciò che volevo dire alla luce era di portarmi indietro, era di mettermi di nuovo nella fossa.
Ero così pieno di vergogna per quel che ero, e di quel che ero stato per tutta la mia vita, che tutto quel che desideravo era nascondermi nell’oscurità. Non volevo andare verso la luce no, non volevo.

Per la prima volta, il mio amico, e gli assegnerò questo nome anche in seguito, mi: disse :”Tu appartieni a questo posto.”
La Mia risposta fu: “No, hai fatto un errore, portami indietro.” E lui disse: “Non facciamo errori. Appartieni a noi.”
Allora il mio amico ha chiamato al di fuori dall’oscurità, ed un numero enorme – perché sono venuti da noi- di brillanti, luminosi esseri ci ha circondati. Piangevo ancora. Una delle prime cose che questi esseri meravigliosi fecero fu di domandare,sempre con il pensiero:
“Hai paura di noi?” risposi di no. Mi dissero che potevano diminuire la loro luminosità ed apparire gente normale, e dissi loro di dirmi come erano fatti. Erano bellissimi, gli esseri più belli (che abbia mai visti)…..
Come attività collaterale sono un artista e so che ci sono tre colori primari, tre secondari e sei colori terziari nello spettro visibile della luce. Qui, vedevo un spettro visibile della luce con almeno 80 nuovi colori primari. Vedevo anche questo splendore. E’ frustrante per me provare a descriverli, perché non posso- stavo ammirando colori che non avevo mai visto prima.
Quello che questi esseri mi mostravano era la loro gloria. Non li stavo realmente vedendo. Ed ero perfettamente felice. Provenendo da un mondo di forme e immagini ben definite ero deliziato da questo nuovo mondo amorfo. Questi esseri mi davano quello di cui avevo bisogno in quel momento.

La Rivisitazione della Vita

Successivamente hanno voluto parlare della mia vita. Con mia grande sorpresa la mia vita veniva proiettata davanti me, forse sei o otto piedi (circa 2 metri) di fronte a me, dall’inizio alla fine La visualizzazione della mia vita era totalmente sotto il loro controllo e mi hanno mostrato la mia vita, ma non dal mio punto di vista. Mi sono visto in essa- e tutta questa cosa era una lezione, anche se non lo capii a quel tempo. Cercavano di insegnarmi qualche cosa, ma non sapevo che fosse un’esperienza di insegnamento, perché non sapevo che sarei ritornato. Noi guardammo la mia vita dall’ inizio alla fine. Alcune cose le rallentavano e ci zoomavano su ed altre cose le oltrepassavano. La mia vita mi è stata mostrata in un modo che non avrei mai potuto concepire prima di allora. Tutte le cose per cui avevo lavorato per raggiungerle, il riconoscimento che avevo ottenuto alla scuola elementare, alle superiori, in collegio, e nella mia carriera, non volevano dire nulla in questo contesto. Avrei potuto sentire i loro sentimenti di dolore e sofferenza, o gioia, mentre la visualizzazione della mia vita scorreva. Non hanno detto nulla se qualcosa era cattiva o buona, ma potevo sentirlo. E avrei potuto capire tutto ciò a cui erano indifferenti. Non fecero caso, per esempio,al mio record liceale di lancio del peso. Loro non provavano nulla verso cose delle quali mi sentivo molto orgoglioso. Ciò che risposero fu che erano interessati a come avevo interagito con il Prossimo. Quello era il punto centrale. Sfortunatamente, la maggior parte delle mie interazioni con gli altri non corrispondeva a come avrei dovuto interagire, cioe’ in modo amorevole. Ogni qualvolta avevo reagito durante la mia vita in questo modo, loro si allietavano. Per la maggior parte del tempo le mie interazioni con il prossimo erano state per interessi personali. Durante la mia carriera professionale per esempio, ho visto me stesso seduto nel mio ufficio, giocare a fare il professore del collegio, quando uno studente era venuto da me con un problema personale. Io stavo seduto lì guardandolo con compassione, paziente, ed amoroso, mentre dentro di me ero annoiato a morte. Avrei voluto tenere lo sguardo sotto la mia scrivania per quanto ero ansioso che lo studente finisse. Mi fu concesso di attraversare tutti questi tipi di esperienze in compagnia di questi esseri magnifici. Quando ero un adolescente la carriera di mia padre l’aveva condotto ad un forte stato di stress: un lavoro da dodici-ore al-giorno. Ciò fu causa di risentimento per la sua noncuranza nei miei confronti, quando tornava a casa dal lavoro, ero freddo ed indifferente verso di lui. Questo lo rese adirato, e mi fornì ulteriori scuse per provare odio per lui. Lui ed io abbiamo lottato, e mia madre ne era rimasta sconvolta. Per la maggior parte della mia vita avevo sentito che mio padre era un carnefice ed io la vittima. Quando abbiamo fatto la rassegna della mia vita ho potuto vedere come mi ero rovinato da solo. Invece di salutarlo con gioia al termine della giornata, mettevo continuamente zizzania nel tentativo di giustificare il mio malessere. Ho ottenuto di rivedere quando mia sorella ebbe una nottataccia, quando andai nella sua camera da letto e posai le mie braccia intorno a lei. Non le dissi nulla, posi solo le mie braccia sulle sue spalle. Ne venne fuori che quello era stato uno dei trionfi più grandi della mia vita.

La Terapia dell’ Amore

La visualizzazione della vita intera sarebbe stata emotivamente distruttiva e mi avrebbe trasformato in uno psicotico, se non fosse stato per il fatto che il mio amico e gli amici del mio amico, non mi avessero amato durante la rivisitazione di essa. Potrei sentire quell’ amore. Ogni volta che mi mostravo un pò agitato hanno fermato la visualizzazione per un poco e mi hanno dato amore. Il loro amore era tangibile. Potresti sentirtelo sul tuo corpo, potresti sentirtelo dentro di te; il loro amore andava dritto dentro di te
Desidererei potertelo spiegare, ma non ne sono capace. – La terapia era il loro amore, perché la visualizzazione della mia vita mi ha fatto piangere lacrime amare. Era pietoso da guardare, proprio pietoso. Non potevo crederlo. E la cosa è peggiorata andando avanti. La mia stupidità ed egoismo di adolescente sono aumentati man mano che sono divenuto adulto, tutto era nascosto dietro la facciata di buon marito, buon padre, e buon cittadino. L’ipocrisia di tutto ciò era nauseante. Ma al disopra di ciò c’era sempre il loro amore.
Quando la visualizzazione ebbe fine mi dissero:”Hai domande da fare?” ed io avevo milioni di domande. Ho domandato, per esempio, “che sapete dirmi della Bibbia?” hanno risposto: “Cosa in particolare?” ho domandato se dicesse il vero, e mi hanno detto di si. Domandai perchè quando ho cercato di leggerla, tutto ciò che vi avevo trovato erano contraddizioni, ed essi mi rifecero vedere la mia vita di nuovo- qualche cosa che avevo già visto. Mi hanno mostrato le poche volte che avevo aperto la Bibbia, che avevo letta con l’idea scoprire solo contraddizioni e problemi. Cercavo di dimostrare a me stesso che non ne valeva la pena di leggerla.
Feci loro notare che la Bibbia non era chiara per me. Non aveva senso. Mi hanno detto che contiene verità spirituali, e che avrei dovuto leggerla in maniera spirituale per capirla. Dovrebbe essere letta come una preghiera.
I miei amici mi hanno informato che non era uguale agli altri libri. Mi hanno anche detto, e più tardi ho capito che era vero, che quando l’ hai letta a mò di preghiera essa parla con te. Ti si rivela da sola. E non devi lavorarci sopra più di tanto.
[-ndr-PENSO CHE SI RIFERISCA AL VANGELO, “BIBLE” IN INGLESE VALE PER TUTTI I LIBRI SACRI -ndr-]
-I miei amici hanno risposto a molto domande in modo divertente. Erano capaci di conoscere l’argomento prima ancora che tirassi fuori le domande. Quando pensavo alle domande nella mia testa, loro avevano già capito.
Ho domandato, per esempio, quale fosse la migliore religione. Cercavo una risposta tipo: “presbiteriana. “Ho immaginato che questi ragazzi fossero tutti Cristiani. La risposta che ottenni fu:

“La migliore religione è quella religione che ti porta più vicino a Dio.”

Alla domanda se c’era vita su altri pianeti, la loro risposta sorprendente fu che l’universo é pieno di vita. A causa della mia paura di un olocausto nucleare ho domandato se stava per esserci una guerra nucleare nel mondo, e mi hanno detto no. Ciò mi stupì e ho chiarimente illustrato loro come avessi vissuto sotto la minaccia dell’olocausto nucleare. Quella era una delle ragioni per cui ero quel che ero. Ho immaginato, quando ero in questa vita, che essa fosse senza speranza, che il mondo stava per esplodere comunque e nulla aveva più importanza. In quel contesto mi sono sentito in dovere di fare quello che ho voluto, poiché nulla aveva più importanza.
-Mi hanno detto: “No, non vi sarà alcuna guerra nucleare.” Ho ancora chiesto se erano assolutamente sicuri che là non stava per esserci una guerra nucleare. Mi hanno riassicurato di nuovo, e ho domandato come potevano essere così sicuri.
La loro risposta fu: “Dio ama il mondo.”
– Mi hanno detto che, al massimo, uno o due armi nucleari potrebbero sfuggire accidentalmente, se non dovessero essere state già tutte distrutte, ma che non ci sarebbe stata una guerra nucleare. Allora ho domandato come mai c’erano state così tante guerre. Risposeroo che hanno permesso che quelle poche accadessero, ma che erano ben poca cosa rispetto a tutte le guerre che l’umanità aveva cercato di cominciare. Al di là di tutte le guerre che l’umanità ha cercato di creare ne hanno permessa qualcuna, perché la gente ritrovasse il buon senso di fermarle.
– Scienza, tecnologia ed altri benefici, erano stati doni elargiti all’umanità attraverso ispirazioni. La gente era stata condotta letteralmente a quelle scoperte, molte delle quali erano state più tardi stravolte dall’umanità ed usate per la propria distruzione. Questi amici del mio amico hanno voluto le guerre, a causa del livello della nostra tecnologia, perché fossero bandite. Potremmo fare anche molto danno al pianeta. E con * pianeta*, hanno voluto dire tutta la creazione di Dio. Non solo la gente, ma gli animali, gli alberi, gli uccelli, gl’insetti, tutto. Amore Per Tutti .
– Mi hanno spiegato che la loro preoccupazione era per tutta la gente del mondo. Non erano interessati ad un gruppo migliore di altri. Vogliono che ogni persona consideri ogni altra persona più grande della propria carne. Vogliono che ognuno ami l’altro, completamente; più, di quanto amino sé stessi. Se qualcuno, in qualche altra parte del mondo, fa del male a qualcun’altro dovremmo sentire la loro pena. E dovremmo aiutarli.
– Il Nostro pianeta si é evoluto ad un tal punto, per la prima volta nella nostra storia, che abbiamo il potere di fare ciò. Siamo globalmente collegati. E potremmo divenire un solo popolo.
-Il popolo cui hanno dato il privilegio di guidare il mondo in un’ epoca migliore era il nostro, negli Stati Uniti.
Quando ho parlato con loro del futuro, e questo potrebbe suonare come una scappatoia in mio favore, hanno detto chiaramente che abbiamo il libero arbitrio. Se cambiamo il nostro modo di essere, allora possiamo cambiare il futuro quale mi hanno mostrato. Mi hanno mostrato una visione del futuro, al tempo della mia esperienza, basato su come noi ci comportavamo negli USA in quel periodo. Era un futuro nel quale si manifestava una forte depressione mondiale. Se stavamo per cambiare il nostro comportamento, comunque, il futuro dovrebbe essere diverso.
– Domandai come sarebbe stato possibile cambiare l’esistenza di tanta gente, osservai che era difficile, se non impossibile, cambiare qualche cosa sulla terra. Espressi l’opinione che il provarci fosse un compito senza speranza.
– I miei amici mi spiegarono piuttosto chiaramente, che tutto ci= che serve per cambiare é una persona sola. Una persona che ci provi ed allora, a causa di quella persona, gli altri cambiano per il meglio. Hanno detto che il solo modo di cambiare il mondo era cominciare con una sola persona. Uno diverrà due, poi diverranno tre e così via. Quella è l’unica via per un maggiore cambiamento.
– Ho chiesto come e dove il mondo potrebbe entrare in un futuro migliore- uno dove alcuni dei cambiamenti che desideravano stessero per iniziare. L’immagine del futuro che mi hanno dato allora (ed essa era una loro proiezione, non una creata da me) mi ha sorpreso.
La mia immagine era una sorta di “Guerre Stellari”, dove tutto era conquista dello spazio, plastica e tecnologia, invece il futuro che mi hanno mostrato ero quasi privo di tecnologia.
– Quello che ognuno di noi, assolutamente ognuno di noi, in questo euforico futuro faceva, era passare la maggior parte del tempo ad allevare bambini. La principale occupazione della gente erano i bambini, e tutti consideravano i bambini essere la merce più preziosa del mondo. E quando una persona era divenuta adulta, non c’era nessun senso di ansia, nè di odio, né di competizione. C’erano questo senso enorme di fiducia e mutuo rispetto.

-In questa visione del futuro, se qualcuno fosse depresso, tutta la comunità si occuperebbe del più debole, della persona uscita dall’armonia del gruppo. Spiritualmente, attraverso la preghiera e l’ amore, gli altri sarebbero capaci di aiutare questa persona afflitta. Quello che la gente faceva col resto del proprio tempo era la pratica del giardinaggio, con quasi nessun sforzo fisico. Mi hanno mostrato che le piante, con la preghiera, produrrebbero frutti e vegetali enormi. La gente, all’ unisono, potrebbe controllare il clima del pianeta con la preghiera. Ognuno lavorerebbe con fiducia reciproca e la gente potrebbe chiamare la pioggia, o il sole splendente, quando ne avesse bisogno. Gli animali vivrebbero con la gente, in armonia.
La gente, in questo migliore di tutti mondi, non aveva interesse alla conoscenza; erano interessati alla saggezza. Ciò era dovuto al fatto che erano in una posizione dove, qualsiasi cosa avessero avuto bisogno di conoscere, l’avrebbero ricevuta semplicemente con la preghiera. Tutto per loro era risolvibile, potevano fare qualsiasi cosa volessero.
In questo futuro la gente non aveva alcun vivo desiderio di viaggiare perché potevano , comunicare spiritualmente con ognuno nel mondo. Non c’era nessuno bisogno di andare altrove. Erano così entusiasti per dove erano e per la gente intorno a loro che non avevano bisogno di andare in villeggiatura. Vacanza da cosa? Essi erano totalmente appagati e felici.
La morte: vi era un tempo in cui l’individuo aveva sperimentato tutto quel che aveva avuto bisogno di sperimentare. Morire voleva dire lasciare la vita e lasciarsi andare; allora lo spirito sorgeva e la comunità si raggruppava intorno a lui. Ci sarebbe stata una grande gioia perché loro tutti avevano accesso al Paradiso e lo spirito si ricongiungeva con gli angeli che erano venuti giù ad incontrarlo.
Potevano vedere lo spirito partire sapendo che era ora per lo spirito di andare via e la comunità si raccoglieva intorno, esso aveva raggiunto i suoi obiettivi di crescita su questo mondo. Gli individui che morivano avevano raggiunto tutto ciò che erano capaci di fare in questo mondo in termini di amore, apprezzamento, comprensione, e lavorando in armonia con gli altri.
– Il significato di questa bella vista del futuro del mondo era di una specie di giardino, il giardino di Dio. E in questo giardino del mondo, pieno di totale bellezza, c’era gente. La gente è stata creata in questo mondo per crescere nella comprensione del Creatore. Allora dobbiamo cambiar pelle, questo nostro guscio nel mondo fisico e *laurearci* per andare su in cielo- per avere una relazione più intima e crescente con Dio.

Quel che Accade Dopo la Morte

– Ho domandato al mio amico, ed i suoi amici, della morte- : che accade quando moriamo? Hanno detto che quando una persona giusta muore, gli angeli vengono giù ad incontrarla, e la portano su – gradualmente, perché sarebbe insopportabile per quella persona essere posto immediatamente al cospetto di Dio.
-Conoscendo come é fatta intimamente ogni persona, gli Angeli non devono verificare nulla per evidenziarlo. Sanno quello di cui ciascuno di noi necessita, così provvedono a tutto. In alcuni casi pu= essere un prato paradisiaco, ed in un altro, qualche altra cosa. Se una persona ha bisogno di vedere un parente, gli angeli gli porteranno quel parente. Se i gioielli piacciono molto a quella persona, le mostreranno dei gioielli.
Vediamo cos’ è necessario per il nostro ingresso nel mondo dello spirito e queste cose sono reali, nel paradisiaco senso divino.
Essi gradualmente c’istruiscono come esseri spirituali e ci portano in cielo. Cresciamo e ci arricchiamo sempre più e perdiamo le preoccupazioni, i desideri e le necessità materiali per le quali abbiamo lottato per molta parte della nostra vita. Gli appetiti terreni scompaiono, nessuno più lotta per essi. Diveniamo ci= che veramente siamo, il che é parte del Divino.
– Questo accade a gente pia, gente che è buona ed ama Dio.
Mi hanno chiarito che non abbiamo alcuna conoscenza o diritto di giudicare qualcun’ altro- nei termini della relazione dell’amore di quella persona verso Dio. Solo Dio conosce cosa
c’ è nel cuore di un persona. Qualcuno che pensiamo sia spregevole, Dio potrebbe conoscerlo come una persona meravigliosa. Similmente, qualcuno che pensiamo sia buono, pu= essere visto da Dio come un ipocrita, con un cuore nero. Solo Dio conosce la verità su ogni individuo.
– Dio giudicherà ultimamente ogni individuo. E Dio permetterà alla gente di essere trascinata nell’oscurità con creature similari. Vi posso dire, in base alla mia personale esperienza, quello che accade là. Non so, in base a quello che ho visto, se vi é più di tanto ma sospetto di aver visto solo la punta dell’iceberg.
– Ho meritato di andare dove sono andato – ero nel luogo giusto al tempo giusto. Quello era il luogo per me e la gente che era con me era una perfetta compagnia per me. Dio mi ha permesso di sperimentare ci= e poi mi ha tirato fuori, perché ha visto qualche cosa che mi redimeva attraverso quell’esperienza. Era un modo per farmi espiare. La gente a cui non è permesso esser buttati nell’ oscurità, a causa della loro natura amorevole, sono attirati in sù, verso la luce.

Il suo Ritorno

Non ho mai visto Dio, e non ero in Cielo. Era un posto al di fuori, nei sobborghi, e queste sono le cose che mi hanno mostrato. Abbiamo parlato per molto tempo, di molte cose, ed allora ho guardato me stesso. Quando mi sono visto, ardevo, ero raggiante. Divenivo bello- non certo tanto bello quanto loro- ma avevo un certo scintillìo che non avevo mai avuto prima.
– Non essendo preparato a fronteggiare di nuovo la terra ho detto che desideravo rimanere con loro per sempre. Mi hanno risposto:
“No, devi ritornare.” Risposi che non potevo ritornare, ho cercato di trattare con loro ed ho fatto notare che mi potrebbe ritornare in mente l’idea, il pensiero che potrei tornare nella buca di nuovo- così li ho supplicati di rimanere con loro.
– I miei amici allora mi hanno detto: “Non pensi che ci aspettiamo che tu divenga perfetto, dopo tutto l’amore che abbiamo dimostrato per te, persino se, dopo essere tornato sulla terra bestemmiassi Dio, e trattassi ognuno intorno a te come immondizia?
E questo, malgrado il fatto che spedivamo gente che provava ad aiutarti, ad insegnarti la verità?
Pensi realmente che resteremo separati da te ora?”
– Allora ho domandato: “Ma che dire del mio senso di fallimento? Mi avete mostrato come posso essere migliore e sono sicuro che non posso vivere fino a quel punto. Non sono così buono.”
-Mi hanno consigliato di riconoscere quando faccio un errore e domandare perdono. Prima che io tirassi le parole fuori dalla mia bocca, sarei già perdonato- ma devo accettare il perdono. La mia fede nel principio del perdono deve essere vera e devo sapere che il perdono è concesso. Confessare, sia in pubblico che in privato, che avevo commesso un errore, quindi dovrei chiedere perdono. Dopo tutto sarebbe un insulto per loro se non accettassi il perdono. Non dovrei continuare ad andare avanti con sensi di colpa e non dovrei più ripetere gli errori- dovrei imparare dai miei errori.
– “Ma,” ho detto, “come faccio a sapere quale è la scelta giusta? Come saprò quello che volete che faccia?” Mi hanno risposto: “Vogliamo che faccia quello che vuoi fare. Significa fare delle scelte- che non c’è necessariamente alcuna scelta giusta. C’è un spettro di possibilità e dovresti fare la migliore scelta che puoi fare fra esse . Se fai così, ti aiuteremo anche là.”
-Mostrando la mia più grande opposizione sul fatto di ritornare in questo mondo, dissi loro che, se avessi dovuto lasciare quel posto, mi si sarebbe spezzato il cuore e ne sarei morto. Ritornare sarebbe stato così crudele, dissi, che non ci sarei riuscito. Ricordai loro che il mondo è pieno di odio e competizione e non volevo ritornare in quel gorgo.
Non potevo tollerare di lasciarli.
– I miei amici osservarono che giammai erano stati separati da me. Spiegai loro che non ero mai stato consapevole della loro presenza e se fossi ritornato di nuovo, io di nuovo non saprei che essi sono là. Spiegandomi come comunicare con loro, mi hanno detto di tranquillizzarmi e di chiedere il loro amore: allora il loro amore mi giungerebbe ancora ed io saprei che esistono.
– Dopo questo chiarimento avevo terminato gli argomenti e capii che sarei potuto ritornare. E così tornai indietro. Ritornando nel mio corpo, il dolore era ancora là, peggio di prima.

Segnalo per correttezza d’informazione, che le esperienze citate sopra sono state copiate dal seguente sito:

http://www.webalice.it/cipidoc/ndetot.htm

Faccio i miei personali complimenti per l’incredibile lavoro svolto al fine di tradurre ed inserire tutte le esperienze reperibili dalla rete.

Articolo di: Daniel Facci